Rifiuti radioattivi nella raccolta differenziata

Le precisazioni del sindaco di Corato Massimo Mazzilli circa il nostro articolo sul ritrovamento di amianto nei rifiuti e sequestro di un camion dell’ASIPU

Sinistra Italiana: «Perché con l'Asipu è difficile comunicare?»
ASIPU

Stamattina il sindaco Massimo Mazzilli ha postato sul proprio profilo facebook un breve post a chiarimento del nostro articolo pubblicato ieri in cui, usando adeguatamente il condizionale, la redazione dava notizia di indiscrezioni circolanti circa il fatto che “sarebbe stato conferito amianto fra i rifiuti della frazione secca e, per questo motivo, un camion dell’Asipu sarebbe stato sequestrato”.

Non si è trattato di amianto, è vero, ma sempre di un rifiuto molto pericoloso, come quello radioattivo, che obbliga comunque ad un fermo del mezzo ASIPU per la decontaminazione. Di seguito il post integrale del sindaco.

«Con questo breve post voglio chiarire quanto riportato in un articolo de LO STRADONE circa il fermo di un mezzo di ASIPU per contaminazione ed ecco perché conviene differenziare i rifiuti domestici.

Capiamolo insieme: presso gli impianti di trattamento sono installati portali radiometrici per escludere l’ingresso di rifiuti radioattivi (che rientrano in un regime specifico e sono esclusi dal 152/2006), con la raccolta porta a porta si concentrano i carichi di secco residuo e quindi anche dei pannoloni conferiti dai pazienti trattati con farmaci radioterapici.

I portali quindi rilevano un innalzamento dei livelli di radioattività e la procedura standard prevede il fermo del mezzo in apposita area della discarica, si attiva un processo di verifica del carico e il conseguente fermo può protrarsi normalmente dai 20 ai 40 giorni per ottenere un naturala abbassamento dei livelli di radioattività.

A seguito di questi nuovi effetti evidenziati dal sistema di raccolta porta a porta adottato dai comuni si è creato un vuoto legislativo: si realizza quello che nel settore si definisce effetto cumulativo.

Insomma si verificano novità nel processo di raccolta e smaltimento a cui bisognerà porre rimedio con norme e sistema adeguati; le ASL forniscono i farmaci radioterapici per le cure domiciliari (che rappresentano un recente orientamento) ma ovviamente non si occupano di gestire i residui che dalle terapie domiciliari scaturiscono e finiscono nel ciclo dei rifiuti domestici, mentre le ASL gestiscono i rifiuti radioattivi prodotti presso i propri ospedali.

Per risolvere questo problema bisognerà lavorare congiuntamente tra tutti gli organi preposti e prevedere idonee norme.

Quindi nel caso che si riguarda non si è trattato di amianto conferito non correttamente, ma l’effetto del normale conferimento dei rifiuti domestici con concentrazioni di residui da cure con farmaci radioterapici.

In conclusione però devo dire che rispetto ad un sistema di raccolta indifferenziata, come prima accadeva, questi “nuovi rifiuti” sarebbero finiti in discarica con una eredità ambientale negativa e inconsapevole lasciata ai nostri figli e nipoti».

 

 

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