Santa Cecilia, la dolce immagine contro la violenza sulle donne

Capolavoro eccelso della scultura del Seicento Italiano che esprime in modo imperituro il dramma dell’ultimo istante di una ragazza martire del cristianesimo

Santa Cecilia, la dolce immagine contro la violenza sulle donne
Santa Cecilia, la dolce immagine contro la violenza sulle donne

di Franco Leone

Le ultime giornate di novembre a partire dal 25 sono dedicate a eventi che si propongono di contrastare la violenza sulle donne attraverso l’informazione. Pertanto, in sintonia con tali giornate, questo spazio dedicato all’arte pone l’attenzione su un capolavoro eccelso della scultura del Seicento Italiano che esprime in modo imperituro il dramma dell’ultimo istante di una ragazza martire del cristianesimo: Santa Cecilia opera di Stefano Maderno. Il capolavoro si trova nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere a Roma.

DESCRIZIONE DELL’OPERA

Ci sono sculture probabilmente più famose e di maggiore virtuosismo rispetto a questa. Tuttavia, essa è di certo una delle opere più suggestive e più poetiche mai realizzate, perché ritrae la santa, una ragazza di sedici anni, in una posa dolcissima: quella del suo ritrovamento nel 1599 nelle catacombe di S. Cecilia. Di lei non vediamo il volto perché è rivolto verso il basso, ma scorgiamo sul suo collo una ferita da taglio, causa della sua morte. Le tre dita che si aprono dalla mano destra indicano il mistero della Trinità.

L’arte di Maderno, scultore svizzero del Canton Ticino allora ventiquattrenne, riscatta il martirio di Cecilia e la immortala per sempre, rappresentando la sua morte come il sonno di una ragazza adolescente.

Pubblico qui la mia poesia che descrive questo capolavoro, tratta dal libro “Cercando l’Italia, capolavori d’arte in versi” – Secop Edizioni. La poesia ha ricevuto la Menzione di Merito al Primo Premio Letterario Internazionale “Salvatore Quasimodo” a Guidonia di Roma.

LA SANTA CECILIA DI STEFANO MADERNO
(di Franco Leone)

Non vi è marmo che effonda più poesia
della Santa Cecilia del Maderno.
L’ombra accentua la sua malinconia,
l’accarezza ogni luce dall’esterno.
La tunica che esalta l’armonia
sembra un velo che avvolge un dramma eterno
e protegge da sguardo irriverente
il candor del suo corpo adolescente.

Lei ci nega la luce del suo volto,
che negò a chi le tolse la vita…
ma vuole che lo sguardo non sia tolto
dal collo che ostenta una ferita.
Da quel corpo mollemente raccolto,
si protendono in avanti le dita
ad indicar la via della salvezza,
che le costò l’amabil giovinezza.

Nel negato e sublime ritratto
di fanciulla che allora fu rimpianta,
è raccontato quell’ultimo atto
della sùa eroica vita di santa.
Così Maderno le ha dato riscatto:
or Cecilia risplende ed incanta,
immortalata in modo eccellente
nel sonno eterno di un’adolescente.

Ottave in endecasillabi con rima ABABABCC.

 

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