Storia del calcio coratino: il calcio negli anni ’70

Il momento più critico è certamente il Verona-Milan del 20 maggio ’73.

calcio negli anni '70
Verona-Milan, 20 maggio 1973.

Tracciando la storia del calcio coratino, ci si sofferma non solo sulla società sportiva dell’U.S.D. Corato Calcio, ma anche sul contesto storico nazionale.

“Qui Brigate Rosse” – Esordivano così le telefonate di rivendicazione terroristica delle Brigate Rosse a partire dal rapimento del giudice genovese Mario Sossi. Il tutto accadeva mentre Pinochet con un colpo di stato s’impadroniva del Cile ed il Presidente U.S.A. Nixon era indagato per impeachment per lo scandalo “Looked”, poi costretto a dimettersi. Nella nostra penisola il referendum bocciava l’abrogazione del divorzio con il 59% dei voti, l’età dei votanti si abbassava ai 18 anni, nelle politiche ed amministrative vinceva la sinistra e si apriva la stagione delle stragi di P.za della Loggia e dell’Italicus.

Fatal Verona

Il momento più critico si registra certamente il 20 maggio ’73, quando il Milan è battistrada su Juve e Lazio di 1 punto.  Ai festeggiamenti ci sono anche coratini che, però, prima del fine-gara, devono ripartire: si consuma la disfatta per 5-3.

Sono virtualmente allo spareggio fino all’87’ con la Lazio (0-0 a Napoli) quando la Juve con Cuccureddu a Roma (chiacchierata) ribalta l’1-0 in 1-2 e la Lazio rimedia il k.o. in contropiede nel disperato desiderio di vittoria. Per il Milan, seconda beffa consecutiva per 1 punto, per la Lazio, scudetto rinviato di 1 anno, per la Juve di Boniperti è l’inizio di un ciclo.

Il genio del miracolo laziale si chiama T. Maestrelli, la sua fucina è Chinaglia che conquista il titolo di capocannoniere con 24 reti, ma è anche protagonista dei fallimentari Mondiali di Germania: eliminati al 1° turno. Il Verona e il Foggia retrocedono sub-judice, la prima per una telefonata tra il presidente ed un ex calciatore, la pugliese per tre orologi regalati ad una terna arbitrale.

La Juve torna al tricolore l’anno successivo con C. Parola al timone. L’ostacolo è il Napoli di L. Vinicio che perde lo scontro diretto a Torino grazie all’appena subentrato 37enne Altafini, ribattezzato “core ‘ngrato” per la sua precedente militanza partenopea.

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