Non toccate i lupi della Murgia

Si promuova una Giornata di studi e si mobilitino gli ambientalisti prima che sia troppo tardi

Corato.Lupi_monitoraggio
Il lupo sulla Murgia

I cinghiali sono diventati ormai una sciagura per i territori del Nord-Barese e su un’area anche molto più vasta, ma non sono lupi. I cinghiali devastano le colture, attaccano la corteccia degli alberi, causano incidenti agli automobilisti, ma non sono lupi. Del problema rappresentato dai cinghiali Coldiretti ha fatto un impegno perseguito con costanza e iniziative in sinergia con enti quali il Parco dell’Alta Murgia. E oggi ha manifestato a Roma.

“Nell’area del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e del Parco Nazionale del Gargano –scrive Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia– è emersa l’inefficacia del sistema di cattura dei cinghiali con le gabbie che il presidente Tarantini ha intenzione di sostituire con il selecontrollo.

Particolarmente grave e ingestibile la situazione nelle aree rurali della Murgia barese e tarantina e in Capitanata, soprattutto nell’area del Gargano dove l’habitat risulta particolarmente favorevole”.

Lo “Stradone” ne aveva più volte dato notizia. Perché ci aveva allarmati non solo il problema costituito dai cinghiali ma anche il riferimento esteso ai lupi che Coldiretti aveva fatto in un comunicato stampa. Quel riferimento ritorna oggi in coda al lungo comunicato diramato da Coldiretti di cui abbiamo più sopra citato un passo:

“Si tratta -continua Muraglia- di una situazione insostenibile che sta provocando l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali. Gli imprenditori agricoli ma anche gli automobilisti, gli autotrasportatori e gli avventori occasionali, stanno segnalando con sempre maggiore frequenza i danni provocati da cinghiali e lupi che vivono e si riproducono principalmente nelle aree naturali protette ma che, inevitabilmente, sconfinano nelle aziende agricole, sulle strade limitrofe ed in prossimità dei centri abitati”.

I lupi sembrano proprio rappresentare un chiodo fisso per Coldiretti -benemerita per tante battaglie condotte a favore dell’ambiente- che evidentemente raccoglie le lagnanze di qualche allevatore. Se ogni tanto viene ucciso qualche vitello e qualche pecora, di ciò si occupino i Comuni risarcendo gli allevatori e continuando a godere della vantaggiosa presenza di un animale che popolava la Murgia e che vi è ritornato, in poche decine di esemplari, dopo decenni di assenza, forse proprio sulle tracce dei cinghiali -secondo il parere degli esperti-, arricchendo di valore ecologico, faunistico, storico, culturale e turistico il territorio ricadente nel Parco.

Ci piacerebbe ascoltare la voce di Legambiente e di tutte le associazioni ambientalistiche per sostenere il fronte -che esiste ma è al momento invisibile- di chi ha a cuore lo sviluppo intelligente dei nostri territori e non quello predatorio e miope che brucia le risorse. E risorsa è il lupo.

Credevamo lontane dalla coscienza moderna le favole che fanno del lupo il personaggio cattivo per eccellenza, e credevamo superate le paure che facevano del lupo il catalizzatore di molte angosce esistenziali.

Qui, come si dice, nel nostro piccolo, ribadiamo la preoccupazione per l’apertura della caccia ai lupi che il comunicato stampa di Coldiretti lascia intendere: sarebbe una scelta insensata per le ragioni di cui sopra, ma anche un pessimo segnale per l’educazione ambientale che da queste parti è appena agli inizi. È il momento di promuovere una bella giornata di studio sul lupo appenninico: invitiamo le associazioni ambientalistiche ad assumere l’iniziativa.

Facciamo nostre le parole che il 27 febbraio 2017 Piero Ricci scriveva su “La Repubblica Bari.it“: «la presenza dei lupi significa che la Murgia sta tornando ad essere la Murgia, dove rivivono fauna e habitat più consone, dopo gli anni del saccheggio e degli spietramenti e che sul crinale della speculazione stava cedendo il posto alle multinazionali delle energie rinnovabili, smaniose di farne un’immensa distesa di pannelli fotovoltaici e pale eoliche. Come dire ci sono lupi e lupi che vogliono mettere radici sulla Murgia. Per questo la presenza dei lupi, quelli veri, non deve spaventare, insiste Modesti Direttore del Parco dell’Alta Murgia che con l’assessore regionale alle aree protette, Angela Barbanente, il presidente dell’Anci pugliese, Luigi Perrone e il presidente pro-tempore del Parco, Michele Di Lorenzo […] ha presentato i risultati dei primi cinque anni di vita del parco nazionale».

Si, dunque, alla caccia selettiva ai cinghiali ma non toccate i lupi della Murgia.

CONDIVIDI
Articolo precedenteIn viaggio sulla Statale 16 con un carico di droga ma la GdF li scopre
Prossimo articoloCorato. La microstoria si fa grande storia
Fondatore e presidente di Controradio 1980, radio libera di Urbino, giornalista dal 1988, redattore del "Messaggero" di Roma, caporedattore della "Gazzetta di Pesaro", collaboratore della "Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Quotidiano di Puglia" e altre Testate nazionali. Direttore tecnico dello "Stradone" nel 1996, Direttore responsabile di "Salute e Prevenzione" organo dei Tecnici della prevenzione d'Italia. Ha pubblicato studi su Italo Svevo, e sulla cultura e gli autori degli anni Venti e Trenta per l'Università di Urbino, e studi di Storia per le riviste nazionali "Critica Sociale" e "Agorà". Relatore in vari convegni universitari. Consulente per l'informazione e la cultura per la Regione Marche 1991 e 1992. Consigliere comunale di Urbino 1990-94.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami