Omaggio alle donne con la bellezza della Venere di Canova

Una delle immagini più sublimi della bellezza femminile evocata per l'8 marzo

Omaggio alle donne con la bellezza della Venere di Canova
Omaggio alle donne con la bellezza della Venere di Canova

a cura di Franco Leone

Per la ricorrenza dell’8 Marzo l’opera presa in considerazione in questo spazio de “Lo Stradone” dedicato all’arte è la Venere Italica di Canova. La poesia che la descrive è attinta dal mio libro “Cercando l’Italia, capolavori d’arte in versi” edito da Secop Edizioni. La mia scelta è ricaduta su questa opera d’arte perché di sicuro rappresenta una delle immagini più sublimi della bellezza femminile.

Con il suo eccelso talento Canova rappresenta la dea Venere mentre affiora dall’acqua dopo un bagno e si asciuga il corpo con un drappo che le cinge i fianchi nascondendo parzialmente la sua nudità. La luce ondeggia fra le pieghe dei drappeggi e accende ulteriormente d’incanto la sua estrema bellezza.

Il suo sguardo, assecondato dalla torsione della testa, è volto di lato, distolto forse dalla presenza di qualcuno che sta assistendo alla scena e che le sta rubando il suo attimo d’intimità.

Le braccia incrociate sul petto trattengono il lenzuolo che le copre la parte anteriore del corpo, mentre una cocca del tessuto s’insinua tra le gambe che si stringono appena. I seni piccoli e affusolati sfuggono alla stoffa e mostrano la loro forma perfettissima. La schiena e le spalle si piegano in avanti rivelando un dorso di ammaliante seduzione.

Dedicata a tutte le donne, perché da sempre la donna è stata considerata il simbolo più elevato della perfezione e della bellezza assoluta.

L’opera si trova alla Galleria Palatina di Firenze.

 

LA VENERE ITALICA DEL CANOVA A FIRENZE (1805-1811) di Franco Leone

Lei si accorge d’esser stata scoperta.

Par turbata ormai la dea dell’amore.

Interrompe il bagno timida e certa

che qualcun l’ha scorta senza pudore.

Usa lei un drappo come coperta

che svelar fa il suo sensuale candore.

Le sue gambe copre, il ventre ed un seno,

a coprirsi dietro lei pensa meno.

 

Le disegna il bel profilo la luce,

risaltar fa la sua gioventù fiera.

Tra bagliori e giochi d’ombra seduce

tal bellezza un poco ingenua e un po’ altera.

Dolci tentazioni accende ed induce

quel pudor che la fa fragile e vera.

Fu con lei la pudicizia esaltata

e l’italica beltà sublimata.

 

Ottave in endecasillabi con rima ABABABCC

 

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