Raddoppio Corato-Ruvo, lavori terminati ma limitazioni fino al 2020

In una nota, la consigliera regionale del M5S Grazia Di Bari, esprime le sue perplessità rispetto alle tempistiche del progetto e annuncia di aver trasmesso a Ferrotramviaria una nota per conoscere le motivazioni per le quali, tra la conclusione dei lavori di raddoppio (22/08/2017) e la Delibera di affidamento del collaudo (29/11/2018), siano passati 15 mesi

Raddoppio Corato-Ruvo, lavori terminati ma limitazioni fino al 2020
La consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Grazia Di Bari

“Nei giorni scorsi è stata aperta la tratta ferroviaria Corato-Ruvo, purtroppo con limitazioni che dureranno fino al 2020. Nonostante il completamento dei lavori per il raddoppio dei binari, ci sarà solo un convoglio che farà da spola tra Corato e Ruvo, su binario singolo, ad una velocità di 50 km/h.

Poi toccherà, chissà quando, alla tratta Andria-Corato. Nel frattempo continuano i disagi per i pendolari, costretti a fare veri e propri viaggi della speranza con corse soppresse all’ultimo minuto e ritardi di ore. come accaduto questa mattina”.

Così la consigliera del M5S Grazia Di Bari che ha inviato una PEC a Ferrotramviaria per conoscere le motivazioni per le quali, tra la conclusione dei lavori di raddoppio (22/08/2017) e la Delibera di affidamento del collaudo (29/11/2018), siano passati 15 mesi.

“Queste opere – continua la pentastellata – che rientrano nel Grande progetto di adeguamento di tutta la tratta Barletta-Bari sarebbero dovute terminare, secondo il cronoprogramma, nel 2015, invece dovremo attendere il 2020 per iniziare a vederle funzionare in maniera completa. Quindi con 5 anni di ritardo, se tutto va bene, i cittadini potranno usufruire del 50% del Grande progetto ferroviario. Nel frattempo, dovranno continuare a viaggiare nelle condizioni che i pendolari ben conoscono e che alcuni politici regionali ignorano o fanno finta di ignorare. In un momento nel quale si dovrebbe lavorare molto più rapidamente per recuperare i ritardi, anche per scongiurare il rischio di una ulteriore perdita di fondi europei, mi sembra assurdo che si proceda ancora con questa lentezza. Se i lavori per questa ferrovia fossero stati eseguiti con metà della velocità e della intensità con cui il presidente Emiliano si sta già muovendo in ogni dove, per fare la sua campagna elettorale, oggi avremmo avuto da noi i treni giapponesi a levitazione magnetica”.

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