Premio Leone 2018: “Tutti per uno, uno per tutti!” di Ilaria Scardigno

Vincitore 3° posto della sez. Prosa – scuole medie inferiori

Premio Leone 2018:
Premio Leone 2018: "Tutti per uno, uno per tutti!" di Ilaria Scardigno

LO STRADONE pubblica gli elaborati degli studenti vincitori del Concorso letterario indetto dall’Associazione Culturale “Cataldo Leone” che assegna borse di studio a sostegno degli studenti più meritevoli. 

“Tutti per uno, uno per tutti!” di Ilaria Scardigno

Scuola Imbriani – vincitore 3° posto Premio Leone 2018 sez. Prosa – scuole medie inferiori

Mi chiamo Paola, ho 15 anni e sono una ragazza carina, me lo dicono in molti. Ho i capelli neri, gli occhi chiari e sono abbastanza alta. Mi piace danzare, infatti ballo da quando avevo 5 anni. Nella danza riesco a ritrovare me stessa, è la via di fuga nei momenti più bui della mia vita, mi rende libera, nonostante il mio carattere molto timido e riservato.

Forse è per questo che a scuola mi prendono in giro, per il mio carattere infatti non ho tanti amici, anzi…non ho quasi nessuno intorno a me!

Questa cosa mi rende molto triste perché ho sempre desiderato avere un carattere diverso, più socievole, aperto. Vorrei essere simpatica e divertente per stare con i miei coetanei senza la paura che mi giudichino.

Ogni giorno terno di sentirmi gli occhi puntati addosso in classe e spesso piango, poi mi confido con i miei genitori.

Per fortuna la mia famiglia mi comprende sempre ma mi manca il contatto, la quotidianità con i miei coetanei, non sono invitata a nessun compleanno o a nessun’altra iniziativa dei miei “pseudo amici”.

Un giorno poi è accaduto l’imprevedibile, è successo tutto così velocemente che non ho avuto il tempo di rendermene conto.

Mentre tornavo a casa da scuola, un gruppetto di ragazzi del mio stesso istituto ha cominciato ad inseguirmi ininterrottamente insultandomi e dicendo parolacce, ho continuato il mio cammino e non vedevo l’ora di chiudere la porta di casa alle mie spalle.

All’improvviso uno di loro mi ha lanciato uno zaino addosso facendomi cadere.

Da quel momento ricordo solo parolacce e schiaffi senza nessun motivo.

Quelli che dovevano essere i miei amici, perchè della mia stessa età, continuavano a ridere e a dirmi che con il mio carattere non sarei andata da nessuna parte nella vita e non avrei avuto mai amici. Difendermi era impossibile perché erano cinque contro di me, e contro di me era anche puntato un telefonino che riprendeva tutto…un video di ciò che facevano. Lo avrebbero fatto girare in rete? Allora forse nessuno sarebbe rimasto impunito, pensavo….e intanto tutti avrebbero visto l’umiliazione che stavo subendo.

L’aggressione allora era premeditata, avevano organizzato tutto alla perfezione così da poter realizzare il video. Avevo sentito tanto parlare del cyberbullismo, conoscevo i rischi ma non pensavo potesse capitare proprio a me.

Mille pensieri attraversavano la mia mente e mentre mi perdevo in questi pensieri mi arrivò un calcio così forte da non sentire più la gamba destra. Per il forte dolore persi i sensi e svenni.

Mi risvegliai in ospedale, circondata dalla mia famiglia e dalle cure dei dottori. Un passante, trovandomi svenuta sull’asfalto, chiamò l’ambulanza e mi salvò la vita. La diagnosi dei medici fu dura da accettare, per alcuni mesi non avrei potuto più danzare e così avrei saltato l’audizione di una prestigiosa scuola di ballo a Parigi.

Ero disperata, sola, senza amici e senza ormai la possibilità di realizzare un sogno.

Fu proprio quando ero ormai sopraffatta dalla disperazione che mi giunse una notizia. Il passante che mi aveva salvata era proprio un ragazzo della mia scuola ma più grande, Luca, un ragazzo semplice, timido ma pieno di valori.

A mia madre ha raccontato di avermi vista sull’asfalto agonizzante e che disperato aveva chiamato aiuto. I bulli ormai erano scomparsi spaventati ma lui no, era rimasto lì pronto ad aiutarmi. Non ci conoscevamo molto, ci eravamo solo intravisti durante le assemblee di istituto ma nulla di più.

L’ho invitato a casa una volta guarita, abbiamo parlato, scherzato e così entrambi ci siamo conosciuti.

Mi ha fatto conoscere il suo gruppo di amici, un gruppo vario, ricco, con l’idea del “tutti per uno, uno per tutti”.

È vero, essere amici non vuol dire andare sempre d’accordo o approvare tutte le scelte o le parole o intenzioni di un amico, questo sarebbe impossibile perché cio’ che dico o penso non sempre può andare a genio a tutti, ma il rispetto per la diversità di ogni genere va sempre al primo posto.

Mi rendo conto che se pur l’amicizia sia uno dei valori più importanti della mia vita, è anche uno dei più difficili da gestire, ma sempre meglio gestire l’amicizia che la solitudine.

Con loro mi sono sentita subito protetta, ognuno di noi è portatore della propria personalità, della propria individualità e ciò ci rende unici ed inimitabili…io sono unica ed inimitabile.

Finalmente lo ammetto a me stessa, VALGO nonostante i mille difetti, VALGO e con la forza dell’amicizia ce la posso fare.

Ore e ore di terapia per la riabilitazione non mi abbattono, c’è Gabriella, fidanzata di Luca che mi incoraggia, mi accompagna in palestra e segue i progressi della mia gamba. Un bel giorno ritornerò in pista, la musica mi farà volare sulle ali della libertà e tutto rimarrà solo un brutto ricordo.

Il video girato dai bulli è stato cancellato, Luca aiutato dal suo papà carabiniere ha provveduto a tutto. I bulli sono stati puniti, e sapete come? Sono stati da me invitati ad assistere al mio balletto eseguito alla Scala di Milano.

Sì li ho invitati proprio io, ho pagato loro biglietto e viaggio, ci tenevo alla loro presenza. Sembro strana lo so, ma il perdono fa parte dei miei valori e non potevo non farlo.

Hanno assistito alla mia leggiadria nei movimenti con le lacrime agli occhi, hanno pianto lacrime di pentimento.

La vita è unica e una sola, non va sprecata. Hanno ammesso l’errore e ora nel loro gruppo ci sono anch’io con Luca, Gabriella e gli altri.

Siamo molto uniti e aiutiamo i ragazzi in difficoltà. Proprio gli ex “cattivi” hanno indetto un’assemblea a scuola in cui hanno parlato della loro pessima azione, hanno raccontato davanti ai professori e al preside tutta la cattiveria che hanno scaraventato contro di me e di come poi, io li ho perdonati.

Hanno parlato di integrazione in ogni luogo, partendo dalla scuola intesa come la loro e nostra seconda famiglia, perché l’altro anche se non è uguale a noi ha sicuramente la nostra stessa dignità umana e merita rispetto.

Purtroppo il bullismo e il cyberbullismo sono ancora presenti e tante sono le vittime che miete ogni anno ma partiamo da noi stessi, dai nostri valori, da quello che più sogniamo per il nostro futuro.

Nella mia nuova comitiva siamo tanti ma siamo una forza unica…l’unione fa la forza…questo il nostro motto.

 

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