Storia del calcio coratino: dalla tribuna alla poltrona della U.S. Corato

La stagione calcistica 95-96

storia del calcio coratino: la U.S. Corato 95-96
U.S. Corato 95-96: Da sin: Stea, D’Oria, Ragno, Piccolo, Servidio, Panebianco Da sin in basso: Cassano, D’Ascoli S., D’Ascoli G., D’Ascoli M., Lamura.

Anche sul calcio è calato il sipario della I Repubblica, in tutti i sensi. Come già detto in precedenza i rubinetti delle erogazioni pubbliche si chiudono radicalmente per la U.S. Corato ma la svolta è anche societaria, tecnica e sociale.

I “magnati” di turno, spintaneamente (non è un refuso di spontaneamente, ndr) proposti dalla politica, diventano mosche bianche e le varie società, o si adeguano creando una vera struttura organizzativa collegiale e moderna, o sono destinate a latitare. Da un lato è positivo perché i costi delle squadre medie si ridimensionano, da un altro, in attesa dei primi frutti della produzione in laboratorio delle “scuole calcio” serie, i valori tecnici si abbassano notevolmente, anche perché il “Sacchismo” ha prediletto più l’atleta che il giocoliere del pallone.

Si perde l’attaccamento al proprio campanile. Ma questo avviene dappertutto ed anche a Corato, trovatasi impreparata al cambio di marcia. Il calcio è visto come uno spettacolo ed, a livello dilettantistico e semiprofessionale diventa piatto e non più stimolante. Pertanto la sommatoria degli spettatori diminuisce fino al 30-40 % ma nascondendo il problema in A e B, dove sono migrati gli ex tifosi delle società minori, in caduta libera. Bari, Foggia e Andria rimangono a galla, tutto il resto è “Sahara”. A questo c’è l’aggravante della PAY-TV, che rende lo spettacolo più appetitoso e comodo.

Corato non è esente da questa nuova tendenza sociale e ne risente in presenze al campo. In più si aggiunge la delusione di un film già visto: il mancato ripescaggio dopo il II posto. Alla riconfermata idea di vincere il campionato però, i fatti seguono solo a metà. È vero che è chiamato a dirigere le danze il navigato uomo del trionfo, Nicola Taiano, ma è anche vero che gli acquisti auspicati vengono meno, per le casse svuotate dal dispendioso campionato precedente, tranne per il bomber del Giovinazzo De Giglio, che abbandona presto la barca per motivi di lavoro.

Passano solo due mesi prima che Taiano rinunci al suo incarico e la società rimedi con una soluzione interna che produce vantaggi bilaterali: la società risparmia un cospicuo compenso, il calciatore Nicola Ragno è lanciato in orbita da allenatore. Non sbaglieranno entrambi perché il Corato, con i giocatori deresponsabilizzati e con un gioco spavaldo, risalirà la china fino al 5° posto, l’altro Nicola inizierà una carriera di grandi successi. Piccole soddisfazioni (vedi vittoria a Ruvo od a Palo in 9, con scazzottata finale) ma anche amarezze, con la morte per incidente stradale del giovane calciatore Nunzio Fabiano. L’unico agrodolce la festa di mezzo secolo.

Lascia un commento

Lasciaci il tuo parere!

avatar
  Subscribe  
Notificami