Storia del calcio coratino: una retrocessione annunciata

Biglietto andata e ritorno per il Corato Calcio

Calcio coratino: una formazione della Pol Quadratum
Una formazione della Pol Quadratum In alto da sin: Carbone, x, x, x, Faretra, Anelli, Colabella, Strippoli, Maldera, Procacci, Porro, Mastrorilli. In basso da sin: Ferrara, Strippoli, De Palma, Frualdo, Caterina, Varesano, Acquaviva, x, Fracchiolla.

Di professione il Presidente del calcio coratino Pinuccio Strippoli è ascensorista ed è abituato a salire e scendere più volte da un palazzo. Ma in quello dell’”Eccellenza”, in cima al quale ci era arrivato con tanto sacrificio, il suo intento era certamente di rimanerci a lungo. Il raggiungimento di tale obiettivo lo aveva provato e sfiorato in più occasioni. Nel 94-95 giunse l’ ennesima beffa di un ripescaggio meritato e mancato dopo un secondo posto a tratti esaltante.

Ma forse fece centro nel momento in cui meno se lo aspettava, anche perché giunto per ripescaggio addirittura dopo il terzo posto della squadra guidata da Mimmo Di Corato nel 97-98. si sa benissimo che la programmazione di una squadra avviene quantomeno subito dopo la conclusione del precedente torneo (maggio). Ma purtroppo la notizia del salto di categoria giunse solo in piena estate, quando forse era stata allestita una squadra per il campionato di Promozione. Non bastò il bando per la città con tanto di manifesti che tappezzavano i muri, per avvicinare altri imprenditori o scatenare una campagna abbonamenti degna di tal nome.

L’accoglienza fu tutto sommato gelida. Negli ultimi anni una buona parte delle squadre di una qualsiasi categoria inferiore sono all’altezza di disputare degnamente quella superiore. Fa eccezione il campionato di Eccellenza, il cui salto per le seconde file è abbastanza difficoltoso anche perché specie per la Puglia che è una regione lunga aumentano a dismisura i costi trasferta, che in più casi dovrebbero prevedere data la distanza notevole, o il ritiro o lo sbarco a destinazione in condizioni non altamente vantaggiose. Per intenderci: la società e la squadra si trovò impreparata al gran salto, costretta ad una organizzazione affrettata e un po’ superficiale.

Qualcuno ha obiettato sulla opportunità di inoltrarsi in questa difficile avventura, ma come si faceva a rinunciare al sogno stipato nel cassetto per ben 7 lunghi anni da Pinuccio Strippoli ed i suoi irriducibili? Forse l’appunto che gli si può fare è che avrebbe dovuto (ma con quali mezzi?) apportare dei correttivi in corso d’opera. Il tutto, anche perché il campionato non è che fosse partito così male. La squadra era stata affidata all’ex calciatore del Barletta di serie B, Mimmo Tanzi, che nelle prime 6 giornate aveva collezionato ben 8 punti. Niente male per una matricola. Due vittorie, due pareggi e due sconfitte di misura per 2-1 in campi difficili come Manfredonia e Grottaglie. Proprio l’esordio in casa col Martano fu bagnato con la vittoria, frutto di una doppietta di Lamonaca autore di 5 reti in 6 gare, due delle quali alla quinta giornata recuperando lo 0-2 con il Ginosa fino al 3-2 finale.

Una squadra che sembrava dovesse recitare la parte si di Cenerentola, ma al ballo di corte e non di sguattera della situazione, con un gioco non da film d’autore, ma efficace in attacco e un po’ colabrodo in difesa. Ma dalla gara, che avrebbe dovuto mettere le ali per la zona tranquilla, in poi, l’ascensore che il Corato prende è verso l’abisso. È proprio nel derby casalingo contro il Ruvo dell’ex Ragno, che inizia a perdere colpi su colpi. Contro i cugini “cap gruss”, subisce una pesante umiliazione (0-2) e forse è quello il momento in cui la società avrebbe dovuto rendersi conto dei propri limiti. Invece con la stessa intelaiatura giungono le sconfitte, una dietro l’altra intervallate alla nona giornata dalla vittoria farsa per 13-0 contro la Filanto Gallipoli. Anche qualche episodio rema contro, come con la Virtus Locorotondo, (destino che si ripete anni dopo) in cui sullo 0-0 i neroverdi sbagliano un penalty per poi perdere per 1-2 in casa.

Neanche il raduno patito alla vigilia di Martano (prima di ritorno) dette una scossa oltre misura. L’accordo era che i richiedenti, cioè i calciatori, si autotassavano per lo stesso in caso di sconfitta, mentre spettava alla società il rimborso in caso di risultato utile, come poi andò. Dalle maglie coratine scompare il verde e si esalta solo il nero dell’ultimo posto che nel girone di ritorno sarà sempre più consolidato. Il tetro colore sarà quello dominante di tutta la stagione che purtroppo si concluderà con la retrocessione in categoria inferiore.

Il tempo di fare il biglietto destinazione Eccellenza, che è già pronto il treno del ritorno in Promozione.

Il valore delle seconde linee

Calcio coratino: una formazione della Pro Corato
Una formazione della Pro Corato:
in alto da sin: Battafarano, Bove, x, Iannone, Miscioscia, x, Di Bartolomeo, Avella, Mister De Pierro, Mascoli.
In basso da sin: Balducci, Di Ciommo, Tandoi, Leone, Tarricone, Lotito, Berardi.

“Ha ancora valore per squadre non di paese, partecipare e spendere soldini per campionati di bassa lega dilettanti?” Lo capisce a distanza di qualche anno la Pol. Quadratum che con la Pro Corato rappresenta la città appunto in questi campionati. Dopo la scalata dalla 3^ alla 1^ categoria, la società di via Verdi, appena retrocessa in 2^ categoria, decide di fare la cosa migliore: puntare tutto sul settore giovanile. Nelle loro fila crescono anche discreti calciatori quali Strippoli, Faretra, Ventura (poi passati al Corato) e con l’A.C.S.I. diventano “scuola calcio” di riferimento. Decine di bambini vengono avviati alla pratica calcistica, anche se diventa un mini business. Tutto si modernizza e mutano le esigenze. Diversa è la situazione della Pro Corato, nata dall’ex A.C.A.I. e Club Fiorentina, che invece ha in Savino Leone un appassionato sostenitore che funge da dirigente importante, ponendo quasi come condizione il suo ingresso in campo, anche in età molto avanzata (50 anni giù di lì), riferimento tecnico è invece Mimmo De Pierro. A dire il vero non è che ci siano grandi risultati tecnici, ma in un caso o nell’altro certo è che si crea una gran diffusione del fenomeno di base. Il calcio non è più lo sport vissuto in tribuna, ma molto praticato da ogni fascia di età: dai ragazzini nelle scuole calcio, dagli adulti nei sempre più proliferanti tornei amatoriali. Uno spot pubblicitario che deriva anche da queste società.

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