Ostuni e Ugento, domenica di podi per i ciclisti coratini

Giaconella a podio ad Ostuni

È mancata “soltanto” la vittoria. Ma per il resto la prima domenica di aprile è da incorniciare per i ciclisti coratini. Nel giorno del Fiandre la popolazione ciclistica coratina si è divisa equamente tra strada e mountain-bike, tra Ostuni (2^ tappa del Giro dell’Arcobaleno) e Torre San Giovanni di Ugento (1° appuntamento del tour dei Parchi Naturali), riportando in entrambi gli scenari due risultati di assoluto rilevo in classifica generale. Antonio Giaconella (ASD Pedale Elettrico) ha conquistato l’argento sul circuito dei mondiali 1976, mentre Yan Pastushenko (Team Eurobike) ha portato i colori coratini sul terzo gradino del podio

A Torre San Giovanni, sul rettifilo d’arrivo della salentina pista internazionale di karting, famosa in tutto il mondo per le corse motoristiche, l’ucraino dell’Eurobike ha battuto in uno sprint serratissimo, quasi motociclistico, il campano Luigi Ferritto, conquistando il gradino più basso del podio della Marathon del Salento. Su un altro pianeta i due prof del team Trek-Selle San Marco Marco Tecchio e Damiano Ferraro, rispettivamente primo e secondo, che hanno staccato gli inseguitori di 4 minuti esatti. Pastushenko e Ferritto sono stati quindi i primi dei “terrestri”, protagonisti di una gara ad alta intensità sugli splendidi lungomari salentini, su e giù per i boschetti di macchia mediterranea, giù a capofitto nei brevi ma intensi single-track. «I primi 20 km insieme, poi sul single track i due della Trek sono andati via – racconta un Maurizio Carrer visibilmente soddisfatto – Ma Yan e Vito Muciaccia si sono comportati benissimo, gestendo le energie per contendere il podio a Ferritto, che si è trovato chiuso a tenaglia. L’inizio è ottimo, la vittoria è nel mirino» Tra i nero verde vestiti pregevolissimo, per l’appunto, è il quinto posto di Vito Muciaccia, che precede il primo vincitore 2017 dell’Iron Bike, Mino Ceci. Appuntamento con le ruote grasse a domenica 9, per il memorial Del Vecchio presso l’agriturismo Sansanello. Con queste premesse lo spettacolo è assicurato e, se i vecchi proverbi hanno la vista lunga, “chi ben comincia è a metà dell’opera”.

Corsa ricca di colpi di scena, in particolare nel finale, la classicissima Gran Fondo dei Mondiali ’76. Nel giorno del Fiandre il ciclismo amatoriale pugliese, questa volta quello su strada, ha fatto tappa ad Ostuni, per la seconda gara del Giro dell’Arcobaleno, su un tracciato altamente tecnico e spettacolare che ricalca interamente il circuito che vestì il belga Freddy Maertens con la maglia iridata.

Uno dei due podi di giornata: Giaconella a Ostuni con la maglia del Pedale Elettrico
Uno dei due podi di giornata: Giaconella a Ostuni con la maglia del Pedale Elettrico

Grande protagonista della corsa il coratino Antonio Giaconella, in forze al team Pedale Elettrico, guidati da Antonio Giaconella, partito con i favori del pronostico per via di un percorso particolarmente idoneo alle sue caratteristiche. 700 i partenti per i 1600 metri di dislivello spalmati su 143 km, ovvero quattro giri delle strade dei mondiali ’76 tra Ostuni, Carovigno e la valle d’Itria. Una corsa velocissima (40 all’ora di media) ed estremamente tesa, che non ha risparmiato infatti clamorosi colpi di scena.

Controllo in gruppo per tutto il primo giro, con un timido tentativo di fuga a sei; poi sul secondo passaggio sulla panoramica di Ostuni (un km al 10%) Giaconella ha preso l’iniziativa per tentare la sortita di un gruppetto e ricucire coi fuggitivi. Tentativo che riesce, ma il gruppetto si snellisce alla deviazione corto/lungo. Una fuga di tutto rispetto quella di cui faceva parte Giaconella: con lui c’erano infatti tutti i favoriti della vigilia, nomi del calibro di Romolo Gentile, Ciro Greco, Stefano Miniello, Stefano Ciccarese e Piero Zizzi. Di comune accordo il gruppo è arrivato all’erta finale lunga 1,5 km. Poi si è scatenata la bagarre. Il portacolori del Pedale Elettrico anticipa, consapevole di aver dato troppo e di non reggere un lungo sprint. Ma la fatica si fa sentire e cede presto lo scettro a Gentile, Greco e Ciccarese.

La caduta all'arrivo immortalata da Luigi D'Arcangelo
La caduta all’arrivo immortalata da Luigi D’Arcangelo

I tre imboccano il rettilineo finale, ma l’epilogo non è elegante come la sfida del ’76 Moser-Maertens: a venti metri dall’arrivo, per cause ancora da accertare (probabilmente per un incauto cambio di direzione) Gentile e Greco si scontrano e rovinano contro le transenne in una spettacolare ma rischiosissima caduta. Ciccarese si ritrova così a transitare per primo e dopo qualche secondo un incredulo Giaconella conquista la seconda posizione del podio. «Sono cose che possono capitare, molto comuni nel ciclismo  – ha osservato Giaconella in un parallelismo con l’incredibile incauta carambola di Sagan al Fiandre 2017 – ma posso dire che carambola a parte, ho dimostrato con la mia condotta di gara di essermelo guadagnato. Appuntamento alla prossima, più motivato che mai».

Piero Bongallino sulla pedana della cronometro di Cervia
Piero Bongallino sulla pedana della cronometro di Cervia

Una nota particolare dal nord Italia merita rilievo: il portacolori dell’Eurobike Piero Bongallino ha conquistato un pregevole 5° posto assoluto e primo della sua categoria nella cronometro-kermesse di apertura della Gran Fondo Internazionale di Cervia. La crono individuale aveva la finalità di consentire la partenza nella primissima griglia, una sorta di prove ufficiali della Formula 1. 2 km andata e ritorno a tutta, 125 atleti partenti. Bongallino ha chiuso in 1’43” a soli 6″ dal vincitore, un risultato ancora più significativo se si considera che è stato ottenuto non con una bicicletta da cronometro, ma con un normalissimo velocipede da corsa, prestazione che gli ha concesso di partire il giorno dopo dalla 4272^ alla 274^ posizione.

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