Piazza Abbazia per una sera luogo del ricordo di Viktor

In memoria del giovane albanese ucciso a Corato

Largo Abbazia 1 agosto 2019 in ricordo di Viktor si lanciano palloncini
Ieri in Largo Abbazia in ricordo di Viktor_A cura di Bruno Cappelli

Non è stato per un lieto evento che una piccola folla di cittadini si è riunita stasera in piazza Abbazia. Un anno fa infatti veniva assassinato in quel luogo storico il giovane Victorian Picaku di 24 anni, Tori com’era chiamato dagli amici e come dopo la sua morte lo hanno conosciuto i coratini. Ucciso da un altro giovane, un 21enne che, con la complicità di un amico, gli ha sparato cinque colpi di pistola per “motivi passionali” -il corteggiamento di una ragazza- in una serata d’estate davanti a ragazzi e famiglie. Un fatto di violenza eseguito con le modalità di un esecuzione criminale: l’assassino ha sparato a sangue freddo sul giovane disarmato, lasciandolo ai piedi dell’arco di piazza Abbazia.

Per commemorare la sua morte si è tenuta la manifestazione “In memoria di Tori” promossa dalla comunità albanese, di cui il ragazzo faceva parte, e dal consigliere De Benedittis. Tra i presenti, nella folla, anche i consiglieri comunali Vito Bovino e Niccolò Longo. Epicentro dell’evento -preceduto da una messa in Duomo cui hanno partecipato anche i tre consiglieri- è stato proprio l’arco che ha visto il giovane morire. Qui sono stati deposti fiori, a nome della città e dei parenti e qui la madre del giovane, venuta appositamente dall’Albania, ha ricordato suo figlio, commossa ma con voce ferma, in albanese tradotto istantaneamente, e ha ringraziato i coratini che aiutarono a far tornare il corpo in Albania, perché fosse sepolto nel suo Paese di origine.

Anche la comunità coratina albanese ha lasciato un suo pensiero per il giovane. Una sorta di preghiera laica affidata alle parole di Xhenia Filari: “Viktor la tua scomparsa un anno fa ci ha lasciato una scia di dolore. Siamo riuniti qui per ricordare insieme la bella persona che eri e che sei, il tuo entusiasmo, la tua grinta, la tua generosità e il tuo altruismo. Nessuno avrebbe mai pensato che saresti diventato un angelo. Tutto ciò che resta di te è racchiuso nei ricordi e i ricordi sono l’arma più potente fra tutte e nessuno è in grado di cancellarli,  il bene più prezioso del tempo che fugge”.   Ed è proprio l’esercizio della memoria e del ricordo il fine della commemorazione, perché se è vero che “una vita che si spegne troppo presto toglie un po’ di futuro e di fiducia a tutti” è anche vero che “ricordare te Viktor, dire due parole può essere una strada per superare la sensazione di impotenza davanti alle ingiustizie”.

Il ricordo e il lutto sono componenti fondamentali della vita degli uomini in quanto individui e degli uomini in quanto comunità. Ed è proprio il richiamo alla memoria e al senso della comunità che ha animato il discorso del consigliere De Benedittis, che ha fatto seguito alle parole della comunità albanese. Il consigliere ha espresso la vicinanza delle istituzioni cittadine alla famiglia del giovane e alla comunità albanese: “L’anno scorso non c’è stato un momento in cui la città si è fermata e questa è stata un enorme mancanza. Il giorno dopo continuava l’estate Coratina come se niente fosse, dobbiamo riscattare le istituzioni da questa enorme mancanza ed è quello che stiamo facendo oggi”. Ma la “redenzione” della comunità e delle istituzioni non deve essere una facciata: “Dobbiamo riflettere sulla situazione sociale della nostra città -ha continuato De Benedittis.- Se un ragazzo viene assassinato per niente c’è un tessuto sociale malato su cui è necessario intervenire con forza. Siamo invece di fronte ad una situazione in cui non interviene nessuno, nemmeno le istituzioni  malate, una città che va alla deriva, una morte violenta a cui dobbiamo dare una risposta perché non si ripeta mai più, grazie Viktor”.

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