Storia del calcio coratino: la squadra di Enzo Cavallaro

Ingaggiato come allenatore, successivamente sarà direttore sportivo ed è un vero talent-scout.

il corato calcio di enzo cavallaro nella stagione 1986-87
Il Corato Calcio 1986-87. In piedi da sinistra: Vitale, Briganti, Muggeo, Scommegna, Quaranta, Cassano. Accosciati da sinistra: Piccolo, Petilli, Donnazita, Rozzo, D’Ascoli M.

Cos’è più positivo, un campionato da 4° posto senza futuro o uno da mezza classifica con tanti giovani sulla rampa di lancio? Il 4° posto, alle spalle di corazzate come Bisceglie e Fasano, lascia l’amaro in bocca perché alla fine della stagione ci si ritrova con una squadra vecchia, costosa e da rifondare.

CAMPIONATO 86’ – 87’

TORTORETO – CORATO          0-0

CORATO – PENNE       0-0

CINGOLANA – CORATO     1-0

CORATO – VASTO            1-1

CORATO – MUNTURANESE 0-0

TOLENTINO – CORATO          0-2

CORATO – TRANI                  1-1

MANFREDONIA – CORATO      1-0

CORATO – P.S. ELPIDIO   1-1

OSIMANA – CORATO        1-0

CORATO – CHIETI    1-2

VALDISANGRO – CORATO   0-2

CORATO – LUCERA        0-0

FERMANA – CORATO       1-0

CORATO – PINETO        3-1

PINETO – CORATO            2-1

CORATO – TORTORETO    3-0

PENNE – CORATO    1-1

CORATO – CINGOLANA       1-1

VASTO – CORATO                1-0

MONTURANESE – CORATO  0-0

CORATO – TOLENTINO 1-0

TRANI – CORATO            1-2

CORATO – MANFREDONIA    1-0

P.S. ELPIDIO – CORATO       1-0

CORATO – OSIMANA      1-0

CHIETI – CORATO                 3-1

CORATO – VALDISANGRO     0-0

LUCERA – CORATO           3-1

CORATO – FERMANA     1-1

 

Corato è 9^ CLASSIFICATA con PUNTI 28

Ecco che intelligentemente la società guidata da Michele Rutigliano, volta pagina e si tuffa su una struttura giovane e sbarazzina ma anche inesperta. A far da chioccia è ingaggiato un allenatore che, con i giovani, ci sa proprio fare ed anche successivamente da direttore sportivo (ruolo forse più consono alla sua eclettica personalità) è un vero talent-scout.

È il professore di matematica ruvese Enzo Cavallaro. Sono ceduti a squadre diverse i 2 fratelli Narciso, Amorese e De Rosa, Petrella va al Bisceglie. Intorno all’esperto Cassano, tra i calciatori più di qualità atterrati a Corato, sono molti i giovani di talento e con grandi stimoli. Ad iniziare dalla retrovia tutta nuova, con Quaranta tra i pali, e dove emergono le rivelazioni coratine: Rozzo, di ritorno da Andria, Frualdo e Muggeo. Donnazita è il perno prima davanti e poi della difesa, con Scommegna, mentre un bomber che va, un altro viene: è Mario Petilli… facci un goal, in coppia con il giovane Briganti.

Enzo Cavallaro imposta la squadra su zona totale, pressing asfissiante e fuori gioco, ma è costretto presto a ridimensionare le sue idee forse perché precorre i tempi o perchè si avvale degli uomini inadatti.

Certo è che cambia spesso formazione ed i risultati non arrivano.

Anche la piazza è abituata ad un calcio tradizionale a uomo e con schemi classici. La gara di Tortoreto, arbitrata dal noto Collina, anticipa e fotografa l’andamento del campionato e della prima parte in particolare. Squadra che sviluppa un buon calcio, poco incisiva in avanti, che non sempre mantiene il risultato per inesperienza e sfortuna, avvezza alla “pareggite”. Dopo l’incapacità di reagire a Cingoli al goal subìto al 1 minuto, il Corato si fa  raggiungere al 90’ dal Vasto e all’89’ dal Trani.

E proprio dopo questa gara il patron Rutigliano annuncia le dimissioni, poi ritirate, a causa dell’insensibilità del Comune nei confronti delle sorti della squadra, tra cui anche i ritardati lavori alla tribuna metallica, dichiarata precedentemente inagibile.

La sconfitta di Manfredonia pone Cavallaro dinanzi ad un ultimatum: vincere col Porto Sant’Elpidio è l’unica àncora di salvezza. L’impresa non riesce. Si sa che nel calcio contano solo i risultati e non sempre il tempo a disposizione è sufficiente per mettere in atto le proprie idee.

Enzo Cavallaro è costretto a dimettersi. La società si affida all’allenatore in seconda De Ceglie, che dopo difficoltà iniziali – vedi con la capolista Chieti, con cui si rimedia una giornata di squalifica – trasmette il giusto carattere ed inanella alcuni buoni risultati fino ad arrivare, alla 25^ giornata, al 5° posto. Gli stimoli vanno scemando e ci si deve accontentare di un 9° posto senza infamia e senza lode.

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Un calcio alla vita

Filosofia e calcio non sempre vanno d’accordo. Ma quest’ultimo, con il tempo, è riuscito anche a convincere gli scettici. Il filosofo Manlio Scopigno era stato l’unico a vincere con il suo Cagliari. Enzo Cavallaro da Ruvo di Puglia lo ha fatto soprattutto fuori dal campo. Era un insegnante di matematica, che pensionato baby, si era dedicato esclusivamente al calcio sin da giovane. Aveva una intelligenza sopraffina ed incantava le platee con i suoi discorsi precursori dei tempi, da allenatore, opinionista e direttore sportivo. Da mister, partendo da Ruvo con idee sacchiane introdotte in Promozione già alla fine degli anni ‘70, non ebbe grande fortuna, perché predicava ad attori non ancora pronti. Ed anche a Corato, infatti la sua avventura fu molto breve. ma proprio perché, grande intenditore, ha legato la sua fama al ruolo di direttore sportivo in società come Andria, Melfi, Siracusa e consulente per il Parma.

Come dicevamo, la sua storia a Corato è durata 9 partite, ma come non ricordare un uomo di tal spessore che ci ha lasciati solo pochi mesi fa?

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