Oggi la mobilitazione dei gilet arancioni a Bari – Foto

Da Corato tre pullman e oltre 50 trattori diretti a Bari per protestare in piazza della Libertà, davanti alla Prefettura

Oggi la mobilitazione dei gilet arancioni a Bari

Pronta la mobilitazione dei gilet arancioni: compatti, legittimamente arrabbiati, ma corretti nelle azioni. Dopo l’incontro organizzativo di sabato 5 gennaio tenutosi presso la sala Aldo Moro della Cooperativa Terra Maiorum, gremita di agricoltori attenti e partecipi, stamattina oltre cinquanta trattori e tre pullman privati sono partiti da Corato per dare inizio ad una importante mobilitazione che si muoverà da più fronti: la SP 231, la direttrice marittima, la SS 100, per riunirsi presso lo stadio San Nicola di Bari. Durante il percorso si aggiungeranno numerosi altri automezzi provenienti da Andria, Ruvo, Terlizzi, Bisceglie, Trani ecc. che, scortati dagli agenti della Polizia di Stato, faranno tappa in piazza Prefettura a Bari.

Autorizzato l’ingresso di soli 100 trattori che qui sosteranno, insieme alla marea di agricoltori (molti giunti anche con bus di linea e proprie autovetture) per far sentire forte la loro voce, mentre, percorrendo il lungomare, una loro delegazione si fermerà sotto il Palazzo della Regione. Il presidio si terrà in piazza della Libertà, davanti alla Prefettura.

Eloquenti gli slogan: salviamo la puglia olivicola, salviamo l’agricoltura pugliese. È il grido di allarme di un intero territorio che soffre, di quei lavoratori che, stanchi di essere inascoltati ed abbandonati, passano all’azione e si fermeranno solo quando si avranno risposte certe ed inequivocabili.

I rappresentanti del mondo agricolo a capo della protesta coratina: Pasquale D’Introno, presidente cooperativa Terra Maiorum, Tommaso Loiodice, presidente nazionale UNAPOL, Donato Rossi, presidente di Confagricoltura Puglia e l’ex sindaco di Corato Massimo Mazzilli, esortando i loro associati ad essere decisi e perseveranti ma pacifici, hanno già stilato una lista di richieste da sottoporre ai parlamentari dei diversi gruppi politici che vorranno ascoltarli.

Oggi la mobilitazione dei gilet arancioni a Bari

Non si aspettano nulla di definitivo. L’appuntamento di oggi è solo l’esordio di una battaglia che si preannuncia lunga e non priva di ostacoli e va combattuta con l’appoggio di tutti, poiché la calamità che ha colpito il mondo dell’agricoltura ha avuto un effetto domino su tutta la comunità. Non si tratta quindi di lotta a sostegno di una categoria, bensì di far fronte ad una emergenza sociale.

Chiari gli obbiettivi, racchiusi nel documento da sottoporre all’attenzione di chi può dare risposte certe, e che guardano al medio e lungo termine:

1) riconoscimento dei danni delle gelate che si sono verificate nel nostro territorio a cavallo tra febbraio e marzo 2018, non solo per la mancata produzione della stagione in corso, ma anche per i danni strutturali subiti dalle piante che non fanno sperare neanche in successivi raccolti;

2) interventi seri sulla questione Xylella, ovvero una legge speciale mirata ad espiantare le piante infette che, dal Salento, sono giunte alle porte di Monopoli e qualcuna ha fatto pure capolino a Terlizzi e minaccia di avvicinarsi pericolosamente alle nostre zone;

3) immediata disponibilità dei fondi economici stanziati dal Programma di Sviluppo Rurale Puglia (2014-2020) che rischiano di tornare alla Commissione Europea perché dispersi nelle pieghe di una burocrazia che non rende merito a chi lavora;

4) nuove regole per i PAC – Politiche Agricole Comuni – che prescrivano meritati riconoscimenti al comparto agricolo pugliese e promuovano una vera e propria politica di rilancio strategico.

Una mobilitazione, quella di oggi, scevra da qualunque sigla o appartenenza politica e da personalismi di sorta, che fa appello anche ad altri settori economici e associazioni professionali (Confcommercio e Confartigianato, per fare un esempio) a partecipare alla protesta con spirito solidaristico per fare fronte comune ad una avversità che ha avuto ricadute su tutti. È in gioco il futuro dell’economia del nostro territorio.

 

 

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