«Scrivere: atto d’amore per me stessa» intervista con la poetessa Annunziata Bevilacqua

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La poetessa Annunziata Bevilacqua

[dropcap font=”times”]M[/dropcap]entre è in corso la pubblicazione della sua ultima silloge “Il Paese della poesia – 3 Poeti a confronto” la poetessa coratina Annunziata Bevilacqua conquista successi letterari con la forza e la delicatezza della sua penna.

Nota ai suoi concittadini come insegnante e dirigente scolastico, oggi in pensione, è socia fondatrice dell’associazione culturale Forum degli Autori dal 2011, e ha all’attivo collaborazioni giornalistiche con una testata locale (dal 2005 al 2011) e ben 14 pubblicazioni, fra antologie, raccolte poetiche e testi monografici.

Tanti i riconoscimenti ottenuti per la sua produzione letteraria nel corso degli anni, partecipando a diversi premi letterari, ultimo fra tutti il “II Premio Internazionale Salvatore Quasimodo” che l’ha premiata oggi, 1° aprile, presso il Teatro della Scuola CET di Mogol (Avigliano Umbro),alla presenza del Presidente di Giuria Alessandro Quasimodo, figlio del Premio Nobel Salvatore e noto attore e regista teatrale, e del direttore artistico ed editore Giuseppe Aletti.

Traguardo, questo, che si aggiunge all’imminente inserimento (entro l’estate di quest’anno) dell’autrice coratina nell’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei, che sarà pubblicata da Aletti Editore.

In attesa di poter vantare il nome di una concittadina nell’enciclopedia della poesia, l’abbiamo intervistata alla luce della sua ultima silloge dal titolo “Scritture Poetiche” (Aletti Editore).

[dropcap font=”times”]C[/dropcap]ome nasce “Scritture Poetiche” e quali tematiche affronta?

La scrittura poetica è frutto di un lavoro circolare dal sé, all’io, al mondo; un movimento che coinvolge mente, anima e corpo all’interno di uno spazio e di un tempo personali e personalizzati. In questo moto circolare intravedo, in ogni grado, gli argomenti ricorrenti e fondamentali della mia poetica.

Intervista con la Bevilacqua, già dirigente scolastico e giornalista
Intervista con la Bevilacqua, già dirigente scolastico e giornalista

Così, descrivo l’alternanza di valori in cui mi riconosco, dall’eredità paterna alla sfera affettiva, ad una riflessione sull’importanza delle radici ben piantate in un luogo di origine, di crescita, di vita e morte, da cui non ci si allontana mai per il troppo amore.

Indirizzando la sua poesia al paesaggio naturale della sua terra con “Chianca dei Paladini”, affrontando temi di rilevanza sociale come l’emigrazione, vissuta in prima persona da suo padre, Annunziata Bevilacqua si lascia andare sulle ali della libertà trattando la pace, l’ottimismo di contro al pessimismo, l’hibris dell’uomo moderno. Ad incidere sulla sua scrittura, indubbiamente, il suo vissuto. «Sono nata da genitori non colti, ma molto curiosi di conoscere ed imparare. Sono vissuta in un contesto sociale povero e deprivato culturalmente ed economicamente, sono stata costretta a carpire da ogni cosa il meglio per formarmi» – confida.«Ho accettato la diversità dei contesti sociali in cui sono cresciuta, come oggi ho colto e fatto mia la comprensione della diversità di comportamenti e usanze per farne cultura, conoscenza e scrittura».

Cosa racchiudono, dunque, i suoi versi?

Con “Scritturepoetiche” ho utilizzato la scrittura come valore testimoniale del mio corso studiorum nel campo della classicità filosofica, letteraria,storica e scientifica. Ho voluto custodire nella memoria della scrittura fonti storiche, luoghi familiari, valori religiosi e laici, gli aneliti di riscatto meridionalistico da condizioni di arretratezza.bevilacqua (3)

In cosa affonda le radici la formazione culturale e letteraria, cosa alimenta l’ispirazione della sua scrittura?

I miei studi e le letture pedagogiche, filosofiche, psicologiche, fino alle correnti contemporanee del Romanticismo, dell’Idealismo o dell’Ermetismo: in tutto trovo terreno fertile da cui attingere ricchezza personale e letteraria. Mi hanno sempre affascinata linguisti, matematici, storici e studiosi di logica e sono sempre stata innamorata della poetica dei più grandi poeti di ogni tempo, da Dante a Shakespeare, da Pasolini a Neruda, ed altri ancora.

Tutto è essenziale fonte d’ispirazione se osservato con il giusto sguardo e compreso anche con il cuore, dalla musica al teatro, dalla pittura all’architettura, ogni arte, in ogni periodo storico, è fonte di insegnamenti e spunti di riflessione, quali prodotti della creatività umana.

Cosa significa per lei scrivere?

Da più di due anni mi occupo di scrittura poetica, riscoprendo in me una certa predilezione per la poesia di tipo civile.Aborro, invece, l’eccedere nel sentimentalismo. Scrivere un libro è, prima di tutto, un atto d’amore per me stessa. Dalla lealtà e la coerenza e dalla memoria personale, passo all’osservazione del comportamento altrui, alla ricerca della condivisione.

I libri hanno rappresentato per me uno strumento prezioso per conoscere e comprendere il pensiero umano. Un libro è la base della nostra formazione, uno dei più preziosi strumenti culturali,capace di trasmettere e tramandare la ricchezza della sapienza.

 

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