Regione Puglia, la Legge sulla Bellezza

Emiliano e Pisicchio hanno presentato la bozza dell’articolato di legge elaborata da un apposito comitato. La legge mira al riconoscimento della bellezza attraverso la memoria delle comunità, all’equilibrio fra l’opera e l’opera della natura e all’eliminazione dei “detrattori di bellezza”

Regione Puglia, la Legge sulla Bellezza
Regione Puglia, la Legge sulla Bellezza

Di leggi ce ne sono tante nel nostro bel Paese, ma mancava una:  la Legge sulla Bellezza.

Sette titoli, ventitré articoli, un preambolo con le parole del giornalista Peppino Impastato e un Manifesto che condensa i valori, spiegando i cardini della riforma. Inizia così il percorso che porterà la Regione Puglia a dotarsi della Legge sulla Bellezza.

Ieri a Bari il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e l’assessore alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, hanno presentato la bozza dell’articolato della Legge sulla Bellezza nelle prossime settimane sarà sottoposto alla partecipazione in diversi territori regionali.

La bozza è stata elaborata da un apposito comitato tecnico-scientifico (composto a titolo gratuito da autorevoli accademici, giuristi, rappresentanti degli ordini professionali, esperti d’arte e giovani architetti) riunitosi da dicembre scorso su iniziativa dell’assessorato regionale alla Pianificazione Territoriale.

La legge sulla Bellezza mira alla valorizzazione e tutela del territorio, alle identità culturali, al riconoscimento della bellezza attraverso la memoria delle comunità, all’equilibrio fra l’opera e l’opera della natura e all’eliminazione dei detrattori di bellezza nel “Mosaico Pugliese” (la diversità dei territori).

“La visione del futuro della Puglia è fondata sulla capacità di mantenere la bellezza esistente e di ripristinare quella che è stata spreca. – ha spiegato il presidente Emiliano – Questa legge contiene innanzitutto un invito a tutti i pugliesi a partecipare alla sua scrittura, quindi oggi noi presentiamo solo delle linee essenziali, ma questa è la tipica attività legislativa che deve essere completata da tutti, da Comuni, associazioni, cittadini, media che soffrono per lo spreco di bellezza che sovente si verifica nei nostri i territori”.

“E soprattutto – ha proseguito – la legge sulla Bellezza avrà una norma alla quale io tengo in modo particolare: una norma che consentirà ai sindaci di individuare delle aree specifiche nelle quali è possibile effettuare delle demolizioni di immobili che vengono considerati vecchi, superflui, anche abusivi non sanabili, che noi non riusciamo a demolire perché non abbiamo i soldi per farlo. E quindi in qualche modo consentire ai sindaci di trasformare questi volumi che devono essere demoliti in volumi che possono essere spostati in altri luoghi previsti dal piano regolatore, in modo tale da realizzare le finalità delle varie Amministrazioni sotto la regia della Regione che deve sorvegliare che questa facoltà evidentemente non sia oggetto di un abuso.

Nella sostanza anziché pensare che la tutela della bellezza avvenga in via autoritaria, cioè con il comando della politica o del potere, cosa peraltro che non ha mai funzionato, potrà avvenire attraverso proposte da parte dei proprietari di questi immobili che chiedendo la demolizione possano ottenere in cambio diritti edificatori equivalenti, con determinati premi anche in qualche caso, per poter ricostruire nelle aree indicate dal Piano Regolatore e regolarizzare l’urbanistica delle nostre città. Per esempio, se in un comune si vuol fare turismo, si demoliscono vecchi capannoni, manufatti inutili, abusi edilizi e si concentrano i volumi, secondo un piano stabilito, nelle aree turistiche senza violare la normativa ambientale. Questo processo ovviamente è un processo lungo, complicato ma può essere la vera rivoluzione anche per il futuro della nostra terra”.

“E’ una legge non chiusa, ma a maglie larghe e che sarà decisa assieme ai cittadini con l’obiettivo di puntare alla qualità dei territori – ha dichiarato l’assessore Pisicchio – La bellezza è un sistema complesso, un progetto, una visione, è l’espressione massima della qualità.

Io credo, così come sostengono alcuni urbanisti, che esista un vero e proprio diritto alla bellezza delle città e che sia uno dei diritti fondamentali dei cittadini; è il diritto di ogni persona, di tutti i gruppi sociali, di vivere in un luogo piacevole, attraente, dove trascorrere dignitosamente e qualitativamente la propria vita. La bellezza diventa quindi un antidoto al male delle nostre periferie, agli spazi urbani lasciati all’incuria. Occorre, pertanto, costruire una visione che guidi le scelte sia pubbliche e sia private fondate sul riconoscimento della centralità dell’uomo. La nuova organizzazione della città, ovvero il nuovo paradigma urbano, dovrebbe essere caratterizzato da una organizzazione fondata su tre R (Recupero, Rigenerazione e Riuso) e la Legge sulla Bellezza coglie e incorpora questo principio andando nella direzione di eliminare i “detrattori di bellezza”. Si tratta di spazi senza identità, senza relazioni, i cosiddetti “non luoghi” che mettono a rischio l’identità e la memoria dei territori”.

La fase della partecipazione sarà avviata nelle prossime settimane attraverso importanti collaborazioni con Apulia Film Commissione e Teatro Pubblico Pugliese (per la realizzazione di momenti di animazione, reportage e cortometraggi sulla bellezza), e con due apposite convenzioni con Università e Politecnico di Bari, per le analisi antropologiche e tecniche del tema. Sono inoltre previsti bandi rivolti a giovani professionisti.

Nei mesi scorsi, inoltre, è già iniziato l’iter legislativo – si attende il voto del Consiglio regionale – per l’inserimento della Bellezza nello Statuto della Regione Puglia con un terzo comma all’articolo 2: “La Regione tutela, valorizza e promuove la bellezza del territorio, del paesaggio e dell’ambiente pugliese in tutte le sue espressioni, sia allo scopo di consentire la fruizione piena e incondizionata a tutti nella prospettiva del pieno, sostenibile ed adeguato sviluppo della persona umana, come singolo e nelle formazioni sociali nelle quali si esprime la sua personalità, sia allo scopo di tutelare i valori e l’identità  culturale della comunità pugliese”.

 

 

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