Storia del calcio coratino: delusione da vizio

Scialbe prestazioni allontanano il Corato dal vertice.

calcio coratino, stagione 1985-86
Il Corato calcio anni 1985-86. In piedi da sin.: il Direttore Sportivo Berardi, Donnazita, De Rosa, Narciso F., Abruzzese, Amorese, Narciso G., Presidente Rutigliano. Accosciati: Diodovich, Biancofiore, Brandonisio, Petrella (capitano), Vitale e la mascotte.

Ed anche del caviale e champagne ci si stanca e improvvisamente la piazza per il calcio coratino si scopre dal palato fine. Ma in effetti tanto torto non ha, perchè negli ultimi tre anni ha degustato calcio di ottima fattura, da vertice.

Risultati della stagione 1985-‘86

Corato-Ostuni 1-0 (Petrella)

Mesagne-Corato 0-0

Corato-Acri 2-1 (Piccolo, Petrella)

Trani-Corato 0-0

Corato-Maglie 2-0 (Petrella, Marrano)

Crotone-Corato 0-3 (Petrella Narciso II, Piccolo)

Corato-Lavello 3-0 (Petrella 2, Marrano)

Castrovillari-Corato 3-1 (Petrella rig.)

Corato-Promatera 1-0 (Vitale)

Corato-Matino 0-1

Bisceglie-Corato 0-0

Corato-Cariatese 3-1 (Petrella 2 Marrano)

Policoro-Corato 1-0

Corato-Fasano 0-0

Morrone-Corato 2-0

Ostuni-Corato 0-0

Corato-Mesagne 1-0 (Petrella)

Acri-Corato 1-0

Corato-Trani 1-1 (Donnazita)

Maglie-Corato 3-2 (Finzi, Vitale)

Corato-Cortone 2-1 (Aut., Petrella)

Lavello-Corato 0-0

Corato-Castrovillari 1-0

Promatera-Corato 1-3 (Diodovich 2, Petrella)

Matino-Corato 3-0

Corato-Bisceglie 1-1 (Vitale)

Cariatese-Corato 0-0

Corato-Policoro 1-0 (Petrella)

Fasano-Corato 4-1 (Narciso I)

Corato-Morrone 1-0 (Petrella)

Classifica

Bisceglie 43

Fasano 40

Matino 39

Corato 35

 

Ma non sempre si ricorda che l’U.S. Corato è approdato, da soli due anni, in un palcoscenico superiore e che la società fa sforzi notevoli per sostenere una squadra che ha un alto fabbisogno finanziario. E pertanto, pur orbitando nelle alte sfere della classifica, spesso i ragazzi neroverdi escono dal campo tra qualche fischio di troppo.

In parte ci si mette anche il carattere non proprio malleabile del tecnico Taiano ed il suo gioco non sempre brillante, quindi la prima novità rispetto all’annata precedente è la panchina.

Taiano è ritenuto l’uomo adatto al nuovo girone del versante ionico, dai contenuti tecnici più bassi, ma da quelli agonistici più elevati. E di conseguenza anche la fisionomia della squadra si adegua con gli innesti di fisici statuari come Narciso II, il ritorno di De Rosa e lo stesso Donnazita.

Ma la perdita dei due De Gennaro, se da un punto di vista fa guadagnare in chilometri di corsa, dall’altro fa perdere in qualità. Ma i risultati sembrano dar ragione alle scelte, perchè grazie agli stimoli alle stelle e ad un calendario favorevole, pur stentando, l’undici neroverde ha una partenza sprint, tale da veleggiare in 1^ posizione prima della ottava giornata, quando a Castrovillari Narciso, che aveva subito una rete su rigore in 630’, ne subisce 3 in dieci minuti in una gara molto contestata.

L’Angizia (sorpresa) dell’anno si chiama Matino che si presenta alla vigilia a -1. La 10^ giornata sembra proprio confermare il ripetersi del trend precedente. Il piedino magico dell’ex granata torinese Greco, fa volare il Matino a +1 su Corato e Bisceglie, solita favorita. E proprio la domenica successiva le due baresi si danno battaglia in riva al mare.

Il pareggio accontenta più il Corato che assapora per un’altra domenica il primato, ma poi, scialbe prestazioni la allontanano dal vertice. La squadra è contestata e con il Mesagne parte lo sciopero degli Ultras e proprio in quella gara accadde un episodio in cui si rese conpartecipe lo scrivente.

In una blanda partita, un battibecco tra l’arbitro Di Renzo di Roma e il guardalinee Basile di Taranto, provocò l’abbandono del terreno di gioco da parte di quest’ultimo. La richiesta di sostituzione venne accolta dall’unico arbitro F.I.G.C. in tribuna, che era il giovane sottoscritto. Da li in poi, dopo il rinvio ad Acri per neve, il campionato si trascina fino al termine stancamente, ma il cronista avrebbe da annotare un’altra curiosità, cioè che prima di incassare 4 reti, a Fasano il Narciso portiere riusciva a segnare dalla sua area di rigore con un calcio di rinvio in drop, con l’aiuto di Eolo.

 

Questa volta il sogno non si ripeterà, l’epilogo sarà secondo copione con il Bisceglie che finalmente approderà in C2, il Matino è comunque terzo.

Il Corato si accontenta del titolo di Capocannoniere di Petrella con 17 reti, ma il suo 4° posto sa di delusione ma forse perchè ci si è montati un po’ troppo la testa. Vero?

 

Nicola Taiano il burbero

La minestra non va riscaldata due volte, non ne parliamo tre, ma va gustata in una sola volta. Nicola Taiano, una presenza in B nel Bari da calciatore e da tale già rognoso, è il mister della vera storica promozione in D, fra tante peripezie. Ma quando, a distanza di 12 mesi, ritorna in quel di Corato, non gode di un larghissimo consenso. Il carattere si sa, si smussa negli angoli, ma non si trasforma. E lui da allenatore non solo conferma, ma accentua il suo “faire” schivo, di poche parole, ma pragmatico, anche burbero. Poco incline a microfoni e telecamere, quelle poche volte dice “pane al pane, vino al vino” senza giri di parole. Subentra all’opposto Lamia Caputo, persona votata al dialogo, sempre con il sorriso sulle labbra. Ma Nicola, con il suo viso cupo e deciso, trasmette l’idea del sergente di ferro, anche perchè può permetterselo visto che i risultati gli hanno dato ragione. Se vogliamo è il “Capello” della situazione che vince i campionati tra giungo ed agosto, quando azzecca i giusti acquisti, un po’ meno con il gioco, basato anch’egli su spirito di abnegazione, caparbietà, fisicità e palle inattive. Ma questa volta (1985-’86) non fa i conti con il salto di categoria e ritiene il suo organico sufficientemente all’altezza della situazione. Le stars che non sono di prima scelta e il gioco che latita fanno di un 4° posto, al II anno in B, quasi una delusione. Le quotazioni di Nicola sono in discesa, al terzo arrivo a Corato (1995) diventeranno addirittura da Bond argentini. Quando “alla fuga dopo la vittoria” si sceglie “al cuore non si comanda”. Ma Nicola rimarrà comunque, dopo Di Reda, il secondo allenatore che porta il Corato in D.

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