Presentato a Corato Satyrandroide di Gianpaolo Roselli

Satyrandroide riesce come una satira, allegorica e sociale dell’uomo all’alba del terzo millennnio derivante da uno sguardo del tutto esterno, ovvero quello di una macchina provvista di curiosità e sensibilità umane.

satyrandroide corato
Presentato il nuovo romanzo dello scrittore Giapaolo Roselli, Satyrandroide (foto di Aldo Bartollino)

Si è tenuta domenica 31 marzo la presentazione ufficiale del nuovo romanzo, intitolato Satyrandroide, dello scrittore coratino Gianpaolo Roselli.

Svoltosi nella splendida cornice del neo laboratorio di archittettura Lapis, l’evento è stato moderato da Vito Amendolagine.

“Lapis, che nasce come un giovane studio di architettura, frutto della collaborazione di tre architetti locali,– dichiarano le padrone di casa Valentina Di Gennaro, Marilina Nichilo e Nicla Di Bisceglie– è uno spazio pensato anche come un laboratorio aperto a varie sperimentazioni artistiche, e la presentazione di Gianpaolo Roselli ha inaugurato questa veste di contenitore culturale.”

Satyrandroide racconta della storia di un uomo che proviene da molto “lontano”. All’inizio del romanzo è confinato sulla punta della Calabria dove svolge un lavoro che non lo entusiasma e vive le sue giornate con la malinconia per la sua casa e la diffidenza verso ciò che lo circonda. E’ una storia di “destini” che si intrecciano ed è proprio a seguito di vari intrecci che Ulisse, questo il nome del protagonista, finisce per essere ostaggio di un criminale in fuga. Gran parte del romanzo si sviluppa proprio nel rapporto tra questi due personaggi i quali, durante la loro fuga, lungo un sud Italia fatto prevalentemente di borghi e boschi, scopriranno non solo di provenire dallo stesso luogo ma anche di lottare entrambi contro gli stessi demoni. Sono accomunati infatti da un passato travagliato e anche se nella loro vita hanno preso strade diverse, si ritrovano ad un tratto a cercare la medesima salvezza.

E’ un romanzo che tende ad interrogarsi su cosa voglia dire “essere umani” in una società in cui gli individui artificiali, più o meno come i due protagonisti, idealizzano gli uomini, per quello che sono sempre stati, mentre questi ultimi, immersi in un inarrestabile progresso tecnologico, tendono sempre più a trasformarsi in macchine.

La serata, intervallata dalla lettura di alcuni passi e commenti del romanzo, ha visto lo scrittore Gianpaolo Roselli raccontare come è nata l’idea di scrivere questo libro e da dove proviene il titolo ad esso attribuito.

“Il romanzo riesce come una satira, allegorica e sociale dell’uomo all’alba del terzo millennnio- dichiara Gianpaolo- derivante da uno sguardo del tutto esterno, ovvero quello di una macchina provvista di curiosità e sensibilità umane. Il titolo racchiude un po’ questa idea, anche se mi piaceva anche giocare con la cultura classica e chiamare in causa una delle opere più satiriche del mondo romano: il Satyricon di Petronio.

La storia è frutto di un libro letto, di un posto visitato (e tanti sono i posti che mi avranno influenzato), di un’esperienza, o di un momento della mia vita, ma credo che se ti piace raccontare storie prima o poi arrivi al punto di avere qualcosa di grosso da dire, con tutto quanto che bussa alla porta della tua fantasia. Senti insomma che forse sei pronto per mostrare al mondo un pezzettino di una storia che, presa per intera, durerebbe secoli e conoscerebbe intere generazioni di personaggi, come se tutto fosse accaduto realmente.”

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