Open Day Onda D’urto – Uniti contro il cancro: «Occorre un registro tumori anche a Corato»

onda d'urto (3)«Prima di iniziare il nostro intervento vorrei mostrarvi i quattro protagonisti seduti davanti a voi: un orsacchiotto, un bastone, un grembiule di una mamma e delle scarpe da ginnastica di una persona giovane. Sono dei simboli che rappresentano gli ultimi quattro casi di morti per tumore a Corato. Perché questa malattia non guarda in faccia a nessuno e colpisce a qualsiasi età». Ha esordito così il presidente dell’associazione Onda d’urto, il dott. Domenico Ungari, all’open day che si è tenuto sabato pomeriggio presso la Biblioteca Comunale. 

L’associazione ha preso spunto da quella nata ad Andria, con l’obiettivo di rilevare i dati epidemologici della nostra città e creare un vero e proprio registro tumori, affinchè attraverso lo studio dei dati e dei fattori più rilevanti si possa arrivare a prendere delle decisioni e tenere sotto controllo il crescente numero di casi di neoplasie. L’associazione ha già avviato un processo di screening gratuito già nelle scuole soprattutto nel caso di tumore alla tiroide e altre manifestazioni come quella tenutasi qualche mese fa alla Villa Comunale, dove erano presenti vari stand per effettuare vari tipi di screening gratuiti.

Purtroppo l’aumento dell’uso del tabacco soprattutto in età adolescenziale e la diffusione di droghe sintetiche, tipo crocodile, anche a Corato ha spinto i volontari di Onda D’urto a voler aumentare questo tipo di eventi e iniziative di screening e prevenzione soprattutto tra i giovani. Soprattutto tutte le manifestazioni che saranno organizzate nel 2017 avranno lo scopo di reperire fondi per l’acquisto di un ecografo da mettere a disposizione in questi eventi.  «Conoscere i dati è importante per poter deliberare e prendere delle decisioni – ha commentato il dott. Antonio Papagni, specializzato in epidemologia. Il nostro intento non è quello di creare allarmismi o terrorismo psicologico, ma è quello di attivarci per raggiungere un miglioramento. Far funzionare e creare un registro non è semplice, perché occorrono dati anagrafici, cartelle cliniche, l’elenco e le dichiarazioni dei medici di famiglia, che poi vanno coordinati e studiati da esperti.

Solo dopo si può prendere in considerazione tali dati e deliberare, cioè prendere delle decisioni in merito. Ma il nostro impegno è proprio rendere ciò possibile, perché si tratta di studiare un fenomeno e fare in modo che il numero dei casi di tumore possa diminuire. Secondo i dati statistici rilasciati dall’Osservatorio Epidemologico Pugliese, attualmente il rischio per il uomini di ammalarsi di tumore è del 50%, mentre per le donne è del 33%. Si sa che le zone più colpite sono Manfredonia, Taranto e tutto il Salento, mentre Bari e Foggia hanno una minore incidenza, ma è anche vero che non avendo ancora un registro locale non possiamo tenere sotto controllo e monitorare la situazione nelle piccole realtà».

onda d'urto (1)Una aspetto importante è quello relativo all’allineamento del dato di donne malate di tumore al seno con il dato nazionale, conseguenza degli effetti positivi delle campagne di sensibilizzazione e prevenzione come in tutt’Italia, rispetto al numero crescente di dati di tumore alla prostata e colon retto per l’uomo. L’impegno di Onda d’Urto Corato segue le orme di quella di Andria, attiva nel paese con iniziative e manifestazioni volte ad interessare le istituzioni sulla nascita di un registro di malati di tumore.

Alla base di tutto non deve mancare l’impegno e la consapevolezza che «partendo dai dati e dai numeri si arriva alle persone – come ha sottolineato il dott. Dino Leonetti, fondatore di Onda d’urto Andria. Lungo e forte l’intervento del dott. Francesco Schittulli, presente all’evento, «Ricordo le parole che il dott. Umberto Veronesi disse una delle ultime volte che ci siamo incontrati, mi disse che il suo grande rammarico era quello di non essere riuscito a sconfiggere il cancro. Ora ogni malato ha il 62% di possibilità di guarire ma il numero dei casi è fortemente aumentato. Credo che il nostro impegno dovrebbe partire già dalle scuole dell’infanzia, con iniziative mirate di campagne di sensibilizzazione contro il fumo. Se ogni bambino dicesse alla sua mamma non ti bacio perché fumare fa male a te e a me, forse quella mamma ascolterebbe di più perché sarebbe una frase di più efficacia.

Bisognerebbe aumentare le attività di screening e di prevenzione per i casi di tumore più diffusi, seno, prostata, polmoni e colon retto. Importante è l’incontro con le istituzioni per avviare attività e azioni programmatiche, perché come diceva De Gasperi, un vero politico non dovrebbe preoccuparsi del voto delle prossime elezioni, ma dovrebbe preoccuparsi delle future generazioni. Con questo voglio dire che bisognerebbe investire in salute e non in malattia; investire in iniziative di ricerca come creare un registro tumori potrebbe essere d’aiuto a prevenire e a far scendere il numero dei casi in Puglia. Abbiamo bisogno di centri specializzati, di eccellenze e non di ospedali sotto casa.

E in questo mi allineo alle decisioni riguardo all’importanza di un riordino ospedaliero.  Bisogna capire le linee guide comportamentali tra i medici perché non dobbiamo dimenticare che un malato prima di tutto è una persona che merita il massimo della sensibilità da parte di tutti». In biblioteca presenti il dott. Giuseppe Tarantini, responsabile del reparto epidemologico di Barletta, gli assessori Luigi Musci e Antonella Rosito, rispettivamente delegati all’ambiente e alla salute. In sala anche i consiglieri Fiore e Torelli. Dopo un buon appezzamento delle intenzioni di “Onda d’urto”, Musci ha ricordato «i controlli in atto relativi alle due ex discariche della città – via Belloluogo e contrada Maccarone – le campagne contro l’eternit e lo stanziamento di oltre due milioni di euro per il progetto di Smart City».

Musci ha colto l’occasione per annunciare un incontro in programma la settimana prossima a Roma con i responsabili di Terna per l’annosa vicenda che riguarda Corato in materia elettrodotto. L’assessore Rosito ha invece annunciato che Corato ha aderito alla «rete delle “Città sane” che, come primo impegno, prevede proprio quello della stesura del “Profilo di salute” per cui è già stato individuato il medico referente per Corato. «Nella raccolta dei dati – ha aggiunto – saranno coinvolte le associazioni che già si impegnano nel territorio».

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