Salta il consiglio comunale. L’opposizione: «Il sindaco si dimetta»

«Sindaco Mazzilli, dov’è la sua dignità politica?» si legge nella nota a firma dei consiglieri di Ape, Io e Renato, Pd e Un Cantiere in Comune

Salta il consiglio comunale. L'opposizione: «Il sindaco si dimetta»
Salta il consiglio comunale. L'opposizione: «Il sindaco si dimetta»

Riceviamo e pubblichiamo una nota congiunta a firma dei consiglieri di Ape, Io e Renato, Pd e Un Cantiere in Comune, diffusa in seguito alla mancata celebrazione del consiglio comunale di ieri, per l’assenza del numero legale:

Consiglio comunale disertato dal Sindaco e dai consiglieri che ancora lo sostengono. È il fallimento politico di questa amministrazione. È la dimostrazione che non c’è mai stato un progetto politico per lo sviluppo economico e sociale della città.

Mentre la nostra Corato langue tra strade dissestate, incremento del disagio socio economico, auto che bruciano, furti e scippi all’ordine del giorno, strutture pubbliche in stato di totale abbandono, periferie sempre più degradate, questo centrodestra si permette il lusso di giocare sulle spalle dei cittadini pur di accaparrarsi incarichi e poltrone senza alcun rispetto per il ruolo istituzionale che è stato chiamata a svolgere.

È evidente che in questa situazione la parola politica appare svuotata di ogni suo significato. I giochi di palazzo impediscono ogni slancio costruttivo in favore della comunità. Non a caso da tempo si registrano mancati obiettivi se non veri e propri danni.

Sindaco Mazzilli, dov’è la sua dignità politica? La storia del suo mandato racconta solo di consiglieri che saltellano da uno schieramento ad un altro, continui rimpasti di giunta, attività amministrativa ridotta a meno dell’ordinario e dulcis in fundo assenza del numero legale nella seduta che dovrebbe approvare l’atto più importante per una comunità: il bilancio di previsione.

Non ci sbagliavamo quando dicevamo che un commissario prefettizio sarebbe stato sicuramente meglio della sua sindacatura. Ci piacerebbe ascoltare oggi la voce di consiglieri ed associazioni che solo qualche mese fa criticavano la nostra mozione di sfiducia in nome di una necessità inderogabile di dare continuità al mandato del sindaco.

Intanto sono trascorsi mesi dalla bocciatura della mozione senza che sia stato approvato un solo atto politico importante. La sua ostinazione ha impedito a questa città di avere oggi una nuova amministrazione nel pieno dei suoi poteri e sicuramente con un vigoroso slancio.

Acclarato che lei sia a corto di soluzioni, le suggeriamo l’unica possibile. Si dimetta

 

 

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