Il candidato sindaco non eletto, ingegnere Claudio Amorese, ci lascia. Con eleganza comunica “di non accettare la carica di Consigliere Comunale”. Qualcosa avevamo già inteso delle sue intenzioni. Quando chiedendogli di intervenire sul tema della Via Francigena, non avevamo poi ricevuto alcun contributo da parte sua. In un comunicato stampa Amorese annuncia le sue dimissioni e non nasconde la sua amarezza: “Aver partecipato all’ultima competizione elettorale è stata un’esperienza che sono contento di aver vissuto. Mi è stato chiesto di mettere a disposizione della Città le mie competenze, le mie esperienze e la mia professionalità all’interno di un progetto finalizzato a innovarla, con l’obiettivo di renderla efficiente, pulita, sicura e competitiva. La maggioranza dei miei concittadini ha preferito, sia direttamente esprimendo il voto, sia indirettamente, astenendosi, tenere in piedi il modello politico degli ultimi decenni, che, evidentemente, è ancora apprezzato”.

E dunque Amorese che fa? Se ne va. E lo giustifica anche:

“Da tecnico prestato alla politica, non essendo militante in alcun partito e volendo rimanere, almeno in questo momento, autonomo ed equidistante dalle parti politiche in campo ho maturato la decisione di non accettare la carica di Consigliere Comunale.  Questa decisione non vuole in alcun modo sottovalutare tale ruolo, che seppure di minoranza, rimane rilevante per la vita politica, anche di un Paese di Provincia come il nostro, ma che mal si concilia con chi, come me, è lontano dalla politica militante e, per il momento, intende rimanerci”.

Poi promette: “Il mio progetto e le mie idee restano a disposizione di chi vorrà metterle in atto in toto o in parte: a loro dedicherò tutte le energie necessarie e il tempo che mi sarà chiesto”. E infine, augurando buon lavoro al nuovo Sindaco e alla sua ancora fantomatica Giunta, ringrazia “tutti i cittadini che hanno creduto nel mio progetto e nella mia persona, tutti i candidati al Consiglio Comunale nelle mie liste per il loro impegno e tutte le forze politiche che mi hanno sostenuto con lealtà durante tutta la campagna elettorale”.

Una specie di tragicommedia. Solo le lacrime ci vengono risparmiate. Ogni scelta va rispettata, naturalmente, ma con la sua scelta Amorese rischia di disattendere le aspettative dei suoi elettori che hanno partecipato come gli altri con passione alla competizione elettorale. Amorese ha la sua attività professionale da seguire. Bastava dirlo prima con chiarezza: lascerò momentaneamente la mia attività per fare il Sindaco di Corato. Se non dovessi diventarlo, rinuncerò al mandato da consigliere. Questo si doveva dire agli elettori. E chissà, forse una simile dichiarazione avrebbe rafforzato la sua candidatura.

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