Periferie di Corato, una proposta per portare cultura

Un progetto da costruire insieme, per offrire opportunità di nuove relazioni e crescita a quei ragazzi che vivono privi di interessi e motivazioni

Periferie di Corato, una proposta per portare cultura
Periferie di Corato, una proposta per portare cultura

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di una nostra affezionata lettrice, Lucia Scarnera, che attraverso una rete di persone, vorrebbe dar vita, nelle periferie di Corato, ad un progetto culturale che possa offrire opportunità di nuove relazioni e crescita a quei ragazzi che vivono privi di interessi e motivazioni.

«Eros Ramazzotti in una canzone di diversi anni fa cantava: “Io mi chiamo Nino e ho 10 anni \ vivo in più di mille periferie \ ho parenti neri, bianchi e gialli e ogni giorno subisco soverchierie \ La mia storia è un grido su bocche mute \ una di quelle storie taciute \ io mi chiamo Nino e tu devi ascoltarmi \ è da quando esisto che su di me\ alzano la voce e anche le mani \ il male che fa dentro tu non sai quant’è…”.

Il testo di questo brano musicale è un pugno nello stomaco per chi conosce i problemi delle periferie dove ci sono ragazzi che trascorrono il loro tempo sulle strade, senza avere la possibilità di praticare sport e di ritrovarsi in ambienti accoglienti e stimolanti.

Frequentano la scuola saltuariamente privi di interesse e motivazioni, alcuni non hanno conseguito nemmeno la licenza di scuola media. Sono a rischio devianza senza averne consapevolezza e strumenti per difendersi.

Quando la cronaca registra il comportamento di ragazzi adolescenti che scaricano la loro rabbia su vittime casuali e sulle cose, si discute sulla crisi della famiglia, sulla perdita dei valori, sulla scuola inadeguata, sulle altre agenzie educative e sull’assenza delle istituzioni locali.

Gli opinionisti si dilungano in analisi ma i progetti fattibili per contrastare l’ignoranza non prendono il via.

Finito il dibattito, tutto rimane come prima in acque ferme, dimenticando che le periferie sono luoghi di emarginazione e povertà, invisibili, dove bisognerebbe portare un po’ di BELLEZZA e CULTURA.

A Matera si diffonde la cultura con un BIBLIOMOTOCARRO portato nelle strade da un uomo che crede nella cultura. Bambini e ragazzi per curiosità si avvicinano, ascoltano, chiedono e ricevono libri. È con i piccoli passi che si inizia un percorso di innovazione e riqualificazione.

Una rete di persone che credono nel valore della cultura potrebbero elaborare progetti per attività sportive, per un laboratorio di ascolto musicale, per la proiezione di qualche buon film, per uno spettacolo di burattini per i più piccoli, per attività teatrali…

Uno di questi progetti potrebbe essere occasione di incontro e conoscenza di ragazzi lasciati nelle strade e dalla conoscenza nascerebbero relazioni.

Mettendo INSIEME proposte, competenze, risorse economiche, bussando alla porta di imprenditori piccoli e grandi, si potrebbero trovare un po’ di risorse economiche per avviare un mini progetto.

INSIEME si può! Un altro grande supporto potrebbe essere dato da un oratorio sul tipo dei Salesiani. Tutto questo per allontanare dalla strada “Nino” che continua a dire nel silenzio “io mi chiamo Nino e ho dieci anni. Vivo nelle periferie e tu devi ascoltarmi”.

Adoperarsi per rispondere a questa richiesta di aiuto è una opportunità per tutti».

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Una bella proposta. Mi permetto di dire che occorrono alcuni ingredienti difficili da rinvenire in questi tempi e nelle nostre periferie: 1. Spazi adeguati. Abbiamo ampie zone residenziali (anche di edilizia popolare) prive di luoghi di aggregazione, di luoghi pubblici o comunque accessibili. E se in estate si può fare (pur con molte difficoltà) l’oratorio o altre iniziative per strada, questa mancanza diventa un grosso problema in inverno, con freddo e intemperie. 2. Competenze. Molte situazioni richiedono delle competenze specifiche in ambito educativo: non sono pochi quei ragazzi “difficili” a cui non basta la buona volontà di tanti educatori generosi… Leggi il resto »