Storia del calcio coratino: minimo storico per il Corato di Pinuccio Strippoli

Doppio salto all'indietro per il calcio coratino

storia del calcio coratino: US Corato
US Corato: da sin: Sciscioli, Castelletti, Loiodice, Naglieri, Faretra, Muggeo, Nesta, Iettito, Ventura, Chiarelli, Scaringella, Paganelli, Balducci in basso da sin: Pastore, Santeramo, Gallo, Strippoli, Musti, La Forgia, Buccheri, Pellegrino

Solo toccando il fuoco ci si scotta, e così il Corato di Pinuccio Strippoli scopre quanto sia bollente e difficile il salto di categoria, specie se con una organizzazione affrettata e superficiale, per via dei tempi molto ristretti, data la ritardata e inaspettata notizia del ripescaggio in Eccellenza (siamo a luglio). La presidenza più longeva della storia della gloriosa U.S. Corato è vicina al decennio di attività. I ripetuti inviti alla classe imprenditoriale non hanno avuto l’esito sperato.

Il gruppo degli “Invincibili” pertanto, alla vigilia del nuovo millennio, ha esaurito le proprie cartucce, vuoi per stanchezza propriamente fisica, vuoi anche per esaurimento delle risorse finanziare da destinare ad un aspetto della vita comunque secondario e, se vogliamo, anche appagato dal raggiungimento del primo sbarco sul tetto dell’Eccellenza. Se non inevitabile, sembra naturale un passaggio di testimone. Da Trani arriva un’offerta anche abbastanza allettante per la cessione del titolo (circa 30 milioni di lire), buona somma per i tempi.

Ma il generoso, e legatissimo alla bandiera, Pinuccio Strippoli, ne accetta un’altra molto più risicata per evitare di far affondare il calcio a Corato. Ironia della sorte, a distanza di un lustro, si invertiranno le parti e sarà la società tranese a ridare ossigeno al calcio coratino. L’accordo con il nuovo assetto societario, prevede inoltre che lo stesso Strippoli rimanga ufficialmente presidente per almeno un anno. La nuova società ha una doppia possibilità di scelta: a) fare degli investimenti importanti per risvegliare una piazza ormai assopita; b) seguire la via della valorizzazione del “prodotto locale” riducendo i costi all’osso e cercando di adunare consenso partendo dal “parentato”. La società opterà per la seconda soluzione affidando la guida tecnica al coratino Adriano Muggeo che si circonderà di ragazzi locali provenienti dalla confluita A.C.S.I. o PRO CORATO.

La linea, forse, fin troppo verde e sparagnina, non produce però i frutti auspicati, sia perché l’affluenza allo stadio si riduce a poche decine di persone, sia perché non riesce ad evitare la retrocessione in I categoria. La gloriosa U.S. Corato ritorna in questa categoria dopo ben 28 anni (71-72) con la differenza che, mentre in quegli anni rappresentava il ponte per la serie D (era la V serie), ora rappresenta il 3° scalino regionale dopo eccellenza e promozione, oltre alla doppia serie C, è cioè la VIII serie. In prima categoria si va da Muggeo a Muggeo, con Adriatica Industriale nuovamente ad aiutare la barca.

Sia pur in un campionato formato ridotto, è una squadra che diverte, tant’è che rappresenta il miglior attacco e annovera tre suoi calciatori tra i primi cannonieri: Ettore Strippoli (23 reti) vince la speciale classifica, Patrizio Gallo (16 reti), Giuseppe Di Gennaro, detto Passerella (12 reti). È inoltre protagonista di un piccolo record: la presenza in squadra di un padre, Ciccio, e di un figlio, Patrizio Gallo. Il tutto però non è sufficiente per andare oltre il 3° posto con 61 punti dietro San Severo (66) e Nuova Daunia Foggia (62) e per evitare di rimanere ancora intrappolata nelle sabbie mobili della I categoria. Sicuramente la migliore della serie è la stagione 2001-02 in cui i nero-verdi si aggiudicano la Coppa Puglia in finale con il Lizzano (1-0 all’andata, 1-2 al ritorno). È straripante anche in Campionato, dove addirittura accumulano un vantaggio di 8 punti sul Molfetta, ma un calo finale li relega al II posto.

No problem! U.S. Corato beneficerà del II ripescaggio in tre anni. Tutto ciò che era stato maltolto nell’84 nel post Corato-Mola, viene restituito con interessi.

Una squadra in scala… Real

Real Corato 2001/02
Real Corato 2001/02

Sognare è bello, nulla è irraggiungibile specie se ci sono esempi che rendono gli obiettivi possibili. È il caso della neonata Real Corato (2000), il cui traguardo è sì ambizioso e difficile, ma non insormontabile. La spinta per pensare in grande viene da due considerazioni: la prima riguarda l’esempio nazionale del Chievo, società di periferia di Verona, prossima a superare la quotata e scudettata Hellas. La seconda dalla constatazione di una difficoltà oggettiva della casa madre locale, cioè la solita U.S. Corato. È forse questo, in scala ridotta, il riferimento che inconsciamente i dirigenti del Real serbono nella propria mente, cioè rendere la loro società leader in ambito locale, scavalcando quella più blasonata. Le premesse ci sono tutte, perché specie nei primi anni, si danno una valida organizzazione societaria e, nonostante trattasi di semplice terza categoria, riescono a raccogliere molti sponsors, segno che sono il progetto e gli uomini che lo conducono, a pagare. Presidente è Gianni Sciscioli, segretario Fabio D’Introno, Aldino Tedone, uno dei fondatori, Adamo Casalinghi, sponsor principale. Ma i ruoli hanno una validità relativa perché si sorreggono su un lavoro di squadra che porterà anche a buoni risultati tecnici. La prima avventura la concluderanno al V posto e saranno promossi in II categoria già al 2° anno, proponendo il 48enne Gallo ed un attacco da 80 reti, di cui 30 di Rino Caputo, 22 di Carmine Di Bisceglie. Ma, strada facendo, in parte perché non sono rispettati in toto i propositi, un po’ perché si ristabiliscono le distanze con la prima squadra, che ritorna forte, la società perde slancio e si ridimensiona. La scala Real diventa scala semplice.

 

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