Il sindaco Massimo Mazzilli si è dimesso

"Ho la coscienza a posto e vado a testa alta"

Massimo Mazzilli
Il sindaco Massimo Mazzilli

Il sindaco Massimo Mazzilli si è dimesso e, contestuamente, gli assessori hanno protocollato la loro disponibilità a rimettere l’incarico assessorile con le relative deleghe.

«Ho la coscienza a posto e vado a testa alta – ha dichiarato Mazzilli – Quello di oggi non è un arretramento nè un atto di debolezza ma un atto di buona volontà, fatto per senso di responsabilià ma con chiarezza di intenti. Auspico che ciò possa servire a risolvere la crisi in corso».

Emozionato ma “tranquillissimo” (come si è autodefinito), guardando negli occhi i presenti, il sindaco ha assicurato che, dalla fine dello scorso novembre ad oggi, non ha perso tempo, ma ha continuato a lavorare e continuerà a farlo fino all’ultimo giorno che gli sarà data la possibilità, consapevole che per governare ha bisogno di numeri in consiglio comunale.

«Lavorerò fino all’ultimo momento possibile per cercare di risolvere questa crisi che qualcuno ha aperto. L’obiettivo resta quello di completare il mandato fino alla naturale scadenza».

Nel prossimo consiglio comunale, che dovrebbe essere convocato tra lunedì e martedì prossimi, sarà discussa la mozione di sfiducia presentata il 22 dicembre scorso dagli undici consiglieri di opposizione. L’occasione sarà utile anche per approvare le opere pubbliche del prossimo triennio, “a prova che l’amministrazione non è ferma”, fa sapere Mazzilli.

«Soffermiamoci un attimo a riflettere perchè siamo qui, la situazione di crisi amministrativa si è verificata a causa del voltafaccia del Movimento Schittulli che deve farsi carico di ciò, avendo posto in essere la crisi stessa. Non c’è nessuna motivazione politica – ha ribadito Mazzilli – c’è solo un marcamento a uomo».

Usando una metafora, Mazzilli ha definito il lavoro della sua amministrazione come un treno in corsa che è stato bloccato, frenato dall’atto del Movimento Schittulli che inevitabilmente non può che far male a molti, non può che procurare morti e feriti.

«A me non cambierà nulla, non “campiamo” di qui – ha assicurato – chi perde è la città. Il torto non ce l’abbiamo noi».

Infine, rivolgendosi a coloro che hanno firmato la mozione di sfiducia, “magari facendo un gesto di pancia”, e ai tre consiglieri che non lo hanno fatto, e che potrebbero fare la differenza (leggi Caputo, Roselli e Di Tria), Mazzilli ha invitato a riflettere e, magari, a ripensarci per il bene della città.

«Grazie a Dio – ha concluso il sindaco Mazzilli – non è stata una sfiducia per disonore, continuerò a camminare a testa alta per la strada. Confido nello spirito di buona volontà di quei consiglieri che possono determinare se l’amministrazione si ferma qui o deve proseguire fino a scadenza naturale (primavera del 2019, ndr)».

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