Storia del calcio coratino: Il 1953 segna il 1° Torneo della Canicola

1953 1° Torneo della Canicola. Squadra Vincente: “Mario Fani”. In piedi: Vernice, Ferrucci, Marcone, Miscioscia, Caterino, Arbore, Cialdella. Accosciati: D’Introno, Caterina, Calò, Sardano
1953 1° Torneo della Canicola. Squadra Vincente: “Mario Fani”. In piedi: Vernice, Ferrucci, Marcone, Miscioscia, Caterino, Arbore, Cialdella. Accosciati: D’Introno, Caterina, Calò, Sardano
1953 1° Torneo della Canicola. Squadra Vincente: “Mario Fani”. In piedi: Vernice, Ferrucci, Marcone, Miscioscia, Caterino, Arbore, Cialdella. Accosciati: D’Introno, Caterina, Calò, Sardano

Gli anni ’50 a Corato sono anni di grande rinascita calcistica nel senso più esatto del termine, perché a calcare il terreno del Campo Sportivo ed a calzare le scarpe di cuoio con tacchetti sono in tanti, specialmente in estate quando si svolgeva il Torneo della Canicola.

Protagonisti a sponsorizzare gruppi di giovani calciatori solitamente uniti da vincoli di amicizia sono le naturali agenzie educative e formative nell’ambito sociale: le Parrocchie ed i Partiti ed, in alcuni casi Aziende famose sul territorio locale. Era molto facile trovare tra le squadre partecipanti nomi come: Sacra Famiglia, Mario Fani, San Domenico, Religione e Patria, Stella Rossa, Sempre Avanti o Libertas. Infatti in questi stessi anni si forma la squadra della Libertas che partecipa a campionati minori o a partite stracittadine. Si proponeva come alternativa all’Unione Sportiva, infatti i ragazzi coratini nella Libertas trovavano più possibilità alla domenica di giocare, unico loro obiettivo perchè nessuno di quelli che giocavano ricevevano alcun premio in danaro, nella migliore delle ipotesi avevano gratis in uso la maglietta ed un paio di scarpe, già calzate almeno da altre due generazioni di calciatori. Spesso bisognava farle riparare, ingrassare, per renderle un po’ più morbide, e ritorcere all’interno chiodi che, col tempo, si erano fatti strada nei tacchetti e nella suola.

Guardando gli scarpini degli “eroi-calciatori” attuali e paragonandoli a quei veri e propri “scarponi” degli anni ‘50 si ha chiaramente il quadro dell’enorme progresso realizzato in circa 60 anni.

Per formare le squadre e partecipare al Torneo della Canicola era necessario trovare veri e propri mecenati disposti, per passione, a pagare tassa d’iscrizione, comprare maglie (spesso usate) e scarpe (sempre usate). Spesso gli stessi componenti della squadra, specialmente quelli che già lavoravano, come braccianti agricoli o artigiani, contribuivano alla questua per raggiungere le somme necessarie.

Formazione Libertas (1955). In piedi: Santarella, Arbore, Cives, Diaferia, Calò, Ferrucci. Accosciati: Miscioscia, Patruno, Caterina, Losito, Cannello, De Palma
Formazione Libertas (1955). In piedi: Santarella, Arbore, Cives, Diaferia, Calò, Ferrucci. Accosciati: Miscioscia, Patruno, Caterina, Losito, Cannello, De Palma

Spesso bisognava recarsi al Campo Sportivo senza far sapere niente ai genitori che, sistematicamente, proibivano qualsiasi attività che non fosse lo studio o il lavoro. C’era un centrocampista che, dopo aver fatto un’intera giornata di lavoro nell’orto, in bicicletta arrivava al Campo e correva per 90 minuti senza fermarsi mai, era tra i calciatori più ricercati nella fase di costruzione delle squadre per il Torneo della Canicola. Forse lavorare all’aria aperta e sotto il sole era tecnica di allenamento molto efficace per correre senza pause sul campo. Giovanni Ferrucci era presente nella formazione Mario Fani, squadra che vinse il 1° Torneo della Canicola nel 1953 (vedi foto).

Nella foto è anche riconoscibile ultimo a destra (accosciato), Umberto Sardano, poi professore di Filosofia che, per arrivare al campo era costretto a calarsi dal balcone di casa sua, in segreto, e, grazie all’aiuto dei compagni di squadra ed alla “controra” che facilitava il sonno del padre.

Il torne della Canicola diventò vera e propria fucina di giovani speranze calcistiche coratine tanto è vero che, come scopriremo, molti dei calciatori che formeranno le formazioni di Unione Sportiva e Libertas si metteranno in mostra in Estate.

Per saperne di più chiederemo, nelle prossime puntate, l’aiuto della vera memoria storica del calcio estivo coratino: Michele Mascoli, infermiere di professione, allenatore di passione.

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