Ruvo: tesi di laurea per comprendere l’economia del vino

La presentazione dell’elaborato, dal titolo “VINECONOMY: Tendenze strutturali e scenari competitivi nel mercato globale”, si è svolta a Roma, presso l’Università Mercatorum.

A Corato
A Corato "I Signori del Vino", storie di uomini e di territori pugliesi

Lo scorso settembre, conseguendo la sua terza laurea, questa volta in Management, Antonio Visicchio, giornalista e avvocato di origine ruvese, ha presentato la propria tesi relazionando relativamente al settore vitivinicolo. Si tratta, infatti, di un ambito molto rappresentato nel mercato internazionale, che suscita un interesse sempre maggiore negli economisti.

Ruvo: tesi di laurea per comprendere l’economia del vino
Commissione dell’Università Mercatorum di Roma

La presentazione dell’elaborato, dal titolo “VINECONOMY: Tendenze strutturali e scenari competitivi nel mercato globale”, si è svolta a Roma, presso l’Università Mercatorum, istituzione sovvenzionata dall’Unione delle Camere di Commercio italiane. Fulcro della discussione, è stata la “guerra del vino”, espressione che, originariamente, indicava la disputa tra Italia e Francia per guadagnarsi il primato del vino in termini economici e qualitativi.

Non sono mancati nella tesi, inoltre, riferimenti anche ai nuovi competitor in quest’ambito, quali Cile, Stati Uniti, Cina, Sud Africa. La tesi, articolata in ben cinque capitoli, mostra le peculiarità delle varie dinamiche connesse alla politica enologica. Dal tema della reputazione nella creazione del valore di un prodotto, alla problematica delle esternalità. A ciò si aggiunge l’attenzione sul ruolo della politica agraria comune dell’Unione Europea, l’interesse sul sistema vitivinicolo italiano e un chiarimento sui protagonisti della “guerra del vino”.

A tal proposito, inoltre, sono discusse le sei variabili di svolta, strategiche per superare questo tipo di conflitto. Qui, dunque, convergono la qualità dei prodotti, marketing adeguato, prezzi competitivi, promozione della cultura enologica tra i consumatori, modifica del sistema fiscale e ampiezza del patrimonio ampelografico.

Nella parte conclusiva, un particolare riferimento è stato rivolto ad una cantina con sede in Ruvo di Puglia, fondata nel 1960 all’indomani del trattato di Roma, che ha introdotto la Politica Agricola Comune (P.A.C), e della Riforma fondiaria. Essa, invece, nel 1950, ha assegnato ad ogni contadino i latifondi che erano in mano ai grandi proprietari terrieri.

Tale polverizzazione delle terre è stata positiva da un lato, perché assicurava sostentamento a tutti senza che nessuno fosse sotto il giogo di un padrone.  Da un altro canto, l’essere proprietario di un piccolo appezzamento di terreno arrecava danni, poiché il piccolo proprietario non poteva confrontarsi con la grande realtà industriale o comunque aveva bisogno del mediatore che favorisse la vendita dell’uva.

Emerge, allora, che la nascita della Cooperativa è stata la risposta alla prima formulazione della P.A.C. Visicchio, infatti, ha dichiarato che questo focus è stato realizzabile grazie alle strette correlazioni con il proprio studio. Il riferimento ad essa, dunque, è servito come risvolto pratico all’intera teoria sviluppata e argomentata, soprattutto perché ha permesso di dare prova all’evoluzione della politica agricola ed enologica del paese.

Si è trattato, dunque, di un lavoro molto articolato, giudicato notevole dal relatore Giovanni Cannata, oltre che rettore dell’Università. Pertanto, essendo originario di Bari, ha apprezzato questo studio che ritrova le sue radici proprio nella cultura mediterranea.

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