Nuovo anno accademico per l’UTE “Edith Stein”

Una lezione sulla Felicità, accompagnata dalle le voci del coro dell'università, ha inaugurato il diciannovesimo anno accademico dell'U.T.E. di Corato

Inaugurazione nuovo anno accademico dell'U.T.E.
Una lezione sulla Felicità, accompagnata dalle le voci del coro dell'università, ha inaugurato il diciannovesimo anno accademico dell'U.T.E. di Corato

È stato inaugurato lo scorso 13 dicembre il diciannovesimo anno accademico dell’Università della Terza Età “Edith Stein” di Corato. A partire dalle ore 18, infatti, corsisti, docenti e membri del coro si sono riuniti presso la sede sita in Via Giappone 40 per celebrare un nuovo anno insieme all’insegna della felicità.

Sono anni, ormai, che l’università rappresenta un importante polo culturale nella città di Corato. «Può sembrare una favola, invece è una storia che abbiamo costruito insieme», ha sottolineato la Presidente Pina Masciavè.

«Sono tante le persone da ringraziare – continua – a partire dalla Dottoressa Marisa Parato, presidente del movimento di spiritualità “Vivere In”, che ci accompagna nel nostro percorso di crescita.»

Con queste parole quest’ultima saluta i corsisti: «Sono davvero contenta che questa università stia crescendo. Noi del “Movimento Vivere In” abbiamo scommesso sulla formazione della terza età. E il tempo, credo, ci sta dando ragione. Perché in questo luogo si abbracciano cultura, nozioni, esperienza: un crogiolo arricchente e davvero importante.»

E dopo l’inno dell’Università cantato dal Coro dell’U.T.E., diretto dal Maestro Gennaro Sibilano, la parola è passata al Prof. Giacomo Martielli dell’Università degli Studi di Bari, che ha tenuto un’interessante relazione dal titolo: “Felicità, condizione per essere con gli altri”.

«Ognuno di voi è fortunato» sottolinea il professor Martielli. «Avete il privilegio di tenere viva la vostra mente, grazie al percorso all’interno dell’Università della Terza Età

Affrontare il tema della felicità in relazione agli altri nella particolare fase storica in cui ci troviamo è un intervento estremamente attuale e necessario. «Ci troviamo oggi dinanzi a un nuovo disturbo ancora non codificato dalla psichiatria. Si chiama “Cherofobia” ed è la paura di essere felici.»

Una fobia, secondo le statistiche assai diffusa tra giovani e giovanissimi. Ed è proprio con lo sguardo rivolto verso le generazioni future che occorre educare alla Felicità.

«Il linguaggio col quale ci esprimiamo influisce notevolmente sui nostri atteggiamenti e le nostre azioni. La crisi della speranza, oggi, si manifesta ogni volta che pronunciamo la parola “ormai”. Ci arrendiamo. Dovremmo, invece, sostituirla con le parole “nonostante tutto”», spiega il Professor Martielli.

La felicità non è un’azione, è uno stile di vita. E in quanto tale va costruito giorno dopo giorno, in relazione con gli altri. Il motore immobile che deve spingere ogni individuo a compiere un’azione positiva deve essere una motivazione intrinseca, da ricercare dentro sé stessi.

Così, la relazione di Giacomo Martielli è stata partecipata, coinvolgente e stimolante. E si è codificata come un interessante spunto di riflessione per il nuovo anno appena inaugurato, che sboccia e fiorisce nella “Edith Stein”.

La felicità si cela discretamente nelle piccole cose. Nell’amore verso la cultura, nel volersi mettere in gioco senza limiti di età, nel sentirsi parte di un gruppo, nell’intonare a gran voce “Meraviglioso” di Domenico Modugno, lasciandosi accarezzare da quelle semplici parole che esplodono di significato.

Quindi, per davvero, come recita l’inno dell’U.T.E., “viva la terza età!“.

 

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