Si chiude il Giubileo per il V centenario della presenza dei domenicani a Corato

Doppio appuntamento giovedì 27 dicembre: alle 16,30 con l’annullo filatelico sulle cartoline stampate per l’occasione in tiratura limitata; alle 19,30 la messa con l’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo e i sacerdoti coratini

Si chiude il Giubileo per il V centenario della presenza dei domenicani a Corato

I festeggiamenti per i 500 anni della presenza dei domenicani a Corato si chiudono oggi, giovedì 27 dicembre, con un doppio appuntamento. Dalle 16,30 sarà apposto l’annullo filatelico sulle due cartoline che celebrano la ricorrenza, realizzate per l’occasione in edizione limitata a 500 esemplari e firmate dai creativi di Spore società cooperativa. Alle 19,30, invece, sarà la volta della solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Trani, Barletta e Bisceglie, monsignor Leonardo D’Ascenzo, alla presenza di tutti i sacerdoti coratini (sulla pagina fb della Parrocchia San Domenico sarà trasmessa la diretta straming). Con la messa, quindi, si chiude la porta santa aperta il 22 febbraio e il giubileo parrocchiale.

“Un grazie al Signore per questo bellissimo anno, nel quale abbiamo potuto celebrare quanto il Signore stesso ci ha donato e la grande grazia ereditata dai nostri predecessori”, commenta il parroco di San Domenico, don Gino Tarantini. E se per raccogliere le attività che si sono succedute nel corso dell’anno è annunciata una pubblicazione, la prima iniziativa in questa direzione è data dalla stampa di due cartoline con altrettanti soggetti.

Una riproduce l’affresco che ritrae Domenico di Guzmán in preghiera estatica davanti alla croce: “È la più antica testimonianza rinvenuta fino a oggi nell’ex convento dei padri predicatori, edificato in città nel 1518”, spiegano dalla parrocchia intitolata al frate spagnolo.

La seconda raccoglie l’iconografia domenicana. Ovvero i numerosi simboli che ricordano le caratteristiche della sua vita di fede e dell’attività pastorale: l’abito bianco e nero che indossano i frati domenicani; il giglio, simbolo di verginità secondo la tradizione iconografica cristiana; il bastone e il libro della Sacra scrittura, consegnati dagli apostoli Pietro e Paolo al santo di Guzmán durante una visione. E poi la stella, che ricorda quella vista dalla nutrice sulla fronte di Domenico al momento del battesimo; il cane dal mantello bianco e nero con una torcia in bocca che infiamma il mondo; la croce gigliata, che per secoli è stata il simbolo dell’ordine religioso.

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