“QUORUM sine labe doli”. Tra le quattro mura vince la partecipazione civica

Risultati plebiscitari alla tanto attesa consultazione referendaria : 58,48 % i votanti.

Un cuore, un’urna e l’allegorica scritta “batti quorum”.

Questo uno dei manifesti che maggiormente circolava in città negli ultimi giorni. E il quorum è stato battuto. Surclassato a voler essere precisi. I numeri di Corato, infatti, parlano chiaro : 58,48 % degli elettori si è recato alle urne, superando di circa un punto percentuale la media del territorio nazionale.

Voglia di far sentire la propria voce? Forse. Una (ri)presa di coscienza sui “temi caldi”? Anche. Il dato di fatto è che la coscienza critica dei coratini si è destata dal letargo e come un Bergsoniano “Elan vital” ha spinto l’elettorato a rendersi partecipe della vita legislativa del Paese. A scendere in campo. A far sentire la propria voce.

Se circa la valenza “politica” della consultazione non est disputandum, deve far riflettere il valore “civico” che circa 97% dei SI ha lasciato impresso sul rosso, sul verde, sul giallo e sul grigio delle schede. Sentitosi toccato nelle questioni più vicine alla vita quotidiana, in particolar modo per l’acqua ma senza tralasciare gli altri temi, anche il coratino non ha potuto rinunciare a far sentire la propria voce. Questo il significato celato del referendum se letto in chiave cittadina.

Monitorata in diretta web da “LO STRADONE.it”, l’affluenza dei coratini ha toccato l’apice nella serata di domenica. Il record di affluenze è del 69,97 % ed è stato registrato nella sezione 27 (Don Ciccio Tattoli); il “minimo” relativo nella 26 dello stesso plesso (51.6 %). Tuttavia, numeri a parte, è rilevante il raggiungimento del quorum in tutte le sezioni e, indistintamente, per tutti e quattro i quesiti proposti.

Altra storia per le risposte ai quesiti : come già si poteva notare dai primissimi minuti dopo la chiusura dei seggi grazie alla diretta web, ( visita lo spoglio in diretta cliccando QUI)  si è trattato di un vero e proprio plebiscito. Se, infatti, i voti nulli o le schede bianche erano un po’ ovunque conteggiabili sulle dita di una mano, le risposte negative su due, i totali dei SI schizzavano presto verso le tre cifre.

Epigrafe di questo giorno di svolta nella partecipazione alla vita della res pubblica è, a gran diritto, la dichiarazione di Corrado De Benedittis – responsabile della Caritas di Corato, e fra i primimissimi promotori del comitato (in favore del quale spinse affinchè fosse guidato da “ragazzi” come Vito Conca e Irene Mangano) : « Il dato elettorale, al di sopra della media nazionale, dimostra che c’è stata una grande risposta della società civile, una risposta trasversale agli schieramenti politici classici. E’ la dimostrazione che i comitati referendari hanno lavorato molto bene, guidati da ragazzi giovanissimi, emblemi della nuova società civile. Essi segnano una rigenerazione di una soggettività politica nella nostra città, una nuova generazione che si interessa, partecipa e riesce a parlare al cuore dei cittadini. Questo referendum segna l’inizio di una nuova stagione di contenuti politici. Non è la vittoria o la sconfitta di uno schieramento. La consultazione odierna va vista in prospettiva; dice all’Italia quali sono i pilastri della democrazia : bene comune, tutela dell’ambiente, salute e uguaglianza di tutti i cittadini innanzi alla legge. Questo è il programma politico dell’Italia del XXI secolo rispetto a cui tutte le forse politiche, indistintamente, sono chiamate a confrontarsi ».

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Stradonista dal 2011 e pubblicista dal 2013. Curioso ed esploratore per natura, ama osservare il mondo da un mirino fotografico e narrarlo con la penna. Nato nell'estate 1992, è studente magistrale in ingegneria civile. Vincitore per due volte del Premio "Giornalista di Puglia - Michele Campione" (XIV edizione, 2017 nella sezione cronaca della carta stampata e XV edizione, 2018 nella sezione sport del web).
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