Storia del calcio coratino: De Robertis presidente

L’avvento di De Robertis ha rivitalizzato un ambiente che dai tempi di Narducci non conosceva gioie.

storia del calcio coratino: de robertis presidente
In piedi da sinistra: Mazzarella, Abbattista, Iurilli, Cosmano, De Marinis, Losito, Ventura. Accosciati da sinistra: Amorese, Di caterina, Tarantini, Bevilacqua, Lastella Ciucci, Marciello.

Sale la febbre, sale l’entusiasmo. L’avvento di De Robertis con la scia dei ragazzi del Canalone, ha rivitalizzato un ambiente che dai tempi di Narducci non conosceva gioie. La tranquilla salvezza e soprattutto gli agganci del ragioniere con società superiori ed organi della stampa ha ridato interesse ad una città dimenticata.

Timoniere tecnico è confermato a gran voce il magico motivatore di calciatori e tifosi: Mimì Cosmano. Sarà artefice di 2 splendidi campionati da 4ˆ posto nel 68/69 e di fatto da 5ˆ posto l’anno successivo, anche se i tabelloni lo iscriveranno al 10ˆ per via di una penalizzazione di 3 punti, causa un errato tesseramento.

Punizione di Cosmano.

Ma questo appetito che vien mangiando, creerà al Presidentissimo non pochi problemi, perché da lui, che gestisce la società con il rifinanziamento dalle operazioni interne della stessa (stile Juve per intenderci), il tifoso esige ma non ottiene la follia. Si rende conto che per il salto di qualità gli sforzi da mettere in campo sarebbero di gran lunga eccessivi e con il rischio del tracollo anche definitivo.

Pertanto il dissesto finanziario riequilibrato da una prima operazione di marketing a Corato con la società di V.zo Quinto “Publilancio” che promuove pubblicità cartellonistica e vocale anticipando di 5 anni di canoni. Il 70/71 si chiude con un 10ˆ posto senza infamia e senza lode per via anche di prestazioni al di sotto delle aspettative di calciatori come Balena e Turturro regalati dal Notaio Evangelisti e di un attacco sterile. L’assenza di retrocessioni nella stagione successiva per la nuova “Promozione”, è l’occasione per dare sfogo ad alcuni giovani locali.

Cresce Lerro, Mascoli si conquista il posto da terzino sinistro spostando Iurilli a libero, salgono le quotazioni di Vito Di Chiaro come ala di raccordo, Marciello ceduto al Monopoli è sostituito tra i pali da Franco Marzocca che sarà col senno di poi artefice di un singolare record: esordio a poco più di 16 anni, ultima gara ad oltre 44 anni. Ma il vero beniamino diventa lo stakanovista Attilio Lastella per intenderci lo Javier Zanetti dei suoi tempi. Unica differenza oltre che nell’ingaggio, la propria disponibilità solo alle 14,00, per le gare delle 14,30, perché doveva concludere un’estenuante giornata di lavoro su ben altri campi.

Non aveva perciò bisogno del riscaldamento di tutti gli altri. Quasi per una sorta di riconoscimento morale (ricordate i Carabinieri?), Corato conferì per una parentesi la panchina al maresciallo Di Gioia, gran conoscitore di tantissimi calciatori, ma con un carattere dai risvolti istrionici. Usava ipotizzare le azioni da gioco con i bicchieri, spesso ingarbugliandoli, stile Totò al giro d’Italia. Un giorno tra l’altro impostò la sua seduta di allenamento consegnando ad ognuno una scopa che doveva servire per sgombrare gli spogliatoi di acqua ed altro.

Pittoresco! Ma fu proprio l’altro mister, Cosmano a calare il sipario dell’era De Robertis! La febbre d’amore si trasformò in freddo glaciale, ma come nei divorzi civili i rapporti furono sempre cordiali e forse sotto sotto l’amore iniziale continuò a covare sempre.

Lascia un commento

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz