Storia del calcio coratino: anni di grandi lutti e grandi squadre

La Coppa dei Campioni 1964 sorretta da Picchi e Guarneri. Sono riconoscibili Mazzola, Suarez, Tagnin e Burnich.

Tracciando la storia del calcio coratino, ci si sofferma non solo sulla società sportiva dell’U.S.D. Corato Calcio, ma anche sul contesto storico nazionale.

Una croce e più tombe sulla storia. Nel giorno della nazionalizzazione dell’ENEL, il primo a cadere in un incidente aereo (27/11/62) è Enrico Mattei, seguito a ruota da una caterva di sudvietnamiti e americani ad opera dei Vietcong. Toccherà il 3/6/63 a Giovanni XXIII, il 9/10/63 ad oltre 2000 persone inondate dalla diga del Vajont (PN) e a Dallas il 22/11/63 sarà assassinato J.F. Kennedy.

Dopo la creazione dell’OLP (organizzazione liberazione Palestina) è la volta di Palmiro Togliatti, e con la sostituzione di Cruscev con Breznev e la creazione della Cassa del Mezzogiorno spetta a W. Churchill e all’indiano Lal Bahadur Shastri, cui succede Indira Gandhi.

Dite voi se non va via un pezzo di storia.

Mazzola
Mazzola in gol

La Tv sfonda le case degli italiani e con essa nel calcio le lingue biforcute di 2 personaggi caratterizzeranno  i duelli a distanza in campo e fuori (Mago Herrera e Paron Rocco), infiammando i tifosi italiani.

In campo non scherza neanche Sivori che prima scaglia una pallonata proprio alla panchina di Herrera, poi tenta di aggredire l’arbitro Grignani contro la SAMP.

Nel box apposito sono descritti i successi dell’Inter, ma ad un’Inter in pieno trionfo una Nazionale (Mondiali 1966) in pieno tonfo. Dal 19/7/66 ogni figuraccia si  chiamerà Corea. Molti italiani saranno colpiti da mal di denti. L’artefice è l’asiatico Pak Doo Ik, dentista, protagonista tra gli sconosciuti coreani.

È il declino delle squadre materasso.

 

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La Grande Inter

La Coppa dei Campioni 1964 sorretta da Picchi e Guarneri. Sono riconoscibili Mazzola, Suarez, Tagnin e Burnich.
La Coppa dei Campioni 1964 sorretta da Picchi e Guarneri. Sono riconoscibili Mazzola, Suarez, Tagnin e Burnich.

Angelo Moratti impiega i suoi giacimenti petroliferi per allestire una grande Inter e dopo alcuni fallimenti (ultimo lo scudetto regalato ai cugini dopo un +5 nel 61/62), nella stagione dell’abbandono dei pali quadrati e del disastro della Nazionale oriundi in Cile, crea una difesa rocciosa, si assicura il cervello di Suarez, sfrutta la velocità di Jair e Mazzola, l’estro di Corso confezionando il: “Catenaccio vincente”.

Approfittando della distrazione Milan in Coppa Campioni, che vincerà in finale sul Benefica di Eusebio, inizia il suo grande ciclo con lo scudetto 62/63 pur arrendendosi l’anno successivo ad un determinatissimo Bologna dell’altro estroso F. Bernardini. Il caso dell’anno è il doping dei felsinei, che si vedono prima tolti 2 punti, poi riconcessi dalla CAF, perché l’ipotesi più probabile diventa la manipolazione, per via dei valori eccessivamente elevati. Il Bologna vincerà l’unico scudetto della storia assegnato allo spareggio (a Roma), con dedica al trentennale presidente Dall’Ara, deceduto poche ore prima della sfida.

Nel 64/65 il Milan ricambia il favore ai cugini: Altafini non rientra dalle ferie in Brasile, Liedholm e Viani danno fiducia a Ferrario portandosi a +7. Il ritorno di Altafini stranamente coinciderà con il Milan che finirà a -3. L’Inter in 2 anni vincerà 2 scudetti, 2 Coppe Campioni, 2 Coppe Intercontinentali.

 

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