Storia del calcio coratino: il Corato Calcio ad un passo dal doppio salto

Il vacanziero girone abruzzese.

Corato Calcio degli anni 1984-85.
Corato Calcio degli anni 1984-85.

«Faremo una squadra per vincere il campionato!» questa la spavalda dichiarazione di Michele Rutigliano, al suo esordio come neo presidente del Corato Calcio; e tutti intorno, guardandosi negli occhi, sbigottiti, dicevano: “Ma che dice?!”

Forse neanche lui, in fondo, credeva nella sua affermazione, ma certamente era convinto di far bene e allestire una squadra di vertice.

Sono gli anni in cui, sul palcoscenico nazionale, si affaccia tal Silvio Berlusconi. E il patron Rutigliano si conquista questo accostamento, oltre che per il suo ottimismo e caparbietà innata, anche per la fede milanista, la capacità di costruire palazzi (nasce Corato 2) e, se vogliamo, anche socio di una tv privata (Tele Punto Sud).

L’effetto Mola, esauritosi con la vittoria del campionato, ha stremato Michele De Palo. L’Interregionale è molto impegnativa e servono forze fresche.

Rutigliano scioglie le riserve in una domenica di primavera, ma i proclami non si fermano alle sole parole. Pur proseguendo sulla via della saggezza, vengono ingaggiati nomi di spessore e passato da professionisti come Pantaleo De Gennaro (Napoli) e suo fratello Antonio, Petrella (Udinese), Amorese (Lecce) nonchè calciatori di categoria come Barbieri. Anche la guida tecnica è di rango, affidata all’ex portiere di serie B: Mimmo Lamiacaputo da Trani. Il rammarico è quello di non aver ingaggiato Mineccia e Bognanni, sfuggiti nel periodo di “vacatio” societario. In corso d’opera c’è il ritorno di Zinetti dalla Fidelis e dell’ex laziale Lomuscio che scalza l’affidabile Narciso (solo 6 reti subìte in 12 gare).

Si ricorda, a tal riguardo, la vibrante e minacciosa protesta, in italiano-tranese-fiorentino, del compianto Giovanni Narciso, con in mano una scarpa chiodata, per la scelta del mister, che forse non riusciva a dare una spiegazione plausibile dell’avvicendamento.

La nuova esperienza parte bene, si comincia in Luco dei Marsi, un paesino sperduto della Marsica (L’Aquila), con l’Angizia, altra neopromossa. Si capisce presto che l’atmosfera sarà di tutt’altra natura in Abruzzo: partita, due chiacchiere e un bicchiere di birra con i tifosi avversari.

Le trasferte diventano un fatto di costume per molte famiglie, che scelgono di trascorrere i week-ends al seguito della squadra. Non si sa che le due novelle saranno le protagoniste, con Bisceglie e Manfredonia.

Classifica 1984-‘85

Angizia 41

Bisceglie 40

Manfredonia 39

Corato 38

Tra le favorite, attese invano saranno l’Aquila, Chieti, Lanciano e Vasto, quest’ultima regalerà la prima vittoria storica ai Neroverdi. L’entusiasmo è crescente. La solidità difensiva è messa a dura prova già a Bisceglie senza danni, e consente, con un sol goal al passivo, di essere a meno 1 dal Bisceglie all’8va giornata. Ma alla nona il Corato conoscerà il primo volto della sua bestia nera: la Pennese.

La gara è stregata e, sull’unico tiro in porta, Narciso perde l’imbattibilità dopo 636 minuti. I Neroverdi si rifanno nel derby infuocato di Trani, recuperando lo 0-2 e, a Lanciano, dove l’arbitro dà una mano, anzi, non la vede a Barbieri. Qui, la squadra è assediata negli spogliatoi, mentre l’autista del pullman decide di abbandonarla alla sua sorte, dandosi alla fuga.

Nel frattempo, però, il Corato stenta, perdendo a Noicattaro e pareggiando con la modesta San Salvo, che costa due giornate di squalifica al campo, per un presunto calcio all’arbitro. Le sconta in due gare chiave: la prima, senza contraccolpi, col Manfredonia (4-0) a Bisceglie, dopo il rinvio per neve, e la vetta si avvicina. La seconda a Barletta, contro l’Angizia, che con Ludovici pareggia a tempo scaduto.

Il Corato calcio è vivo, gli manca solo un po’ di convinzione perchè si ricorda di essere matricola. L’occasione ghiotta l’ha col Bisceglie, nella gara del maggior incasso della storia (oltre 19milioni di lire) stravincendo e riportandosi a meno 2 dalla capolista.

Alla 7ma di ritorno, virtualmente, col senno di poi, sarebbe stata capolista (vince infatti il recupero ad Avezzano, dopo il rinvio per neve). Addirittura, all’8va giornata, sarebbe stata da sola a più 1. Ma, in realtà, il recupero è disputato dopo la 10ma giornata e dopo l’ennesimo KO a Penne.

Si creano polemiche all’interno del gruppo e la vetta si allontana, nonostante il Bisceglie, grande favorito, rallenti, ma, tra i due litiganti, il terzo gode. Sapete chi? In C2 accede un paesino fiabesco di 7.000 abitanti: l’Angizia.

Il Corato, a meno 3, deve mordersi le dita per un’occasione mancata.

Risultati

1^ g. Angizia-Corato 0-0

2^ g. Corato-Vasto 2-1

3^ g. Bisceglie-Corato 0-0

4^ g. Corato-Val di Sangro 2-0

5^ g. L’Aquila-Corato 0-0

6^ g. Ariano-Corato 0-0

7^ g. Corato-Avezzano 3-0

8^ g. Chieti-Corato 0-0

9^ g. Corato-Pennese 0-1

10^ g. Trani-Corato 2-2

11^ g. Corato-Lucera 1-0

12^ g. Noicattaro-Corato 2-0

13^ g. Corato-San Salvo 1-1

14^ g. Lanciano-Corato 0-0

15^ g. Corato-Manfredonia 4-0

 

16^ g. Corato-Angizia 1-1

17^ g. Vasto-Corato 1-0

18^ g. Corato-Bisceglie 3-1

19^ g. Val di Sangro-Corato 0-0

20^ g. Corato-L’Aquila 1-0

21^ g. Corato-Ariano 2-1

22^ g. Avezzano-Corato 1-2 (recupero)

23^ g. Corato-Chieti 2-1

24^ g. Pennese-Corato 2-1

25^ g. Corato-Trani 0-0

26^ g. Lucera-Corato 2-2

27^ g. Corato-Noicattaro 3-2

28^ g. San Salvo-Corato 0-1

29^ g. Corato-Lanciano 4-2

30^ g. Manfredonia-Corato 3-0

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