Paolo Strippoli realizza il primo film su Instagram Stories

"Senza tenere premuto" del regista coratino Paolo Strippoli si prospetta il corto più rivoluzionario dell'anno, girato interamente su Instagram Stories

paolo strippoli corato
Senza tenere premuto, il primo corto del regista coratino Paolo Strippoli

È del giovane regista coratino Paolo Strippoli il primo film realizzato, interamente su Instagram.

Oggi, Instagram è la quarta App più utilizzata del mondo, dopo Youtube, Facebook e Whatsapp. Prevede all’incirca 500 milioni di utenti giornalieri che postano, in media 95 milioni di post al giorno. 400 milioni utilizzano Instagram Stories. L’App fa parte del nostro quotidiano: dalla tavola al guardaroba, dai panorami ai video in macchina con sottofondo una canzone. Dal letto alla valigia. A casa, in viaggio, da soli e in compagnia. Sempre con noi. A volte sembra quasi che sia addirittura la nostra realtà a plasmarsi secondo le sue regole e le sue dinamiche.

Senza tenere premuto, questo il titolo del cortometraggio, è una sequenza di stories di 13 minuti, scanditi dalla linea tratteggiata che, sul social network, segnala il passaggio da un video a quello successivo. Riprese da IPhone rigorosamente in verticale, modificate con filtri, stickers e gif tipici della piattaforma social più usata negli ultimi tempi. La scelta del titolo deriva da una funzione dell’App introdotta nel 2017, grazie alla quale si può filmare senza schiacciare continuamente il pulsante centrale.

La trama racconta di Chiara Mancuso, o meglio @iamchiaramancuso interpretata da Chiara Vinci, una bella ragazza che frequenta l’università, si scatena in discoteca e pranza con le amiche documentando ogni attimo della sua vita sul suo profilo Instagram. All’improvviso, una sera, perde il suo smartphone e questo la porterà ad entrare in paranoia, tornerà a casa a piedi e si divincolerà da un molestatore. Tutto senza accorgersi che qualcuno la sta seguendo. E filmando. Così, al sua vita da vanitosa di quartiere si tingerà di noir.

Il progetto, che si prospetta il corto più rivoluzionario dell’anno è stato realizzato dal giovane regista Strippoli da poco diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e reduce da riconoscimenti importanti come quello vinto al Festival del Cinema Europeo di Lecce con il corto “Fine D’Estate” e la partecipazione al Festival del Cinema di Roma con Nessun Dorma. Ora punta a Cannes.

Senza Tenere premuto ha come protagonisti Chiara Vinci, Chiara Aquaro, Ladislao Liverani, Daniele Mariani, scritto da Salvatore de Chirico e Paolo Strippoli, prodotto da Francesca Andriani e Guglielmo D’Avanzo per 10D Film con Carlotta Galleni per AG Business & Services, in associazione con P&CO. Distribuzione festivaliera: Premiere Film.

Come nasce questa idea “alternativa” di girare un corto?

Tempo fa sono tornato al Centro Sperimentale di Cinematografia (dove mi sono diplomato) per seguire una lezione di Storia del Cinema. Mentre vedevamo un vecchio film di De Santis (Roma ore 11, mi sembra) ho notato che gran parte dei nuovi allievi sfogliavano in continuazione (e di nascosto) le storie Instagram sulla loro bacheca. Lì ho capito che una narrazione classica difficilmente può esercitare lo stesso fascino di quelle immagini così veloci e colorate, su un ragazzo nato a cavallo del duemila – e non solo -, sia pure uno studente di cinema. È così, forse è anche un po’ triste, ma ci hanno abituato all’immediatezza.

Se da una parte la cosa mi sta un po’ antipatica, dall’altra ho pensato che quelle immagini rapide potessero diventare un nuovo linguaggio narrativo. Così una mattina d’estate, mentre eravamo al mare, io e un gruppo di amici abbiamo cominciato a immaginare una storia da raccontare in quel modo, anche solo per vedere se fosse possibile farlo.

Qual è il messaggio che avete intenzione di trasmettere a chi usa, spesso abusa di Instagram?

Io abuso di Instagram. Quindi forse non sono proprio la persona più adatta per lanciare un messaggio (ride, ndr). Però una cosa la dico: bisogna essere se stessi, nella vita e sui social (che oggi sono una vera e propria estensione della vita stessa); altrimenti si rischia di rimanere intrappolati in un’identità virtuale.

In una realtà che ci vede risucchiati dai social network, credi che faccia più paura essere spiati o perdere il cellulare in cui ormai racchiudiamo i nostri più reconditi segreti?

Perdere il cellulare nel 2019 è sicuramente un brutto colpo, ma non scherziamo, essere spiati è qualcosa che ci spaventa dalla notte dei tempi. Tuttavia, oggi ci fa paura anche perché venire spiati vuol dire perdere il controllo della propria immagine, essere osservati nella nostra incarnazione più fragile, nei nostri difetti e nelle nostre brutture, quelle che nessuno vorrebbe mai svelare ai propri “follower”.

A cosa ti sei ispirato in particolar modo per la realizzazione del corto?

Al cinema di Michael Haneke e all’horror voyeuristico italiano degli anni 70-80 (Dario Argento, per fare un nome a caso). Ma ad aver ispirato me e Salvatore (de Chirico, con cui ho scritto il corto), sono state soprattutto certe ragazze che abbiamo seguito su Instagram appositamente, creando un profilo falso, per studiarne le storie e usarle per costruire la nostra protagonista: Chiara Mancuso, nome utente @iamchiaramancuso. Si trattava di studentesse, carine e ricche che si comportano come influencer e magari non hanno neanche un gran numero di follower. Abbiamo replicato le loro storie reali, attenuandole però rispetto alla triste realtà, perchè purtroppo le vere Chiara Mancuso sono più snob del personaggio: si lasciavano sfuggire affermazioni classiste che avrebbero reso più sgradevole la protagonista.

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