Piazze, immaginiamo la Corato del futuro

Immaginiamo la Corato del futuro riflettendo con gli architetti coratini Pasquale Lobascio, Marilina Nichilo e Valentina Di Gennaro

Osservando ed analizzando l’excursus evolutivo del sistema piazza, dai primi esempi di agorà greca e del foro romano, passando per le piazze medievali incastonate nei tessuti urbani dei centri antichi, attraversando le meravigliose architetture rinascimentali e barocche, le tipologie dell’Illuminismo, del Romanticismo e del Novecento, sino ad arrivare all’età contemporanea è possibile evidenziare come nella fase odierna si stia sempre più accentuando la discrasia, l’allontanamento, la graduale perdita della funzione sociale, religiosa, pubblica, politica e funzionale della piazza stessa.”- dichiara l’architetto coratino Pasquale Lobascio.

Alla luce di ciò Lo Stradone riporta al centro del dibattito culturale i temi dell’architettura, dedicando uno spazio per dibattere e approfondire il tema delle piazze e dei luoghi abbandonati, affinchè possano essere proposte iniziative che possano risvegliarne il cuore.

Così, con l’aiuto degli architetti coratini Pasquale Lobascio, Marilina Nichilo e Valentina Di Gennaro ci siamo interrogati sul futuro delle nostre piazze, ripercorrendo il loro passato.

La piazza dei nostri giorni mira a diventare sempre più telematica. George Hersey affermava che la piazza custodisce un significato nascosto, ossia il dialogo che lo spazio aperto ha con il passato remoto e i cambiamenti che lo hanno portato ad una trasformazione della matrice originaria. Talvolta si è verificato che gli interventi di rigenerazione urbana siano stati solo di natura cosmetica.”- affermano gli architetti- “I temi su cui intendiamo soffermare la nostra attenzione sono vari e cercano di farsi portavoce degli sviluppi futuri della società. Ci rivolgiamo alla scienza, all’ecologia urbana, alle arti e alla tecnologia. Bisogna allontanarsi dal concetto di piazza come sinonimo di decoro, ma vedere la piazza come spazio sociale da rivalutare. La nostra riflessione si incentra su una visione delle piazze ricche di opere d’arte, in cui siano avviate iniziative culturali che diano loro un significato. Piazze come foreste incantate, dalla pelle effimera e mutevole in grado di cambiare con il passaggio delle stagioni, piazze reali che diventano virtuali, dove la tecnologia, l’astronomia e i giochi di luce dominino momentaneamente la realtà. Sogniamo questo per il nostro paese, confidiamo nella cooperazione tra i vari settori artistici e culturali di Corato.”

Per saperne di più: approfondimento sul numero di Novembre de Lo Stradone, il Giornale di Corato.

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