Ruvo di Puglia: “delle pietre e delle parole”

Iniziativa delll’associazione In folio con l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato alle Politiche Sociali.

Ruvo di Puglia: itinerario del bello.
Ruvo di Puglia: itinerario del bello.

Dopo il trekking letterario “Tra terra e cielo” e l’itinerario del sacro, la Pro Loco, in collaborazione con l’associazione In folio e con l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato alle Politiche Sociali, ha organizzato l’itinerario del “bello”: Ruvo di Puglia… delle Pietre e delle Parole.

Questo terzo appuntamento, previsto dalla programmazione estiva “Relazioni”, ha riscosso un notevole successo, tanto da realizzare un cospicuo numero di partecipanti. Il percorso, svoltosi sabato 26 agosto, è stato pensato per far notare degli aspetti della città che spesso passano inosservati o che, a causa del tempo, sono andati ormai distrutti. Inoltre, non sono mancate le letture di alcuni viaggiatori del ‘600, ‘700 e ‘800 che, nel corso di questi secoli, hanno visitato la città di Ruvo. Ciò che di più bello rimane dei loro scritti è il piacevole ricordo non solo di un paese, ma di un’intera regione, accogliente nella sua struttura sociale.

Durante il tour, è stato possibile ammirare una buona parte della collezione Jatta, custodita nell’omonimo museo, che conserva ancora la struttura originaria Ottocentesca. In questo modo, è rimasta quell’idea estetizzante per cui si parte dal meno aggraziato e meno lavorato, fino ad arrivare all’apoteosi, rappresentata, in questo caso, dal vaso di Talos.

A seguire, i visitatori si sono avventurati per il centro storico, accedendo ad esso per l’ormai inesistente Porta Noia. Una volta, infatti, rappresentava uno degli accessi principali ed era sormontata dai santi protettori della città. Fu poi abbattuta, insieme alle mura, per permettere lo scorrere delle acque reflue e per allontanare una certa aria insalubre che si respirava al di fuori di essa. Nel programma non sono mancati Palazzo Spada, Palazzo Caputi, la residenza di Isabella Griffi (nobildonna ruvese) e palazzo Avitaja, sede del Municipio. Un tempo, proprio di fronte ad esso, sorgeva in Piazza Castello (anche questa storica porta di accesso) la torre di Pilato, antica prigione e sede del telegrafo, crollata completamente nel 1881.

Fortunatamente, però, Ruvo conserva ancora la Torre dell’Orologio e quella campanaria. La prima risale al 1604 e su di essa si trovano due lapidi a testimonianza della funzione di decurionato di Ruvo. Il campanile della Cattedrale, invece, prima ancora della costruzione della chiesa, faceva parte del circuito murario e al di sotto c’era una cisterna d’acqua, utile nei periodi di difesa dai nemici.  Il percorso si è concluso con la visita a una portella dove, un tempo, vi erano dei granai, simbolo di un popolo semplice, che basava il proprio lavoro su ciò che di più caro aveva: una fertile terra dal coltivare.

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