Ruvo: un itinerario del sacro per riscoprire la fede del popolo

Evento inserito nella programmazione estiva rubastina “Relazioni”.

Ruvo: itinerario del sacro.
Ruvo: itinerario del sacro.

La programmazione estiva rubastina “Relazioni”, ideata dall’Assessorato alla Cultura e dall’Assessorato alle Politiche Sociali, ha riscontrato, ancora una volta, un discreto successo con un itinerario del sacro dello scorso sabato.

Dopo il trekking urbano verticale letterario “Ruvo di Puglia tra Terra e Cielo”, il percorso, infatti, pensato come anteprima della manifestazione “Calici di Stelle”, ha visto avventurarsi i partecipanti per il centro storico di Ruvo alla ricerca di testimonianze sacre locali. Nel corso della passeggiata, non sono mancate le letture di alcuni scritti  in vernacolo e di  pensieri dei pellegrini e della nobildonna spagnola Egeria.

La prima tappa del tragitto è stata il Convento dei Domenicani. Situato al bivio della via Traiana e delle strade che collegavano l’entroterra murgiano, un tempo è appartenuto a uno dei tre ordini conventuali dell’antica Ruvo. A seguire, una piccola piazzetta del centro storico, conosciuta come Piazza Le Monache. Questo toponimo, peraltro, ricorda proprio il convento, andato ormai distrutto dell’ordine femminile delle benedettine. Al suo interno, inoltre, secondo le fonti, dovevano trovarsi importanti opere pittoriche, purtroppo disperse dopo il crollo.

Tra le chiese passate in rassegna durante il percorso, anche quella di San Michele Arcangelo, tutta in stile tardo Barocco. L’edificio, situato extra moenia, anticamente collegava il paese con i centri marini limitrofi e ospitava il primo ordine conventuale ruvese, quello dei francescani. Ultima delle chiese esaminate, l’immancabile Cattedrale, a metà tra lo stile Romanico e quello Gotico, per via delle diverse e variegate maestranze. Allegorica già a partire dalla facciata, recante i grifi come raffigurazione della doppia natura di Cristo, e lo splendido rosone. Inoltre, a dare un’ulteriore sfumatura sacrale a tutto il tour, sono state le edicole in pietra, situate nel centro storico. Esse, infatti, nella loro semplicità e, forse, nella loro essenza un po’ grottesca non sono state altro che una forma di comunicazione del passato.

In tal modo, dunque, si cercava di avvicinare il volgo a quella che è sempre stata una forma di richiamo per tutti i fedeli nel corso del tempo: la fede.

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