Santa Maria Greca: sotto il suo sguardo consolatore la città si riunisce in preghiera

Santa Maria GrecaLa partecipazione popolare, con fede e devozione filiare, ha contraddistinto ancora una volta la processione dell’icona di Santa Maria Greca, tenutasi eccezionalmente ieri per le vie del centro abitato. Al pari della processione della Madonna del Carmine, infatti, la comunità ecclesiastica ha rimandato le solenni celebrazioni di una settimana come segno di solidarietà alla popolazione colpita dalla dolorosa sciagura ferroviaria del 12 luglio.

Il tradizionale programma religioso si è aperto, in mattinata, con la celebrazione eucaristica e l’atto di affidamento alla Protettrice della Città di Corato, ed è proseguito, in serata, con la Santa Messa sul sacrato della chiesa, presieduta da Mons. Savino Giannotti, e la preghiera mariana di Supplica alla Vergine. Al termine, in tanti si sono riversati nelle strade della città per prepararsi ad accogliere la santa icona secondo il noto percorso della processione.

Alla guida del corteo è stato portato in ostensione un pregevole crocifisso, a cui faceva seguito lo stendardo processionale del Sacro Cuore di Gesù. La Confraternita di Santa Maria Greca ha accompagnato la sacra effige, assieme alle autorità civili, ai rappresentati delle altre confraternite e al popolo di Dio, con il suono festoso della banda cittadina, diretta dai maestri Aldo Di Tommaso e Giorgio Loiodice.

Durante la processione si è pregato per le vittime del disastro ferroviario e si è meditato sulle sette opere di misericordia spirituale, seguendo la rilettura proposta da Papa Francesco per l’anno giubilare straordinario della misericordia: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.

«Questa tavola parla, ascolta, trasmette pace – ha riferito don Sergio Pellegrini durante la celebrazione – un’esperienza che invito tutti i coratini a fare. È una Madonna che si venera nell’ascolto silenzioso, contemplandola con fede e lasciandoci guarire dal suo sguardo».

 

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