Storia del calcio coratino: 1968, il mondo trema

La Fiorentina scudetto del 1968. in piedi: Ferrante, Merlo, Maraschi, Brizi, Rogora, Superchi. Accosciati: Rizzo, Amarildo, Mancin, Chiarugi, De Sisti.

Tracciando la storia del calcio coratino, ci si sofferma non solo sulla società sportiva dell’U.S.D. Corato Calcio, ma anche sul contesto storico nazionale.

Le 3 M della rivoluzione del ’68

M come Marcuse è il simbolo americano contro la guerra in Vietnam, ma sugli striscioni degli studenti universitari di Roma compariva con Marx e soprattutto Mao, dal cui governo cinese si dice partisse quella battezzata come Rivoluzione Studentesca.

Anche in Italia, a fine ’67, nasce il Movimento studentesco di sinistra guidato da Mario Capanna. All’inizio del ’68, dal “Marzo di Roma”, al “Maggio di Parigi” e alla “Primavera di Praga”, l’irrequietezza di piazza che sembrava isolata, scoppia contemporaneamente e dappertutto.

Un Concetto di rigore

Concetto Lo Bello
Concetto Lo Bello

Rigore in ogni senso! È questo il Concetto (di nome) di base di Lo Bello, mitico siracusano, antesignano dell’arbitraggio italiano e mondiale. Se nell’era attuale si è detto: “solo Collina dava quel rigore” quasi ad indicare una coraggiosa decisione da Vangelo, negli anni ’60 era il nome di Lo Bello così tanto menzionato.

Rigore, come suo pane quotidiano, che decretava con grande “rigore” ed al tempo stesso con signorilità narcisistica, quasi di sfida a giocatori e pubblico. Non importava se la squadra fosse di casa anzi meglio se esterna. Fu una gara a Ferrara che dette uno slancio alla sua fama. Dopo 2 penalties  al Napoli ed uno alla Spal, Muzzio giocatore di casa, commettendo fallo in area, alterato gli disse: “E fischia anche questo se hai il coraggio”. E Concetto gli rispose: “Ecco fatto e lei è espulso”. Il suo coraggio gli consentì non solo di opporsi ad un invasore ma addirittura di consegnarlo personalmente alle forze dell’ordine.

In una classe arbitrale e in tempi in cui era fatto divieto fare la minima dichiarazione, Don Concetto il coraggio lo dimostrò anche fuori, precisamente nel ’67 davanti alle telecamere della Domenica Sportiva, intervistato da Carlo Sassi coadiuvato da Vitaletti, ammette di aver negato un calcio di rigore in Juventus-Milan. L’azione viene riproposta in forma rallentata. Nasce la tanto vituperata moviola. I moviolisti (Pistocchi, Longhi, Biscardi) e le telecamere aumenteranno nel tempo, l’occhio carismatico di Don Concetto senza tecnologie, rimarrà quello meno contestato di sempre.

 

Fine di un ciclo

La Fiorentina scudetto del 1968. in piedi: Ferrante, Merlo, Maraschi, Brizi, Rogora, Superchi. Accosciati: Rizzo, Amarildo, Mancin, Chiarugi, De Sisti.
La Fiorentina scudetto del 1968. in piedi: Ferrante, Merlo, Maraschi, Brizi, Rogora, Superchi.
Accosciati: Rizzo, Amarildo, Mancin, Chiarugi, De Sisti.

Per un ciclo che inizia, uno che finisce calcisticamente. È quello dell’Inter di Moratti ed Helenio Herrera, che in 7 giorni dilapida un patrimonio: Coppa Italia, Coppa Campioni, Campionato. Per quest’ultima competizione, decisiva è una papera di Sarti a casa di un Mantova ormai salvo. In Europa il vantaggio di Mazzola, nel II tempo è ribaltato: Celtic-Inter 2-1.

Lo scudetto lo vince la Juve operaia di Heriberto Herrera, fatta di tanto “Movimiento”. L’anno successivo con il rientro di Paron Rocco ad aver la meglio è il Milan dei vecchietti con Cudicini, Hamrin, Trapattoni, Sormani. Nel frattempo uno tra i personaggi più anticonformisti del calcio, dentro e fuori dal rettangolo, un artista, Gigi Meroni, muore in un incidente di fronte alla sua abitazione di Torino.

Il tutto prima dell’unico trionfo italiano agli Europei. Vincente la Jugoslavia nella II finale x 2-0.

Sono 2 outsiders a contendersi l’anno dopo il tricolore. Sul Cagliari hanno la meglio i gigliati fiorentini di Pesaola nell’anno del II trionfo milanista in Europa. È in quell’anno che da l’addio al calcio Omar Sivori, alla Zidane, cioè cancellando, con gesti folli, tutto ciò che i suoi piedi poetici avevano inneggiato. Nella rissa scoppiata in Juve-Napoli contro Heriberto Herrera. Saranno 33 le giornate inflitte dal Giudice Sportivo ai contendenti. Vita spericolata da campioni!

 

 

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