Storia del calcio coratino: uno scippo autorizzato

L’epilogo della partita Mola-Corato.

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La tifoseria coratina nello stadio della Vittoria di Bari.

Domenica 9 maggio ’83, stadio della Vittoria: specchio mio cortese chi è il più bello del paese? Mola o Corato? Designato per la direzione della gara è il signor Destro, un omone baffuto e rude di 26 anni proveniente da Novi Ligure.

Di professione fa l’imprenditore agricolo, tanto che dimostra il suo sapere in materia, riconoscendo presto Corato per la prelibatezza del suo olio. Conferma la sua abilità anche in campo, con grande personalità e padronanza, ma sarà determinante in negativo negli episodi chiave. Guarda caso, però, tutti a sfavore del Corato. Il clima è quasi surreale. Non sembra uno spareggio di Promozione per la gente presente. Alcuni contano 7.000 tifosi, altri 10.000, solo da Corato.

È certo che vi partecipano uomini, donne, bambini di ogni età e ceto sociale. Senz’altro la più grande migrazione di massa da Corato. Il tutto con un’aria di festa e compostezza. Le prime sorprese vengono dalla formazione. Nel sabato del ritiro all’Appia Antica era stata annunciata, per dare freschezza all’attacco, la coppia Diodovich-Amorese. Ma i due vanno in panchina con Vitale, dando spazio a Nonnato e ai due Abruzzese. Le scelte sembrano ininfluenti, tanto che il Corato domina rispetto ad un Mola che punta ai rigori, e va in goal ben due volte che vengono entrambi annullati. Ma, mentre nel primo caso la segnalazione dell’assistente di Vasto ci può stare, nel secondo sembra inspiegabile.

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Il gol annullato a Cosimo Giardino.

Novanta minuti non sono sufficienti, ma neanche i 30 minuti supplementari. Scocca l’ora della classica “roulette russa” dei rigori. Cinque colpi a testa per la fuga verso la vittoria. Siamo 3 a 2 per il Corato. Sul dischetto va Ladisa, il migliore del Mola. La sua segnatura è irregolare, ma il replay lo induce alla disperazione: è fuori! Ammutoliti i molesi! La serie D invocata dai coratini sembra in tasca. Ma come in ogni film d’autore giunge il colpo di scena. È il turno di Rana. I 120 minuti, il caldo e lo stress si fanno sentire. Il centrocampista non è in grado di calciare. Ma l’arbitro Destro è irremovibile. Non è possibile cambiare la scaletta e Rana è costretto a calciare di forza. L’esito? Scontato! Rana sbaglia, il Mola pareggia. Il verdetto è nei piedi di De Leo (Mola) e Nonnato (Corato). Il primo segna, il secondo si fa ipnotizzare da Di Bartolomeo. Il Corato deve ammainare mestamente le bandiere. Il mancino di Destro fa fare centro al Mola che è in D.

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La tifoseria coratina nello stadio della Vittoria di Bari.

Le formazioni Mola-Corato

Mola: Di Bartolomei, Mussa (dal 103’ Cramarossa), Galetta; De Leo, Gasuito, Ladisa; Susca, Lanave (dal 120’ Riggiero), Strano, De Pasquale, Bellino. 12 Celi (all. Di Gregorio, pres. Marzotta).

Corato: Moscatelli, De Rosa, Giardino Cosimo; Piccarreta, Quacquarelli, Brandonisio; Abruzzese Alessandro, Rana, Nonnato, Giardino Pasquale, Abruzzese Michele (Vitale). 12. Recchia (allenatore Quadrello, presidente De Palo).

Arbitro: Destro di Novi Ligure.

… e la beffa di Matarrese

Al danno si aggiunge la beffa! De Palo & C. invocano l’errore tecnico per la mancata sostituzione di Rana. La giustizia sportiva rigetta il ricorso che viene ripresentato dall’avvocato romano Persichella. I tifosi scendono in piazza e l’ottimismo cresce perché il mese di giugno del 1983 coincide con le elezioni politiche. Candidato nelle liste DC è l’On. Antonio Matarrese (Presidente Lega). Al Gran Salone delle Feste impernia la sua campagna elettorale su un bigliettino che promette il ripescaggio dell’U.S. Corato. Chi meglio di lui può assicurarlo, con tutte le carte in regola! Forse non contento dei suffragi di Corato, forse perché più legato al grottagliese dott. Cavallo (dirigente federale), ad essere ripescato è appunto il retrocesso Grottaglie, stravolgendo ogni regola. (Successivamente anche l’amica Molfetta passerà dalla I^ categoria alla C2 senza mai vincere un campionato). Il Corato resta ancora nel purgatorio della Promozione, a leccarsi le ferite ed a piangere per un furto autorizzato subito.

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L’ingresso in campo della terna arbitrale con il vice presidente US Corato Saverio Balducci, il capitano Nicola Piccarreta e alcuni giocatori coratini.

Padre Emilio D’Angelo ne LO STRADONE n. 47 di maggio 1983 scriveva: “Ora tutto è archiviato. Tutti i giochi della stagione ’82-’83 sono fatti. C’è solo da guardare al futuro. Ci auguriamo che il patrimonio di tecnica, di volontà, di aggregazione, di civiltà e di entusiasmo accumulato in quest’anno, si ripresenti intatto all’inizio della stagione prossima. Con questa speranza e con questa fiducia vi saluta LO STRADONE a nome dell’intera cittadinanza, giocatori, tecnici e tifosi dell’US. Corato!”.

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