SAN MARCO IN LAMIS – CORATO 1-0. Il passo da gambero.

Non fasciamoci la testa prima di rompercela

Delusione si, scoramento no. Si tratta di un raffreddore di inizio stagione, non grave, a cui va trovata subito la giusta medicina, che si chiama concretezza, continuità, umiltà. E per far questo, serve la spinta di tutto l’ambiente, senza abbattersi. La 2^ sconfitta di San Marco in Lamis, è maturata diversamente rispetto alla 1^ con il Deghi, in cui la squadra neroverde costruì poco meno di 10 palle gol, ma con alcune analogie. Attenuanti si, ma che non devono sfociare in alibi. Orfani di Quarta, si aggiunge poco dopo, il forfait di Quacquareli ed a seguire di Lezzi e Vergori, sempre per infortunio. Campo stretto, con spazi ridotti, perché si affronta una diga di anche 8/9 calciatori dietro la linea della palla, con la cattiveria di cancellare lo 0 dalla casella punti. Si, la cattiveria, quella che è mancata ad un Corato un po’ saccente, che va ricordato ha da assemblare ben 22/23 calciatori nuovi e che ancora una volta, pur non al Top, ha dovuto fare i conti con la dea bendata, colpendo un palo ed una traversa. Anche oggi le potenziali idee, non sono mancate, ma non con la solita velocità di pensiero e concretezza, la stessa che mancò Vs la Deghi. Drammi non se ne fanno, ma quasi tutti gli Over hanno vinto campionati e sanno che a volte per vincere le partite, non necessita essere belli, ma concreti e per far questo serve tanta umiltà da provinciale, un po’ quella della Juve di Allegri o del Corato di Barletta. Anche se questa è una equipe più Sarriana, che per vincere ha bisogno di giocare sempre al Top e proprio per questo serve continuità di risultati e di atteggiamento mentale. Ora ci sarà una settimana importante, con Martina in Coppa e Fortis Altamura. Il campionato è lungo, non fasciamoci la testa prima di rompercela. La maturità dell’ambiente si vede in questi momenti, riteniamolo un normale passo indietro del gambero e non l’affondo del Titanic. I presupposti per superare l’empasse ci sono tutti.

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