Risarciranno il danno erariale l’ex Sindaco Perrone e il Segretario comunale D’Introno

Perrone: "Una sentenza ingiusta. Per gli stessi motivi Renzi fu assolto".

Danno erariale

Colpevoli di aver provocato un danno erariale al Comune di Corato: la sentenza della Terza Sezione Centrale d’Appello della Corte dei Conti presieduta dal Presidente Antonio Galeota pubblicata il 27 agosto, ha respinto tutti e cinque i ricorsi contro la sentenza di primo grado presentati da Luigi Perrone, all’epoca dei fatti Sindaco, e da Luigi D’Introno Segretario generale del Comune. Pagheranno un risarcimento di 60mila 975,80 euro “suddivisi in parti uguali, oltre alla rivalutazione monetaria, interessi e spese di giudizio, per l’illecita corresponsione -dal 2011 al 2013- di compensi alla dott.ssa Maria Fiore -ex dirigente dell’Ente in quiescenza, assunta come componente dell’Ufficio di staff quale segretaria particolare del Sindaco p.t. mediante un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anziché con un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, come previsto dall’art. 90 del dlgs n.267 del 2000”.

“La sentenza –commenta allo Stradone l’ex senatore Perrone– addossa una responsabilità oggettiva al Sindaco, senza considerare le effettive competenze dello stesso, e il fatto che gli atti sottoposti alla sua firma avessero ottenuto tutti i visti di legittimità giuridica ed economica da parte degli Uffici competenti, né che sulla interpretazione di norme giuslavoristiche a amministrative assai complesse e opache, sino ad allora non solo non ci fosse un orientamento univoco giurisprudenziale ma addirittura la dottrina avallasse pienamente l’operato della amministrazione. A ciò si aggiunge il sapore acre dell’ingiustizia. In fattispecie similare la Corte aveva esclusa ogni responsabilità del titolare di una carica politica -in quel caso del presidente della provincia di Firenze Matteo Renzi- per atti che avessero superato il vaglio degli organi interni. Infatti si era, giustamente, precisato che al titolare di una carica amministrativa elettiva non può essere imputata una onniscienza in ogni campo della tecnica, dell’economia e del diritto”.

Fin qui il commento alla sentenza ma Luigi Perrone aggiunge anche: “Quei fatti risalgono al 2011 e io allora non potevo fare a meno di una guida sicura e storica come quella della dirigente Fiore. E comunque voglio sottolineare che il suo stipendio annuale ammontava a circa 90mila euro e che noi le riconoscemmo circa 50 mila euro”.

La sentenza della Corte ha ritenuto infondati: 1) il motivo del ritardo della notifica dell’appello: perché non c’è stato alcun ritardo; e il motivo dell’applicazione del contratto co.co.co. -collaboratori coordinati e continuativi-, perché non essendo più la dott.ssa Fiore dipendente del Comune “poteva rivestire la carica di staff quale collaboratrice esterna: la stessa, quindi, doveva essere assunta con contratto a tempo determinato” con retribuzione stabilita in base al contratto collettivo nazionale di lavoro; 2) il motivo dell’assenza di danno perché alla dott.ssa Fiore sarebbe comunque spettato il compenso attribuito ai dirigenti, maggiore di quello realmente corrisposto: ma la Corte ha contestato che rilevante è il fatto che la decisione assunta dall’allora Sindaco e avallata dal Segretario generale si pone in contrasto con l’art. 90. comma 2, del Testo Unico degli Enti Locali, ed è perciò inammissibile; 3) il motivo della non responsabilità del Segretario generale in considerazione dell’esistenza, sul contratto della dott.ssa Fiore, del visto di regolarità contabile: perché il segretario avrebbe dovuto motivare il proprio dissenso nei confronti di quegli aspetti illegittimi del contratto con diretta ricaduta sul piano finanziario. E il motivo della mancanza del nesso di causalità che scagionerebbe l’ex Sindaco essendo stato ogni pagamento subordinato al visto di regolarità formale degli Uffici, ed essendo stato delegato il Segretario a disciplinare e stipulare il contratto con la dott.ssa Fiore, senza fissare alcun compenso per la Fiore: ma la Corte ha opposto che Perrone ha avuto parte nella nomina della Fiore quale collaboratrice esterna “esercitando una attribuzione amministrativa che non gli competeva“; 4) né a giudizio della Corte si può accogliere il tema della mancata competenza tecnico-giuridica del Sindaco perché essa avrebbe dovuto indurlo “ad una maggiore attenzione nell’adozione di scelte particolarmente rilevanti sul piano economico“; 5) il tema infine dell’apporto concausale del responsabile del Servizio finanziario del Comune che aveva dato il concerto per l’assunzione: perché spiega la Corte il concerto non incide sulla legittimità o meno dell’atto; e il tema della valutazione di legittimità del contratto intestata al Segretario: perché su di essa non incide l’esistenza della provvista finanziaria necessaria a fronteggiare la spesa.

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Fondatore e presidente di Controradio 1980, radio libera di Urbino, giornalista dal 1988, redattore del "Messaggero" di Roma, caporedattore della "Gazzetta di Pesaro", collaboratore della "Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Quotidiano di Puglia" e altre Testate nazionali. Direttore tecnico dello "Stradone" nel 1996, Direttore responsabile di "Salute e Prevenzione" organo dei Tecnici della prevenzione d'Italia. Ha pubblicato studi su Italo Svevo, e sulla cultura e gli autori degli anni Venti e Trenta per l'Università di Urbino, e studi di Storia per le riviste nazionali "Critica Sociale" e "Agorà". Relatore in vari convegni universitari. Consulente per l'informazione e la cultura per la Regione Marche 1991 e 1992. Consigliere comunale di Urbino 1990-94.

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