Referendum, parola ai comitati e a Legambiente

Come è scontato, è la soddisfazione il sentimento che coinvolge i comitati cittadini per il Sì, che nel corso della campagna referendaria si sono spesi, anche in maniera stravagante, per sensibilizzare ed invitare la cittadinanza al voto.

Nelle poche parole del comunicato stampa, i comitati Acqua bene comune e Fermiamo il nucleare ripercorrono le fasi della campagna referendaria, partendo dalle origini, cioè dalla raccolta firme che ebbe grande successo anche nella nostra città.

«Il risultato locale e nazionale ha superato le aspettative dei comitati cittadini gratificando gli immensi sforzi della campagna referendaria.

Il tutto ha radici lontane perché le prime iniziative risalgono alla raccolta firme effettuate più di un anno fa, per indire il referendum.

Raggiunto tale obiettivo con un milione e mezzo di firme raccolte in tutta Italia, di cui millecinquecento a Corato, la campagna referendaria è entrata nel vivo con le iniziative e la collaborazione dei comitati “Acqua Bene Comune” e “Fermiamo il Nucleare”».

Ripercorrono, dunque, tutte le iniziative attraverso le quali hanno diffuso il loro messaggio: «Qui a Corato i comitati si sono impegnati in un volantinaggio capillare e costante e nell’organizzazione di eventi di piazza quali: biciclettate, estemporanee d’arte, assemblee pubbliche, cene sociali e flash mob. Per comunicare, anche con i più giovani, sono stati usati mezzi alternativi come social network, affiancati da trasmissioni televisive e comunicati stampa».

Un grande impegno, libero dai dettami di partito, e finalizzato al coinvolgimento popolare: «Il successo di questo movimento è stato possibile grazie alla partecipazione popolare e soprattutto trasversale che ha coinvolto le più diverse compagini sociali. La straordinarietà di questo risultato risiede anche nell’aver battuto l’astensionismo di televisioni e giornali nazionale che a lungo hanno taciuto sui quesiti.

Evitata la privatizzazione dell’acqua e la nuclearizzazione del Paese, ora i comitati continueranno ad essere attivi e ad impegnarsi su temi quali la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese e in generale sulla tutela dei beni comuni a partire dalle avvertenze che riguardano il territorio coratino».

Soddisfazione anche da parte di Legambiente, in prima linea soprattutto per quanto ha riguardato il “no” al nucleare:

«Nonostante il bavaglio istituzionale, il silenzio delle televisioni, il quorum referendario è stato superato. Nonostante il silenzio di molti mass media e la mancanza di comunicazioni ufficiali, i detrattori del referendum non sono riusciti a fermare la voglia ed il bisogno di cambiamento degli italiani. Nonostante tutto, la partecipazione dei cittadini c’è stata.

Circa 27milioni di italiani hanno voluto far sentire la propria voce riscoprendo forme di comunicazione e di partecipazione antiche, senza mancare di sperimentare anche le nuove e straordinarie potenzialità della rete. Davvero tutti quelli che si sono impegnati in questi mesi per raggiungere questo risultato, possono dire che il Referendum sia stato una grande laboratorio di democrazia, dove ha contato, più delle appartenenze, la consapevolezza che si stava giocando una partita fondamentale per il futuro del nostro Paese. Questo sono stati i comitati referendari diffusi in tutta Italia.

È l’allegra vittoria della democrazia. È davvero in atto un rinnovamento culturale, capace di coinvolgere tutte le generazioni e la classi sociali, in grado di ricostruire pienamente i legami sociali, frantumati da una politica lontana dai bisogni dei cittadini.

A Corato la partecipazione del 58,47 % al referendum, una delle più alte in Provincia di Bari, ci fa ben sperare. È il segno che esiste uno spazio per costruire momenti di partecipazione e di protagonismo sociale in grado di portare aria nuova ed idee nuove per la nostra città.

Ora però, si deve aprire una nuova stagione, ed una nuova e vera politica in grado di mettere al centro il tema dei beni comuni, sulla partecipazione dei cittadini,mediante i vari strumenti democratici e delle rinnovabili.

Su quest’ultimo aspetto, già da tempo ci siamo impegnati con una serie di iniziative a partire dal convegno di Aprile del 2008  sino alla richiesta di approvazione della delibera di Corato Città denuclearizzata più volte reiterata alla quale non abbiamo mai avuto risposta, proprio per parlare di rinnovabili e per sensibilizzare alla loro diffusione.

Accogliamo con favore il programma avviato dall’Amministrazione Comunale di fotovoltaico sui tetti delle scuole che insieme all’impianto di ASIPU, certamente rappresenta la più bella risposta alla creazione di una politica energetica sostenibile che rifiuta il nucleare. Proposte che noi come circolo avevamo pubblicamente avanzato nel 2006 ribadito nel 2008.  

È molto interessante che questo segnale venga proprio da una maggioranza di centro destra, la stessa che voleva realizzare il Nucleare in Italia e che è stata sconfitta dal referendum. Questa vicenda, in verità, dimostra chiaramente a tutti, che rispetto alle bandierine ideologiche, la realtà si sta già muovendo verso un’altra direzione e bene ha fatto la nostra amministrazione ad impegnarsi in questo progetto ed a raccogliere anche la sfida del Patto dei Sindaci.

Sarebbe bello, a questo punto, poter dare un segnale anche simbolico dichiarando ufficialmente : “Corato città declunearizzata e della Pace” dando così seguito alla maggioranza dei coratini che ha voluto respingere con forza il ritorno al nucleare. Nonostante tutto…..»


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