Storia del calcio coratino: fine delle vacche grasse per l’US Corato

Per l'US Corato del 93-94 è tempo di fare di necessità virtù

US Corato formazione 94-95
In prima fila, in alto: Vice pres. Capozza, Scaringella, massagg. Antonucci, S. D’Ascoli, D’Imperio, Di Leo, De Leonardis, D. L’Erario, Schilardi, P. L’Erario; seconda fila: mascotte Carletto, Di Corato, Monterisi, allen. Lotito, D. S. Claudio, Scarcelli, D’Oria, Servedio; terza fila in basso: Casucci, M. D’Ascoli, Piccolo, Strippoli, Di Buduo, Lamura, Capozza, Petrella

L’onda lunga di Tangentopoli giunge fino in periferia, ai Comuni ed anche ad imprese ed aziende. L’US Corato ha già prima imboccato la via del tramonto e delle ristrettezze economiche e, se non ha chiuso i battenti è solo grazie alla tenacia degli “irriducibili” guidati da Pinuccio Strippoli, fedeli ai colori sociali nero-verdi. Sulla scorta dell’anno precedente, intuiscono che vie intermedie non portano frutti: per vincere bisogna provare il “tutto per tutto”, tanto vale orientarsi verso la linea giovani con il chiaro intento di salvarsi, affidandosi al giocatore Ludovico Piccolo che funge da tecnico.

In estate è sempre “querelle” con il Comune, ora in piena crisi post Di Pietro, e nelle mani del Commissario Prefettizio. Pur con una banda di ragazzini la salvezza la si ottiene a due giornate dal termine, mentre nelle retrovie sta facendo molto bene un tecnico che, col tempo, farà parlare di sè.

È Michele Lotito, non ben visto da tutti, specie dai nostalgici dei pragmatici Cosmano e Taiano.

Anche lui è tra i primi a sostenere le tesi Sacchiane con meticolosità, per alcuni solo teoriche.

Viene chiamato a raccogliere i frutti dei tanti giovani mandati in rampa di lancio e consolidare la squadra con due, tre innesti di elementi esperti. Alla presidenza Strippoli succede a sè stesso dimissionario, dopo la ricucitura con l’amministrazione comunale, dal ’93 monocolore missina, con Assessore allo sport il sensibile prof. Pinuccio Vangi, che fa sentire il suo apporto, ristrutturando gli spogliatoi ed elargendo un maggior contributo, nell’anno di De Angelis yogurt sponsor.

Pur asfittica in attacco, è una squadra che raccoglie applausi anche in trasferta. Si avvicina alla vetta ed, in due gare casalinghe, ha la possibilità di agganciarsi alla stessa. Ma è un flop grazie al ridotto apporto dei “senatori-calciatori” coratini. Il ’93-94 va in archivio con un quinto posto.

Meritata e scontata la riconferma di Lotito; con due, tre elementi, che fanno la differenza, la squadra è da primato. È forse l’anno meno indicato perchè vi è di fronte la corazzata Noicattaro che è già pronta ai nastri di partenza rispetto al cantiere in corso d’opera nero-verde. Particolare che farà la differenza. Nell’anno di Ferri sponsor, la squadra è bella da vedersi, gioca bene ed annovera anche giocatori del calibro dei rientranti Petrella, D’Ascoli, Strippoli, lo stesso Piccolo e D’Oria.

È un campionato sempre all’inseguimento di Noicattaro e Ginosa e di un ottimo Giovinazzo contro il quale Lamura è espulso dopo un minuto. A Ruvo la festa è rovinata, dall’attuale arbitro in A, Celi; esordisce l’arbitra Savina De Nitto di Brindisi. Il Corato si presenta, nello scontro diretto con il Noicattaro, a meno quattro, però nel peggior momento di forma  e rimaneggiata. La furba squadra noiana espugnerà il comunale a dieci minuti dal termine, staccando di fatto il biglietto per l’Eccellenza. Con il morale a pezzi il Corato perde smalto. Per un Noicattaro che spadroneggia, la lotta diventa interessante per la piazza d’onore. Se la contengono Ginosa, Castellaneta, Giovinazzo e lo stesso Corato che, nonostante un rendimento altalenante, riesce ad avere la meglio.

Ma ancora una volta sfuma l’ennesima possibilità di ripescaggio. Per il Corato il destino vuole che non ci sia posto per questa norma regolamentare che Bisceglie e Molfetta, soprattutto (chiedetelo a Matarrese) conoscono molto bene.

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