Perché le donne non possono partecipare al Tour de France?

Il fatto che oggi una competizione come il Tour non sia accessibile alle donne non gioca a favore dello sport, che dovrebbe essere accessibile a tutti senza discriminazioni di genere o di sorta

Perché le donne non possono partecipare al Tour de France?
Tour de France

Per gli appassionati di ciclismo luglio è il mese del Tour de France. Come ogni anno anche nel 2018 i ciclisti professionisti di tutto il mondo si sono dati appuntamento sulle strade francesi per contendersi la celebre maglia gialla e ovviamente la vittoria finale della corsa. Nell’edizione di quest’anno, il favore dei bookmakers era tutto per i ciclisti inglesi come Chris Froome e Gerain Thomas, che infatti è risultato vincitore.

La competizione si è svolta per la prima volta nel 1903 e da allora è stata organizzata tutti gli anni (ad eccezione dei periodi bellici), risultando così una delle corse più antiche in assoluto. Di sicuro la “Gran Boucle” – così è soprannominata – è la più prestigiosa tra i “grandi giri” che comprendono il Giro d’Italia e la Vuelta di Spagna. La competizione dura circa tre settimane e si svolge su un percorso ogni volta diverso attraverso tutto il territorio della Francia e dei Paesi confinanti, con il tradizionale arrivo a Parigi.

Per i ciclisti si tratta di una competizione molto impegnativa dal punto di vista fisico. Infatti, ogni giorno – ad eccezione dei giorni di riposo – sono previsti centinaia di chilometri da percorrere nel minor tempo possibile. Purtroppo, al pari di altre competizioni internazionali, non sono mancati nella storia episodi di doping, alcuni di questi molto famosi come quello del vincitore di sette Tour, Lance Armstrong, al quale sono stati ritirati tutti i titoli.

Il Tour per come lo conosciamo oggi è una competizione maschile, ma non sono mancate delle edizioni riservate anche alle donne. La prima edizione femminile in assoluto risale al 1955, ma l’evento non ebbe seguito fino agli anni ’80. Nel 1984, fu organizzata una versione riservata alle donne che si disputò parallelamente al Tour maschile. Il Tour femminile fu organizzato con cadenza annuale fino al 1989 e la lunghezza fu via via ridotta portandola dalle originali tre settimane a due. A partire dal 1990 la competizione si staccò dal Tour maschile e fu disputata a settembre per tre edizioni, fino al 1993. A partire dal 1992 fu creata la corsa a tappe chiamata “Tour Cycliste Féminine” che si è tenuta con regolarità fino al 2009, anno in cui la competizione fu annullata a seguito di difficoltà organizzative.

Il fatto che oggi una competizione come il Tour de France non sia accessibile alle donne non gioca a favore dello sport, che dovrebbe essere accessibile a tutti senza discriminazioni di genere o di sorta. Sebbene la versione femminile abbia sempre avuto una visibilità inferiore rispetto al Tour riservato agli uomini, si tratterebbe in ogni caso della più prestigiosa competizione riservata alle cicliste di tutto il mondo. Una competizione che potrebbe dare maggiore visibilità e prestigio al Tour stesso. Negli ultimi anni, comunque, sono state avanzate delle proposte e progetti pilota per una corsa al femminile, come quello organizzato nel 2014.

Non sappiamo se il Tour de France sarà ancora aperto alle donne in futuro, ma in ogni caso una scelta di questo tipo da parte dell’Unione Ciclistica Internazionale farebbe bene non solo al ciclismo, ma alle competizioni sportive in generale.

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