La Settimana Biblica sull’immigrazione con Michele Pinto

Il progetto biblico multimediale del regista ruvese Michele Pinto induce a riflettere sul tema immigrazione, in occasione della Settimana Biblica a Molfetta.

michele pinto corato
Michele Pinto dirige il laboratorio biblico multimediale a Molfetta in occasione della Settimana Biblica

Avere negli occhi la voglia di guardare aldilà del mare, avere in cuore la voglia di iniziare ad amare, avere nell’animo la voglia di ricominciare a vivere, nella mente la voglia di creare ed inventare, ma restare prigionieri di un barcone sospeso tra le onde del mare, prigionieri di un mondo che ha paura, che giudica, che discrimina, fa violenza, odia, uccide prima nell’animo e poi nel corpo.

Non c’è peggior prigioniero di chi vuole vedere solo parte dell’intera verità, quella che conviene, quella che costringe a rimanere ancorati alle comode poltrone, incollati davanti ad uno schermo su cui scorrono le immagini di cronaca che tanto fanno blaterare, ma poco agire.

Ci privano del lavoro, dei nostri diritti, della tranquillità di passeggiare per strada”, vero, in certi casi, quando i media parlano solo di violenze, quasi per voler accrescere quel senso di pregiudizio e paura ormai padrone delle nostre menti.

Ma se solo ci fermassimo a pensare, a riflettere, ad uscire da noi stessi e proiettarci appena fuori dai nostri schemi. La conoscenza, la luce fuori dal tunnel dell’ignoranza è l’unica soluzione, difficile da conquistare, ma non impossibile.

A dimostrarlo è stata l’ennesima iniziativa del regista ruvese Michele Pinto, in occasione della Settimana Biblica svoltasi a Molfetta dal 19 al 26 novembre, in un progetto biblico multimediale che ha permesso ai presenti di confidare le proprie riflessioni circa il “tema scottante” che attanaglia i nostri schermi e la nostra realtà contemporanea.

Don Gennaro Bufi, parroco della parrocchia che ha accolto l’idea e il progetto del regista afferma: “La Settimana Biblica è un dono per la nostra comunità, affinchè il tema affrontato possa aprire gli occhi a tutti noi. L’immigrazione, la condizione dello straniero esistono da sempre, appare in ogni singola pagina delle Sacre Scritture, ad essere cambiati sono i nostri occhi. La prima persona che ha vissuto la condizione di straniero è Dio. Cristo assume la condizione di schiavo e abbandona la sua individualità, una condizione che passa per tutta la Sacra Scrittura quasi fosse un filo rosso. Dai Profeti alla samaritana, Gesù incontrerà anche molti stranieri che accoglierà nel suo cammino.

Dall’Antico al Nuovo Testamento, dal Deuteronomio ai Vangeli di Luca Marco, passi efficaci e chiari in cui Gesù spiega la figura dello straniero nella sua epoca.

La lettura dei suddetti, infatti, ha spinto a riflettere i presenti. I pensieri hanno preso forma con la visione del cortometraggio Tama Kelen del regista Pinto. “Viaggiare è per definizione sia un avvicinamento Che un allontanamento. […] mi chiedo se il senso Del viaggio non sia in fondo più nel tornare, dopo aver preso le distanze, per vedere meglio, o semplicemente per poter vedere.”

Questo il messaggio cardine della proiezione, realizzato nel periodo tra ottobre e dicembre 2014, quando il progetto “Cinema” ha coinvolto 15 ospiti della casa S. Croce “Rosario Livatino”, sia beneficiari dell’emergenza Mare Nostrum e sia beneficiari del progetto SPRAR, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Migrantes. Organizzato in due lezioni a settimana da due ore, il progetto è stato strutturato in due parti, teoria e ripresa delle scene necessarie alla realizzazione di un cortometraggo con l’aiuto della regia di Michele Pinto – Morpheus Ego.

Il viaggio che insegna è per antonomasia la vita. – spiega il regista Michele Pinto –“Vediamo un padre che cerca di istruire il figlio sugli ostacoli e insegnamenti della vita, anche se alla fine si impara vivendo. Il “nostro viaggio che insegna” è soprattutto rivolto all’accettazione di questi genti, rimanendo aperti e soprattutto curiosi come dei bambini, perchè il loro modo di vedere è il segreto di tutto, al contrario di quanto può succedere ragionando con la mentalità adulta, che valuta le situazioni sempre a scopo economico, con il tornaconto. In questo modo l’evoluzione rallenta, sa un punto di vista culturale, ma soprattutto spirituale. Il messaggio è che custodire dei sogni è comune di tutti gli uomini.”

La sensibilità scaturita dal corto non ha esitato ad emergere, così nell’indomani i presenti hanno rinnovato la presenza nel laboratorio biblico esternando le proprie esperienze e riflessioni sul tema, un’occasione dunque, che ha portato tante persone a confrontarsi e arricchirsi. Frutto dell’intera esperienza, infatti, è stato un ulteriore corto realizzato per l’occasione dal regista, che raccoglie tutte queste preziose riflessioni. Un esempio da proporre in ogni parrocchia, in ogni scuola, in ogni realtà che ci mette in relazione con gli altri e ci permette di fermarci a riflettere, quella di Michele Pinto è stato un ulteriore straordinario risultato del “viaggio che insegna”.

Il laboratorio biblico multimediale di Michele Pinto si è concluso con la realizzazione del seguente cortometraggio di riflessione sull’immigrazione.

 

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