Storia del calcio coratino: quasi un secolo di calcio (ultima puntata)

Dal 1932 al 2008, i 75 anni di storia del calcio coratino

Il calcio coratino nel 1932
Il calcio coratino nel 1932

Dopo averne tracciato i percorsi dal 1932 al 2008, si conclude la storia del calcio coratino, rubrica ideata per il mensile Lo Stradone, pubblicata a puntate dal 2006 al 2008 e riproposta su queste pagine web per gli affezionati lettori.

Pochi ma buoni? Forse! Che siano stati “pochi” è certo. Domenico Marchetti, 18 anni il 7 agosto 2008, non è pietra miliare solo perché è il primo coratino a indossare la casacca azzurra della nazionale (under 18 e 19), ma anche perché rappresenta il ritorno di un coratino tra i prof. dopo quasi 20 anni. Da questa estate (2008 ndr) il cadetto di 3 figli tutti calciatori, è un tesserato del Bellaria di C2 (anzi di seconda divisione prof.), grazie alle sue enormi doti fisiche oltre che tecniche e caratteriali, che ne fanno di lui un difensore esterno e centrale moderno e di sicuro avvenire.

Il coratino doc è transitato da casa Fiorentina, venduto dalla Fidelis Andria, società gloriosa da cui è partita la carriera di professionista anche dell’ultimo dei Mohicani, Maurizio Strippoli, punta esterna che ha calcato i campi di Giulianova, Sambenedettese, Ravenna, Castel di Sangro. Altro prof. fine anni ’80 è il portierone Nunzio Lomuscio che dalla primavera della Lazio proseguì in C, passando da Corato, con Potenza, Latina, Bisceglie. Ma quello che è il  numero medio di non dilettanti barlettani e andriesi in un solo anno, per Corato purtroppo è il numero di tutta la storia. Tutto qui, solo in tre, oltre alla presenza in B di Nicola Piccarreta (vedi I parte).

È vero che la nostra tradizione rispetto ai due capoluoghi della Bat non è paragonabile, ma è vero anche che la mancanza di maestri di base all’altezza, non ha fatto si che il capitale iniziale a disposizione, non sia lievitato con i giusti interessi. Se vogliamo, ai 3 di cui sopra, potremmo aggiungere Zinetti che ha avuto uno scorcio di stagione in C2 con la Fidelis, in cui è stato compagno d’avventura con Rozzo, protagonista in più campionati di serie D anche a Corato, nella cui squadra si sono aggiunti Frualdo e il coratino d’adozione Donnazita. Chi si è affezionato più di tutti alla maggiore categoria dilettanti (serie D), raccogliendo molto meno, rispetto alle sue grandi potenzialità, è Tommaso Amorese, da minorenne corteggiato da Sampdoria, Bari, Como e finito a Lecce. Faceva parte della nidiata della Coratina da cui partirono poi alla volta di Martina e Bologna Lotito e a Foggia Maldera, prima di vari campionati dilettantistici, mentre Gaetano Nesta è stato il giovane coratino il cui passaggio è stato più costoso, dal Barletta al Torino.

storia del calcio coratino
Da sin: Lomuscio, Amorese, Zinetti, Lotito, Frualdo, Rozzo, Donnazita, D’Introno, Marchetti, Frascolla, Lops, Asselti e Cannillo

Nuove promesse del calcio coratino

Dopo un’eclissi quasi totale, parallela a quella della squadra, qualcosa sembra essersi risvegliata. Oltre a Domenico, la famiglia Marchetti presenta il primogenito Luigi in forza al Nardò (Eccellenza). Il Corato prova a lanciare i gioiellini di casa, non tutti di proprietà, Frascolla, Asselti e Cannillo che bene hanno già fatto nelle giovanili di Bari e Andria, Lops approda ad Altamura in Eccellenza, D’Introno, Ventura e Mazzilli a Ruvo in Promozione, Avella negli allievi dell’Ascoli.

Sempre poco se già confrontiamo i risultati individuali con città pari o inferiori al nostro target. E le stelle stanno a guardare, anzi ad aspettare!

Si inizia in bianconero, si finisce a colori nelle foto, non nei risultati in campo. Quante volte mi è stato rimproverato dalle segretarie di redazione di turno di essere in ritardo e spesso mi si chiedeva con aria stanca: “Quando finisce?”. Non nascondo che anche il sottoscritto alcune puntate le ha trascinate stancamente per i periodi che purtroppo, dopo la famosa gara di Osimo dell’88, l’U.S. Corato è entrato nel tunnel dell’anonimato. Ma il ritardo di consegna del pezzo mensile, dipendeva anche dalla oggettiva difficoltà di estrapolazione dei dati dall’archivio dello scrivente. Certamente però, in compenso, ci sono stati periodi che hanno appassionato i nostri lettori, come quelli preistorici, del primo periodo di fondazione U.S. Corato dell’era Narducci, degli anni 60 con i tanti coratini protagonisti, del periodo anni ’70 di De Robertis e Manfredi e dei migliori anni nel decennio 80 con la gestione De Palo (promozione in D) e Rutigliano (C2 sfiorata per 1 punto) o dei cenni delle squadre minori. Spero solo che sia stato apprezzato nella sua interezza per la sua pluriennale raccolta e difficile ricerca. Abbiamo preferito non tanto l’aspetto tecnico, quanto più quello dell’aneddoto e il risalto dei tanti personaggi susseguitesi sui campi, lasciando sudore e sangue, con l’auspicio di aggiungere nel più breve tempo possibile il capitolo che consegnerà il Corato (ora A.S.D.) in una pagina di storia tra i professionisti.

Nico Como (ottobre 2008)

 

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