Storia del calcio coratino: U.S. Corato, la società

Giovanni Cannillo nella stagione 65/66 aveva posto le basi per la società.

la società del corato calcio: formazione 66-67
Formazione ’66-’67 In piedi: Miccoli (d.t.), Ventura, Ferro, Lops (segr.), Apollini (dir.), De Robertis (pres.), Rosito (vice pres.), Marcone (dir.), Lotito (dir.), Cuonzo, Maggialetti. Accosciati: Casalino, Di Paola, mascotte, Di Zanni, Losito, Abbattista, Antonacci, Raimondi.

Signori, giù il cappello: la Corte! Ovvero la Società. Giovanni Cannillo nella stagione 65/66 aveva posto le basi per una rinascita del calcio coratino. La gara bollente di Canosa scottava ancora, ma il conseguente 3° posto, aveva dato slancio, sottolineando però alcuni limiti che andavano superati con una società di calcio più forte.

È nel 1966 che dopo volontario esilio in quel di Bari per un’attività commerciale, fa rientro in via Dante a Corato il Rag. Franceschino De Robertis, già dirigente dell’A.S. BARI.

Il pressing a tuttocampo è asfissiante da parte degli amici Lotito, Lops, e lo stesso Cannillo, per offrirgli la Presidenza. La fumata bianca è in  estate ’66: “Abemus Papam”. In pochi giorni l’US Corato diventerà la società più autorevole della storia, con personalità istituzionali, della cultura e della società civile: vice presidente l’Avv. Rosito, consiglieri l’ex Sindaco Patruno, Anelli, Calvi, il tesoriere Don Umberto Olivieri. Il ruolo diventerà di prestigio ed ambito.

Sono ingaggiati Casalino, vincitore con l’Altamura, Faro e Ferro poi stroncato da un fulmine, e si apre il ciclo de “I ragazzi del Canalone” Antonacci, Abbattista, Mazzarella, sono ragazzi di periferia del capoluogo barese, così come della stessa città è la squadra de “I Carabinieri”, che desterà le proteste delle varie società, in quanto abilitata con deroga al campionato di II cat, con giocatori anche di Serie C come Amendolia.

società corato calcio, inaugurazione tribuna 1967
Inaugurazione della tribuna coperta nel 1967.

E si vede: la squadra che gioca alla caserma Rossani, prende dalla 1^ giornata il comando e lo manterrà fino alla fine. Il Corato dal canto suo non subirà lo storico calo finale e rimane 2^. La squadra barese rinuncia al salto in I categoria che spetta, così, ai neroverdi. Si è mormorato anche di un possibile smembramento su pressioni coratine, veicolate dall’eclettico mister maresciallo Di Gioia che a Corato verrà solo pochi anni dopo. Si riparte con Casalino, ma piuttosto male: 2 punti in 6 partite, in attesa della inaugurazione della Tribuna, che Casalino non si godrà  perché esonerato.

Rientrano dalle squalifiche Cimadomo e Maggialetti, sostituito brillantemente da Alfonso Miccoli.

Timoniere momentaneo è il D.T. Michele Miccoli, prima dell’avvento di Mimì Cosmano da allenatore e giocatore, che trasmettendo entusiasmo porta Corato in lidi tranquilli, concedendo alla 23^ l’esordio di De Marinis, Bevilacqua e Vola, più tardi di Patruno e Lerro e la convocazione in rappresentativa di Maggialetti e Cuonzo. Il Corato è 10^ con 27 punti.

L’anno dopo Cosmano inizia lui ed ottiene dalla Gioiese per 625.000 lire Balena, un regalo personale dell’ambizioso Notaio Evangelista, oltre a Turturro dal Campobasso. Parte a stento con molti pareggi casalinghi. Ma dal ritorno in poi, inanella 6 vittorie di fila e va a -1 dalla vetta. La 4^ di queste con l’Altamura è tragica per Corato calcistica (4/3/69). Si prevede un’inversione di pubblico forestiero. C’è da consegnare blocchetti di biglietti. Di questo se ne incarica il 28 febbraio, Alberto Apollini 46 anni a luglio.

Il suo corpo sarà raccolto esanime in via Gravina, la sua anima di sportivo vero, appassionato e generoso, sarà sempre legata alla Corato neroverde per la quale si può anche morire.

 

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