Premio Leone 2017: “Noi e i beni della terra” di Sara Patruno

Seconda classificata per la sezione Ambiente – scuole medie inferiori.

Premio Leone 2017.
Premio Leone 2017.

LO STRADONE pubblica gli elaborati degli studenti vincitori del Concorso letterario indetto dall’Associazione Culturale “Cataldo Leone” che assegna borse di studio a sostegno degli studenti più meritevoli. Nel 2017 l’VIII Edizione del Concorso è stata dedicata a Antonietta Bruno e Orazio Caputo.

“Noi e i beni della terra” di Sara Patruno

Scuola media “Santarella” di Corato  – 2° Premio Leone 2017 sez. Ambiente – scuole medie inferiori

Moltissimi di noi sembrano in apprensione per il pianeta, però nessuno sembra disposto a modificare il proprio stile di vita. Purtroppo sembra essersi spezzato il legame solidale tra l’uomo e la natura: da un lato, non siamo capaci di meravigliarci di fronte alla drammaticità di alcuni messaggi che provengono dalla terra; dall’altro, abbiamo perso la capacità di stupirci, di sentire la ricchezza che c’è dentro ciascun essere vivente. Noi dovremmo sentirci come un “albero”: dobbiamo sentire che le nostre radici sono qui, perché queste ci alimentano, ci rendono solidi e ci fanno crescere.

L’albero rappresenta, fin dai tempi più antichi, il simbolo e l’espressione della vita, dell’equilibrio e della saggezza. Ogni albero è la dimora segreta di mille creature. Ogni albero sprigiona colori e profumi sconosciuti in ogni ora del giorno e della notte e nelle varie stagioni. Anche dopo la morte i ceppi offrono asilo e nutrimento alla più varia, ricca e preziosa comunità vivente. Ogni albero racchiude una storia, un mistero, una memoria del passato e offre ispirazione e creatività a quelli che lo guardano con occhio giovane, libero e aperto. L’albero ha dato moltissimo all’umanità, nel corso della sua lunga storia: forse ègiunto il tempo di contraccambiarlo con affetto e generosità, perché pochi hanno il cuore, l’intelligenza e la dedizione necessarie per salvarli, custodirli e piantarli.

Noi continuiamo a modificare lo spazio naturale che ci circonda e lo riorganizziamo, per adattarlo alle nostre esigenze, per farlo nostro, per non sentirci estranei in esso, per vivervi comodamente e svolgervi le nostre attività, perché molti di noi, donne e uomini delle città non possono fare a meno di stabilire un contatto frequente con quanto la terra offre? Noi abbiamo un rapporto particolare con il nostro territorio, un rapporto di territorialità personale. Relazioni non solo sentimentali ma esistenziali, che legano per sempre ognuno di noi allo spazio nel quale e con il quale siamo vissuti e cresciuti, camminando insieme nella storia. Una territorialità personale che ci fa sentire a nostro agio quando torniamo in quel luogo, perché lì troviamo la nostra storia, per il puro piacere di sentirsi esistere, grazie al contatto con cose ed esseri viventi, perché avvertiamo il richiamo di campagne, colline, boschi, valli, montagne, pianure, litorali.

Quindi il territorio rappresenta per noi un bene ambientale, un bene del cui valore non sempre ci rendiamo conto. Alla comprensione e all’amore per il nostro luogo dobbiamo aggiungere la comprensione e l’amore per i luoghi di tutti gli esseri umani, per il mondo.

I comportamenti di ognuno di noi hanno quindi effetti, positivi o negativi, su tutto il sistema, poiché ognuno, nel suo piccolo, è parte attiva del sistema e responsabile diogni sua azione. Se si comprende questo, si comprendono anche le responsabilità che noi esseri umani abbiamo nei confronti dell’ambiente. Solo se si attribuisce valore a qualcosa, ci si pone il problema della sua conservazione, salvaguardia e soprattutto valorizzazione.

Ma è ancora possibile un ritorno alla cultura, all’amore, alla fede dell’albero e della foresta, con la forza, la verità e l’ispirazione che solo la natura può dare? Se l’educazione mira a prendersi cura della propria umanità e delle dimensioni interiori, potremmo imparare anche noi ad avere una coscienza sensibile verso la natura. Solo da coscienze sensibili può partire un atteggiamento non avido, ma responsabile, solidale e rispettoso verso i beni della terra. In questo modo è possibile sentirci cittadini del mondo, protagonisti responsabili verso la natura.

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