“Servire qualcuno”, «occasione di armonia e dialogo». IMMAGINI

Il team de “Il Caleidoscopio” racconta l’esperienza della prima tappa dell’iniziativa che ha avuto come leitmotiv “Servire qualcuno”.
servirequalcuno2 (Copia)“Servire qualcuno”, la prima tappa di questa quarta edizione de “Il Caleidoscopio”, è stata un vero successo.
L’iniziativa è diventata un’occasione unica di armonia e dialogo grazie a ciascuno dei nostri ospiti presenti, in grandissima maggioranza giovani e giovanissimi, che hanno vissuto un’esperienza unica e da protagonisti della conoscenza di culture.Una serata vissuta in un luogo in cui “io servo” è il principio essenziale: il Centro Aperto “Diamoci una mano” che con il suo Presidente Paolo Torelli ha aperto il cuore e le porte a questa iniziativa.
“Servire Qualcuno” è stata una serata guidata anche dai sapori e dagli aromi grazie alla grande professionalità dei cuochi dell’Ass. “Quadratum Culinarie Team” che hanno offerto un itinerario culinario alla scoperta dei gusti del mediterraneo, dal cous-cous al delizioso baklawa, passando per le nostre orecchiette di grano arso.
A scandire la serata la storia di Filemone e Bauci tratta da “Le metamorfosi” di Ovidio – a cura della Compagnia del Canovaccio, un racconto che racchiude un po’ tutti i messaggi dell’iniziativa: dal servizio, all’ospitalità, fino alla convivialità del pasto.
L’iniziativa è stata vissuta in condivisione con i giovani rifugiati presenti in città. Nel pieno spirito della serata, nulla è andato sprecato: le porzioni non consumate e avanzate sono state destinate alla mensa diurna per i poveri del Centro Aperto “Diamoci una mano”, insieme al latte, i biscotti e gli omogeneizzati raccolti per l’occasione.
Una esperienza resa possibile grazie ad alcune aziende che hanno messo a disposizione gli ingredienti e i sapori di questa cena.

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