Storia del calcio coratino: vendita del calcio porta a porta

Un campionato partito con buoni auspici si chiude in maniera anonima per il Corato

US Corato, formazione 91-92
US Corato, formazione 91-92: in piedi da sinistra Di Teo, Mascoli, Panebianco, D’Oria, Mazzone, Lotito, Basile, D’Ascoli, Piccareta (allenat. in seconda), Scarpa, Mazzilli. Accosciati: Piccolo, Lavolpicella, Scaringella, Dimonte, Abiusi, De Leonardis, Leonino.

Nel ritorno dall’Eden dell’Interregionale sulla Terra, il paracadute stenta ad aprirsi e si prevede pertanto un atterraggio poco morbido. I grossi colossi che dovevano garantire un viaggio spaziale e duraturo, hanno abbandonato l’equipaggio alla prima occasione.

Il progetto dei grandi imprenditori dalle potenzialità nazionali è definitivamente fallito. In più non ci sono alternative perché tutte le cartucce sono state sparate in un sol colpo,in quanto tutti i grandi erano stati interessati al progetto e contemporaneamente sono tutti sul piede del dietro-front. Vi rimane solo Franco Cannillo (Presidente), che dalla vendita di alcuni giocatori, mette a disposizione di mister De Pierro, un sia pur minimo budget tale da consentire di condurre il campionato di Promozione. Di necessità, virtù! Ma purtroppo il budget è fin troppo modesto, che potrebbe non bastare per raggiungere l’obiettivo minimo del 6° posto che consentirebbe l’accesso al costituendo campionato di Eccellenza nella stagione 91’- 92’con conseguente relegamento di quello di Promozione a II categoria regionale.

La conferma che la parentesi con la classe imprenditoriale è chiusa, è dimostrato dal fatto pur avendo alcune possibilità, nessuno si stia preoccupando di riformulare la domanda di ripescaggio in Interregionale, all’insaputa anche dell’Assessore Aloisio. La controindicazione positiva sta nel fatto che fanno capolino matti giocatori coratini: oltre a già affermati Lotito, Zinetti, Rozzo, Frualdo e al reintegrato Gallo, c’è l’affermazione definitiva di D’Oria ed il lancio in orbita di Mazzone, Como, Di Zanni, che già avevano esordito in Interregionale.

Il rendimento è molto altalenante e l’emorragia della tifoseria si completa, tant’è che saranno poche decine gli spettatori presenti allo stadio. Se si esclude qualche exploit (vedi vittoria in casa dell’ambiziosa Lucera) il mediocre campionato si conclude con un 7° posto che non consente l’approdo al campionato d’Eccellenza: in pratica, la II retrocessione in 2 anni. Questa volta però, Cannillo sul piede di partenza compie un atto di responsabilità formulando la domanda di ripescaggio in Eccellenza, che non sarà accettata per i quadri d’organico già completati.

Al disinteresse dell’imprenditoria si aggiunge quello del Palazzo, anche se con una dura stoccata agli imprenditori da parte del Sindaco Sciscioli nel corso della presentazione nel chiostro di città della nuova società ereditata da grandi coraggiosi che evitano di far scomparire il calcio a Corato. Timoniere di questa avventura è Pinuccio Strippoli, già presente in varie vesti in altre società nero-verdi.

Anna Melillo Santarella al 50mo anniversario della fondazione dell’US Corato

A lui si affianca il dr. P.le Tarantini, Capozza, Squeo, prof. Vangi, Soperga e si distingue Anna Melillo Santarella. In piazza Venezuela è ubicata la sede sociale. La dirigente in gonna (già nuora di un ex presidente, Cataldo Capozza, e moglie dell’attuale vicepresidente Franco) è il simbolo dell’impegno e del coraggio di questa dirigenza, che si inventa la promozione del calcio “porta a porta”, vendendo abbonamenti ad personam e ottenendo oblazioni con lo stesso metodo, anche se a fine anno il bilancio risulterà comunque in rosso, perché a fronte di spese per £ 130.000.000 gli introiti saranno di £95.000.000.

Nella stagione 91’-92’ per De Pierro che va a Ruvo c’è Dante Croce (ex calciatore di B nel Trani anni 60’ e già allenatore del Corato 79’-80’) che viene. È una partenza sprint con 5 vittorie ed un pareggio. Qualcuno già sogna, forse esige oltre misura, ed alla 2° sconfitta consecutiva contro il San Severo, in cui si registrano atti teppistici, è già crisi ed il buon Dante, persona schiva ed orgogliosa, cede lo scettro tecnico ad Antonio De Gennaro. Il rendimento non migliorerà; a fine girone d’andata il Corato sarà 3° a -3, serpeggia un po’ di nervosismo anche perché la società minaccia di non pagare gli emolumenti, notando alcuni calciatori che tirano indietro la classica gamba.

E dopo una storica amichevole con la Dynamo Kiev, in ritiro a Corato, il giocattolo si rompe a Bisceglie contro il Don Uva, grazie ad atti vandalici che provocano la squalifica del campo. I nero-verdi si riprendono la rivincita bloccando il San Severo in capitanata, con Michele Lotito artefice di grandi parate tra cui un rigore; alcuni giocatori sono insultati a Palagiano dall’arbitro Pontrone, perdono a Gravina su rigore al 98’. Un campionato partito con buoni auspici si chiude in maniera anonima.

L’atterraggio è avvenuto a paracadute chiuso. Ai coraggiosi dirigenti attuali non rimane che raccogliere i cocci di un calcio in frantumi.

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