Storia del calcio coratino: i pompieri di Manfredi

Altissimo senso di ironia, misto a goliardia e un pizzico di megalomania.

storia del calcio coratino Cosmano, Muserra e Manfredi.
Da sinistra: Cosmano, Muserra e Manfredi.

«Chiamate i pompieri!» – diceva Manfredi dopo i fuochi che egli stesso accendeva. «Fa’ niente che si parli male, ma l’importante è che si parli», così ancora esternava M&M il piromane, con il suo altissimo senso di ironia, misto a goliardia e un pizzico di megalomania.

Vive(va) la vita con allegria, quasi per gioco. Era già personaggio prima che diventasse commissario per la seconda volta, ed oggi sarebbe erto a protagonista anche in un “Grande Fratello” o con Fiorello. Perché lui già in quei tempi era unico in imitazioni e scherzi al telefono a cui era capace di essere incollato per ore. La sua attinenza con i media la dimostrò creando una moda che fece scuola, con il “Quiz alla Manfredi”, che andava in contemporanea al notturno di Radio Corato 1.

Due fenomeni al prezzo di uno. Un mix di giochi e “Caccia al Tesoro”, che partiva dal Bar Capri (poi El Cacique), sempre affollato di gente, anche gentil sesso. Il suo pallino era veder riempire le strade di “Corato by night”, di personaggi illustri che si cimentavano, alla ricerca della ciliegina nella panna o a contare le colonne della chiesa “X”. Ci giocò anche con l’arbitro di Noicattaro-Corato durante le feste natalizie che invitò ad un veglione all’Appia Antica con tanto di signora, facendosi attendere all’entrata.

L’unico problema è che sotto un freddo gelido, la coppia aspettò fino alla conclusione della festa. Era un veglione di Califano che cantava così: “Sono un artista e questo mi basta, la mia libertà…”.

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